C’è un fermento nuovo nelle piazze di Faenza. Mentre il dibattito tra le coalizioni si accende sui temi caldi del territorio, dalle politiche giovanili alla tutela dell’ambiente, molte facce nuove si affacciano per la prima volta alla politica attiva. Una di queste è Pietro Penazzi candidata della lista civica Faenza Pop, a sostegno di Massimo Isola. Tra un impegno elettorale e l’altro, l’abbiamo intercettato per farci raccontare la sua visione di città: una chiacchierata che va oltre gli slogan elettorali per toccare i bisogni reali dei faentini. Pietro Penazzi è un giovane studente, classe 2005, al secondo anno di università, Dietistica presso l’Università di Bologna. “La mia vita ruota attorno allo studio, allo sport (il calcio, ci gioco da 15 anni) e alle relazioni: vivo Faenza nella sua dimensione più quotidiana, fatta di amicizie, impegno e vita di comunità”.
Intervista a Pietro Penazzi
Pietro, non sei il più giovane dei candidati ma comunque sei uno dei più giovani, come ti senti al riguardo?
Essere tra i più giovani della lista non è un limite, ma uno stimolo. Mi ha spinto la voglia di partecipare e di non restare spettatore. Credo che chi vive la città ogni giorno possa e debba contribuire alle scelte che la riguardano, anche mettendosi in gioco in prima persona. Entrare in lista è stato un modo concreto per farlo. Penso che un giovane entri in politica quando smette di aspettare che siano sempre altri a decidere. Per me fare politica significa ascoltare, capire i problemi reali e provare a dare risposte concrete. È un modo per prendersi cura della città e delle persone che la vivono.
Come ti immagini una Faenza del futuro?
Nella Faenza del futuro non possono mancare ascolto continuo dei cittadini e spazi capaci di garantire inclusività e benessere, attraverso sport, educazione alimentare e supporto orientativo. Una città che cresce è una città che mette le persone al centro, investe sulla salute e sulle relazioni e permette alle nuove generazioni di sentirsi parte attiva della comunità. La lista mette al centro l’interesse per la qualità della vita, l’attenzione ai giovani e al loro futuro, allo sport, al territorio, all’agricoltura, alle infrastrutture e alla sicurezza urbana. C’è una centralità all’ascolto, alla partecipazione
Cosa porterai di tuo?
Porto il mio modo di essere: ascolto, disponibilità e concretezza. Lo sport mi ha insegnato il lavoro di squadra e il rispetto, mentre il mio percorso di studi mi ha reso molto attento ai temi del benessere e della prevenzione. Se avrò l’opportunità, vorrei portare questo approccio anche nel ruolo di Consigliere Comunale. Sento particolarmente miei i temi legati ai giovani, allo sport e alla salute. In particolare credo molto nell’importanza di creare spazi, opportunità e iniziative che aiutino le persone a stare bene e a sentirsi parte della città.
Ultimamente c’è una grande disaffezione alla politica, i giovani sono parte di questo fenomeno?
Non credo che i giovani siano disinteressati, ma spesso non si sentono ascoltati. Quando la politica sembra lontana o incomprensibile è normale creare distanza. Per ridurre la disaffezione serve più dialogo, più trasparenza e più occasioni di partecipazione reale, a partire dalle cose concrete della vita quotidiana. Io mi aspetto di crescere, di imparare ma anche di poter dare un contributo utile alla comunità ed essere ascoltato. Qualunque sia l’esito, per me questa esperienza rappresenta un’occasione di partecipazione e responsabilità verso la città in cui vivo.
Concludiamo con tre parole chiave.
Certo, rappresentano sia me che la lista: inclusività, civica, concretezza.
Jacopo Cavina














