Con il deposito ufficiale delle liste e i manifesti che iniziano a colorare i muri del centro, la corsa verso Palazzo Manfredi entra nella sua fase decisiva. Tra i volti che animano questa tornata elettorale del 24 e 25 maggio, c’è Federica Gullotta, 35 anni, in corsa per il Consiglio Comunale nella lista Faenza Agisce Insieme – ¡FAI! – Avs. Lista che ha tra le sue fila Alleanza Verdi e Sinistra, Europa Verde, Sinistra Italiana, L’altra Faenza, Fronte Comune e il Partito Socialista Italiano.

Federica Gullotta, nata e cresciuta a Faenza, laureata in Sociologia e studentessa di Ortottica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ferrara e nel mentre lavora in un grande ipermercato. “Nonostante studio e lavoro mi abbiano sempre portato a dovermi spostare dalla mia città e pur avendo viaggiato abbastanza nella mia vita soprattutto in Italia, non riesco a immaginare un luogo migliore in cui vivere della mia Faenza, e questa è una consapevolezza che un tempo avevo meno ma che ho maturato nel corso degli anni, confrontandomi con realtà diverse” racconta. “Questo non significa ovviamente che Faenza sia una città perfetta” e continua “infatti uno dei motivi della mia candidatura è proprio la ricerca di una città sempre più armoniosa ed efficiente in cui vivere.”

Non è la più giovane della lista ma fra i più giovani. “Nonostante non provenga dalla politica ‘di professione’, mi sono interessata di politica fin da giovanissima, diciamo dai tempi delle scuole medie. Mio nonno paterno era socialista e sia lui che gli altri miei nonni mi hanno trasmesso la passione per la politica senza forzature, e per questo dedico a loro la mia campagna elettorale. Col tempo la mia visione dell’azione politica non è in realtà cambiata né nella sostanza né nella forma, seppur raggiungendo un maggiore equilibrio e una minore impulsività. Non amo gli eccessivi formalismi in ambito politico e istituzionale, siamo tutti cittadini di questa città o di questo Paese, senza distinzioni e tutti meritevoli di uguale rispetto a prescindere dal nostro lavoro, o dal nostro livello di istruzione. Questa uguaglianza è ciò a cui dovrebbe ambire chiunque dica di essere socialista.”

La motivazione principale che la spinge a candidarsi in questa lista “è in primis la condivisione del programma presentato, che si concentra su alcuni temi come il miglioramento e l’ottimizzazione del trasporto ferroviario e dell’emergenza abitativa, temi cari a noi socialisti e che da anni portiamo avanti con banchetti, manifestazioni e volantinaggi non solo a Faenza ma anche in altre città della Romagna. Naturalmente mi spinge la speranza forse presuntuosa ma io preferirei definire idealista di poter dare il mio contributo per migliorare ciò che già è buono e cambiare ciò che non va”.

E continua: “La Faenza del futuro è innanzitutto una Faenza che non si spaventa davanti al progresso, e alle sfide che questo impone. E soprattutto è una Faenza che realmente ascolta le richieste dei cittadini, senza false promesse ma a piccoli passi concreti, con costanza. Per fare un esempio concreto, Faenza è sicuramente un’ “isola felice” fra le città per quanto riguarda l’utilizzo della bicicletta e le piste ciclabili, ma proprio per questo dobbiamo puntare più in alto. Alcune piste ciclabili come quella di via Ravegnana andrebbero prolungate in modo tale da permettere a chi vive in campagna di accedervi senza rischi dalle vie laterali come via Crocetta, per facilitare e rendere più sicuro il percorso dei ragazzi che devono andare a scuola o dei lavoratori che si recano in città. È parte di un appello per tutti noi Partiti di Sinistra: non abbandoniamo le campagne, dobbiamo tutelarle sia dal punto di vista produttivo che da quello abitativo, evitando l’isolamento dalla città.” Sui punti principali del programma di lista aggiunge: “welfare, emergenza abitativa e transizione ecologica sostenibile”.

Sui giovani e politica: “Secondo me il distacco dalla politica testimoniato anche dalla scarsa affluenza è un’emergenza non tanto generazionale ma più globale. Tutti sono sfiduciati in un modo o nell’altro dalla politica. Qualcuno si arrende e si rassegna che altri decidano per lui, altri si mettono in gioco per come possono. Ma non mi sento di biasimare chi si arrende, io stessa come tutti a volte ho la tentazione di farlo, ma sicuramente è un problema importante”

Cosa ti aspetti da queste elezioni? E cosa porti di te? “Credo che ogni campagna elettorale, e ogni attività politica sia emozionante e coinvolgente e che ogni esperienza politica che ho fatto in questi anni mi abbia un po’ fatto crescere, quindi anche qui spero di imparare qualcosa.” Continua “L’esperienza lavorativa di questi anni e il recente tirocinio in reparto svolto per l’università, mi hanno insegnato in modo diverso a dover gestire problemi che si presentano spesso in maniera improvvisa e varia e che vanno risolti rapidamente. Inoltre sia per le mie esperienze sia per il mio carattere, sono una persona portata ad ascoltare e ad empatizzare con i bisogni e le richieste altrui, e credo che entrambe queste mie capacità possano essere utili per un mio potenziale ruolo nel consiglio comunale. Inoltre sono una persona con un forte senso di disciplina che mi ha accompagnato in questo – talvolta faticoso – percorso di studio e lavoro, e che vorrei applicare anche all’impegno per la mia città.”

Concludiamo con le tue 3 parole chiave sulla vostra proposta politica? “Innovativa, centrata, alternativa”.

Jacopo Cavina