In una Faenza che si prepara al voto, Lorenzo Dalmonte, 40 anni, porta la voce di una generazione che vuole tornare protagonista. Odontotecnico da oltre vent’anni nell’attività di famiglia, cresciuto tra lavoro, responsabilità e rapporto diretto con le persone, sceglie ora di mettersi in gioco per contribuire in prima persona al futuro della città nella lista Forza Italia-Lega-Dc a sostegno di Claudio Miccoli.
Intervista a Lorenzo Dalmonte
Lorenzo raccontaci un po’ chi sei e perché ti candidi.
Ho sempre vissuto Faenza e lavoro da oltre vent’anni nel laboratorio odontotecnico di famiglia. Un’attività che negli anni ho imparato a gestire a 360 gradi, sia dal punto di vista tecnico che umano e organizzativo. Il lavoro mi ha insegnato il valore della responsabilità, della precisione e soprattutto del rapporto con le persone. Sono una persona molto concreta: credo nel sacrificio, nella parola data e nell’importanza di esserci davvero quando qualcuno ha bisogno. Fuori dal lavoro sono molto legato alla famiglia, agli animali e allo sport, che considero strumenti fondamentali per la crescita sana dei giovani.
Sei uno dei candidati più giovane della tua lista, come vedi la cosa?
Essere uno dei più giovani della lista per me non è un limite, ma una responsabilità. Ho deciso di mettermi in gioco perché credo che lamentarsi senza fare nulla non serva. Se ami davvero la tua città, a un certo punto senti il dovere di provare a dare il tuo contributo. Mi ha spinto la voglia di vedere una Faenza più viva, più sicura, più attenta ai giovani, alle famiglie e alle attività locali. E mi ha convinto il fatto di trovare nella squadra e nel progetto di Claudio Miccoli persone concrete, con valori chiari e con la voglia reale di ascoltare i cittadini.
Cosa significa fare politica per te?
Secondo me un giovane entra in politica quando smette di pensare solo a sé stesso e inizia a chiedersi che futuro vuole lasciare agli altri. Per me fare politica non significa fare promesse o parlare bene. Significa esserci, ascoltare, affrontare i problemi reali e difendere ciò che è giusto. Io credo molto nel rispetto, nella correttezza e nel dare valore alle persone che ogni giorno mandano avanti questa città: famiglie, lavoratori, commercianti, volontari, associazioni. La politica dovrebbe tornare a essere questo: presenza, ascolto e responsabilità.
Come vedi la Faenza del futuro? Cosa non può assolutamente mancare?
Indubbiamente nella Faenza del futuro non possono mancare opportunità. Opportunità per i giovani, per le imprese, per chi vuole costruirsi una famiglia e per chi porta avanti con sacrificio un’attività locale. Abbiamo una città con enormi potenzialità, ma troppo spesso non vengono valorizzate abbastanza. Faenza deve tornare a essere attrattiva, viva, dinamica. E poi credo non debbano mancare sicurezza, spazi di aggregazione sani, sport, attenzione al benessere animale e una maggiore vicinanza concreta alle persone.
Parlando un po’ della lista, tre aggettivi per descriverla?
Direi concreta, presente, responsabile.
Come si concretizzano? Quali sono i punti salienti?
Sicuramente la sicurezza e la tutela della qualità della vita dei cittadini, ma anche il sostegno alle imprese locali, al commercio e al centro storico. Io credo molto anche nell’investire sui giovani, sullo sport e sulle associazioni sportive, perché aiutano a crescere con disciplina, rispetto e senso di appartenenza. Un altro tema che sento molto vicino è il benessere animale, perché una città che rispetta gli animali è una città più civile e più umana. E poi c’è il tema dello sviluppo del territorio: Faenza ha tantissimo potenziale e deve tornare a credere nelle proprie capacità.
II punto che senti più tuo?
Probabilmente tutto ciò che riguarda giovani, sport e crescita sana delle nuove generazioni. Avendo un figlio adolescente vedo ogni giorno quanto sia importante dare ai ragazzi stimoli, opportunità e ambienti sani dove crescere. Lo sport, le attività educative, il senso di appartenenza e il contatto umano possono fare davvero la differenza. I giovani hanno bisogno di sentirsi coinvolti, valorizzati e preparati al mondo reale, non lasciati soli davanti a uno schermo. Sento molto vicino anche il sostegno alle attività locali e alle imprese, perché vivendo ogni giorno il lavoro conosco bene le difficoltà di chi porta avanti un’attività con sacrificio.
Torniamo a parlar di te, cosa porterai di tuo?
Porterò il mio modo di essere. Sono una persona abituata a lavorare duro, ad assumersi responsabilità e a non tirarsi indietro davanti ai problemi. Credo di poter portare concretezza, disponibilità e ascolto vero verso le persone. Chi mi conosce sa che se c’è da dare una mano, io ci sono sempre. E penso che oggi la politica abbia bisogno soprattutto di persone autentiche, affidabili e presenti sul territorio.
Ultimamente si sente molto spesso parlare di un generale disinteresse per la politica da parte dei giovani, cosa ne pensi?
Secondo me tanti giovani non sono distaccati dalla politica: sono distaccati da una politica che spesso appare lontana dalla realtà. Quando una persona non si sente ascoltata, smette di credere che partecipare possa servire. Per riavvicinare le persone bisogna tornare a essere credibili, presenti e concreti. La politica dovrebbe parlare meno e ascoltare di più. E credo che coinvolgere davvero i giovani, responsabilizzarli e renderli parte attiva della città sia fondamentale per costruire una comunità più forte.
Concludiamo con un ultimissima domanda, cosa ti aspetti da questa esperienza?
Seguo la politica e la vita della città da tanti anni, perché ho sempre creduto che le decisioni prese a livello comunale abbiano un impatto concreto sulla vita quotidiana delle persone. Non ho mai vissuto la politica come qualcosa di distante, ma come uno strumento per cercare di migliorare davvero il territorio in cui viviamo. Fino ad oggi ho scelto di farlo nel mio quotidiano, attraverso il lavoro, la famiglia e la disponibilità verso gli altri. Ora ho sentito la spinta e la responsabilità di mettermi in gioco anche in prima persona. Da questa esperienza mi aspetto soprattutto la possibilità di ascoltare, imparare e dare un contributo concreto alla città. Vorrei portare il mio modo di essere: presenza, serietà, rispetto delle persone e attenzione ai problemi reali. Credo che oggi servano persone autentiche, che conoscano il valore del lavoro, del sacrificio e del contatto umano. E spero di poter rappresentare soprattutto chi ogni giorno si impegna, lavora e ama davvero Faenza.














