“Determinata, concreta, responsabile” sono le tre parole scelte da Mina Kidik per descrivere la sua lista e la sua candidatura. Siamo nel pieno della campagna elettorale a poche settimane dalle elezioni comunali a Faenza, quest’anno tra i candidati al consiglio comunale ci sono anche tanti giovani e giovanissimi. Tra questi nella lista Area Liberale a sostegno di Gabriele Padovani per il centrodestra c’è anche lei: Mina Kidik, classe 2005, tra le più giovani candidate faentine.
Intervista a Mina Kidik

Mina raccontaci un po’ chi sei
Ho 21 anni e sono faentina; sono una ragazza universitaria al secondo alla della facoltà Scienze e psicologie – tecniche psicologiche. Sono una persona che ha scelto di mettersi in gioco per la propria città. Nella vita lavoro, affronto problemi concreti ogni giorno e so cosa significa avere responsabilità, rispettare tempi e trovare soluzioni. Non vivo la politica come un mestiere, ma come un servizio.
Classe 2005, sei veramente giovane, cosa ti ha spinto a candidarti? E soprattutto non hai paura che la tua giovane età ti sia d’impiccio?
Essere tra i più giovani non è un limite, è uno stimolo. Mi ha spinto la sensazione che lamentarsi non basti più. O si resta spettatori, o si prova a incidere. Io ho scelto di provarci, portando energia, lucidità e voglia di fare. Un giovane entra in politica quando smette di pensare che “tanto non cambia nulla”. Per me fare politica significa esattamente questo: prendersi la responsabilità di cambiare le cose, anche quando è difficile, anche quando non porta consenso immediato.
Cosa pensi riguardo il fatto che si dice che i giovani siano disinteressati dalla politica?
Non credo che i giovani siano disinteressati alla politica. Credo che siano disillusi. Quando vedono distanza, lentezza e inconcludenza, si allontanano. Per recuperarli serve credibilità: meno promesse, più risultati. E serve coinvolgerli davvero, non solo a parole.
Cos’è che per te non assolutamente mancare nella Faenza del futuro?
Nella Faenza del futuro non può mancare una cosa: la capacità di funzionare. Servizi che rispondono, istituzioni presenti, sicurezza percepita e reale, una macchina comunale che non lascia indietro nessuno.
E la lista come si propone al riguardo?
I punti salienti sono chiari: sicurezza del territorio, gestione efficace delle emergenze, una ricostruzione con tempi certi, meno burocrazia e più vicinanza ai cittadini. E poi una città che torna ad essere attrattiva, viva, capace di creare opportunità. C’è un punto che sento più mio: rendere il Comune una struttura che funziona davvero. Che dà risposte, che non si perde nei passaggi inutili, che semplifica la vita delle persone invece di complicarla.
E cosa porti per aiutare a realizzarlo?
A livello personale porto concretezza, capacità di ascolto e senso di responsabilità. Non mi interessano le polemiche fini a sé stesse: mi interessa capire i problemi e contribuire a risolverli. In consiglio comunale vorrei portare questo approccio: meno parole, più sostanza.
Per concludere, cosa ti aspetti da questa esperienza?
Da questa esperienza mi aspetto crescita e responsabilità. Non è un percorso personale, è un impegno verso la città. Se servirà, voglio essere utile. Questo è l’unico obiettivo che conta.
Jacopo Cavina














