Ci avviciniamo all’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio con una consapevolezza: Faenza non sta solo scegliendo un’amministrazione, ma sta interrogando il proprio futuro. Come giornale, ci siamo messi in ascolto di una “linfa nuova” che attraversa ogni schieramento: quella dei giovani candidati consiglieri. Ci siamo fatti segnalare un candidato o candidata per ogni lista (n.b. Potere al popolo, pur sollecitati, non ci ha fornito alcun nominativo, per cui non sono presenti in questa rassegna). In questa rubrica, condotta da Jacopo Cavina, emerge un dato che smentisce il luogo comune del disinteresse giovanile. I ragazzi e le ragazze che abbiamo intervistato non sono distaccati; sono, semmai, delusi da una politica che per troppo tempo è apparsa distante dalla realtà. Il loro non è un impegno di facciata, ma una risposta concreta al richiamo della partecipazione: “lamentarsi senza partecipare non basta”, ci ha detto uno di loro, sintetizzando uno spirito comune che trasforma la critica in servizio.

Leggendo queste interviste, troverete la voce di chi studia e sogna una Faenza più internazionale e universitaria, di chi lavora sodo nei laboratori o nei cantieri e chiede decoro e sicurezza, di chi vive la bellezza delle tradizioni rionali come identità viva, e di chi, da giovane madre, chiede istituzioni capaci di sostenere la vita quotidiana delle famiglie.

C’è un filo rosso che unisce queste undici prospettive diverse, dal diciottenne al suo primo impegno al professionista quarantenne che vuole restituire vitalità alla città: è il desiderio di una “casa comune” che funzioni davvero. Una città che non dimentichi le ferite dell’alluvione e metta in sicurezza il territorio, ma che sappia anche guardare avanti con coraggio, investendo sullo sport come educazione, sulla cultura e sulla solidarietà.

Questi giovani ci ricordano che la politica, nel suo senso più alto, è l’arte dell’ascolto e della cura delle relazioni. Non chiedono poltrone, ma spazi: spazi di studio aperti fino a mezzanotte, tavoli di confronto permanenti tra studenti e istituzioni, e una macchina comunale più snella e vicina ai cittadini. Come scritto in un altro articolo: Faenza si sviluppa solo quando i cittadini si sentono partecipi e responsabili della propria comunità. In questo i giovani candidati consiglieri dovranno dimostrare di non essere solo bei volti di facciata inseriti per recuperare qualche voto in più nelle liste, ma veri e propri protagonisti del dibattito.

Vi invitiamo a leggere queste interviste non come una mappa delle speranze della Faenza di domani. In ognuno di questi volti c’è la scommessa di chi ha deciso di non restare spettatore, dimostrando che, quando la politica torna a parlare di “cose vere”, i giovani sono pronti a fare la loro parte.

Le interviste

Di seguito le interviste, in ordine di presentazione delle liste sulla scheda elettorale.

Massimo Isola

Fai – Avs: Federica Gullotta, 35 anni

Partito Democratico: Edoardo Argnani, 20 anni

Movimento 5 Stelle: Antonio Biunno, 34 anni

Faenza Pop: Pietro Penazzi, 21 anni

Faenza Cresce: Costanza Ercolino, 24 anni

Gabriele Padovani

Partito Popolare del Nord: Marian Andrei, 24 anni

Noi Moderati: Giulia Donati, 23 anni

Area Liberale: Mina Kidik, 21 anni

Fratelli d’Italia: Mattia Bandini, 18 anni

Faenza Insieme: Marwan Hammami, 23 anni

Claudio Miccoli

Forza Italia-Lega-Dc: Lorenzo Dalmonte, 40 anni