Prosegue il nostro approfondimento sui giovani candidati consiglieri in vista delle elezioni comunali di Faenza. Nella lista Noi Moderati, a sostegno di Gabriele Padovani (centrodestra) la candidata più giovane porta in campagna elettorale lo sguardo di una neo‑mamma che ha scelto di trasformare l’esperienza personale in impegno civico. Si chiama Giulia Donati e ha 23 anni. Conciliazione, servizi per le famiglie e attenzione ai bisogni quotidiani sono al centro della sua visione. Le abbiamo chiesto cosa significhi, oggi, mettersi in gioco per Faenza e quale contributo intenda portare in Consiglio Comunale. “Principalmente nella vita sono una mamma, di una meravigliosa bambina , ma non sono solo una mamma giovane , sono anche una donna con ambizione, che spera di poter vivere in un posto migliore” racconta.
Intervista a Giulia Donati
Giulia, essere una mamma giovane è sicuramente impegnativo. Cosa ti ha spinto a candidarti?
La voglia di non restare a guardare. Spesso noi giovani aspettiamo che qualcuno decida per noi, ma ho capito che se vogliamo un cambiamento reale, dobbiamo metterci la faccia. Ho scelto Noi Moderati perché rispecchia i miei valori: l’equilibrio, la concretezza e l’attenzione alla persona. Mi candido perché credo che la nostra città abbia bisogno di una prospettiva nuova, che guardi al futuro con energia ma con i piedi ben piantati per terra.
Cos’è per te fare politica?
Lo stimolo principale è l’appartenenza. Amare Faenza significa volerla vedere fiorire. Per me “fare politica” non è occupare una poltrona o fare discorsi astratti: significa servizio. È l’arte di ascoltare i problemi quotidiani – dal marciapiede rotto alla mancanza di nidi – e cercare soluzioni fattibili. È prendersi cura della “casa comune”.
Come vorresti vedere questa “casa comune”, Faenza, nel futuro?
Non può mancare la conciliazione. Una città moderna deve permettere a una donna di essere madre, lavoratrice e cittadina attiva senza dover scegliere o fare salti mortali. Serve una Faenza più dinamica, sicura e “a misura di famiglia”, dove i giovani non si sentano di passaggio ma protagonisti.
Raccontateci in tre parole la vostra lista.
La prima è Concreta: poche promesse elettorali, molti progetti realizzabili. Equilibrata: lontana dagli estremismi, cerca sempre la sintesi migliore. Umana: mette al centro le relazioni e i bisogni delle persone.
E quali sono i punti salienti?
Il nostro programma si fonda sul sostegno alle imprese locali, sulla sicurezza urbana e sul potenziamento dei servizi sociali. Crediamo fortemente nel valore del sussidiarietà: il Comune deve sostenere chi intraprende e chi aiuta, dalle associazioni alle famiglie, creando una rete che non lasci indietro nessuno. Il punto che sento più mio è senza dubbio il potenziamento dei servizi per la prima infanzia e il supporto alla genitorialità. Essere una neo-mamma mi permette di vivere in prima persona le difficoltà e le lacune del sistema. Voglio battermi perché ogni mamma a Faenza si senta sostenuta dalle istituzioni fin dal primo giorno.
Si parla troppo spesso di un allontanamento dei giovani dalla politica, è davvero così
Non credo che i giovani siano distaccati dai temi, ma dai modi della politica vecchia maniera. Siamo stanchi delle urla. Per superare la disaffezione serve la testimonianza: vedere coetanei che si impegnano seriamente riavvicina le persone. L’astensionismo si combatte con la credibilità e tornando a parlare di cose che toccano la vita vera delle persone, fuori dai palazzi.
Concludiamo con un ultimissima domanda, cosa porterai di tuo e cosa ti aspetti?
Porterò la mia energia, la mia capacità di ascolto e, soprattutto, la mia prospettiva di giovane donna e neo-mamma. In Consiglio Comunale vorrei essere la voce di chi oggi fatica a farsi sentire: le ragazze che studiano e sognano un futuro qui, e le mamme che chiedono servizi efficienti. Porterò uno stile empatico ma determinato: meno burocrazia e più attenzione ai bisogni reali. Mi aspetto di crescere, di imparare molto e di poter dare un contributo concreto alla mia città. Spero che la mia candidatura possa ispirare altre ragazze e altri giovani a capire che la politica non è “cosa da altri”, ma è lo strumento più potente che abbiamo per prenderci cura del nostro futuro.
Jacopo Cavina














