Non è stata solo una premiazione, ma un vero e proprio abbraccio collettivo quello che Brisighella ha riservato, sabato 30 maggio, ad Andrea Kimi Antonelli. Il diciannovenne talento bolognese, arrivato nel borgo medievale partendo dalla vicina Faenza, è stato accolto da un autentico bagno di folla, testimonianza di quanto l’ “effetto Kimi” stia infiammando il cuore dei tifosi italiani. La giornata di festa è culminata con la consegna del prestigioso Trofeo Bandini, conferito ad Antonelli dal sindaco di Brisighella, Massimiliano Pederzoli, e dal patron del premio, Francesco Assirelli. Un riconoscimento che il giovane pilota Mercedes ha definito “un onore immenso”, dichiarandosi profondamente colpito dall’affetto della gente in un evento che resterà per lui “indimenticabile”.
Tra piedi per terra e l’estasi del “Tunnel”

Durante la conferenza stampa, Antonelli ha mostrato una maturità sorprendente per la sua età. Nonostante si trovi attualmente nelle posizioni di vertice della classifica mondiale, Kimi ha ribadito l’importanza di mantenere i piedi per terra in una stagione ancora molto lunga. “È un bel momento”, ha ammesso, sottolineando l’orgoglio di essere accostato a nomi storici dell’automobilismo italiano, come quello di Michele Alboreto. Interpellato sulla sua capacità di guida quasi trascendentale, Antonelli ha descritto quella sensazione particolare definita “tunnel” o “bolla”: uno stato di concentrazione assoluta in cui si guida in automatico e tutto viene naturale. Ha citato i Gran Premi di Suzuka e Miami come i momenti in cui è riuscito a entrare pienamente in questa fase, descrivendola come “una delle sensazioni più belle” a livello mentale.
Un “faccia d’angelo” in una vasca di squali

Non lasciatevi ingannare dal sorriso gentile. Antonelli ha ammesso che, una volta calata la visiera, la pista diventa “una vasca piena di squali: o mangi o vieni mangiato”. Il pilota ha riconosciuto di essere stato forse troppo aggressivo in Canada, ma ha rivendicato la necessità di farsi rispettare dai colleghi: “Mi sto facendo notare di più, cerco di mandare un messaggio chiaro: non mi tiro mai indietro”. Questo spirito battagliero si riflette anche nella gestione del rapporto con il compagno di squadra, George Russell. Antonelli ha spiegato che, pur lottando per la vittoria ogni weekend, l’obiettivo è evitare scenari di tensione interna simili a quelli visti in passato tra Hamilton e Rosberg. “Corriamo l’uno contro l’altro, ma in modo corretto, perché vogliamo il meglio per il team”.
Il cuore in Mercedes, il rispetto per la Ferrari

Il legame con il territorio rimane forte: Antonelli ha espresso il rammarico per l’assenza di Imola dal calendario attuale, definendolo il suo circuito di casa a cui è profondamente legato. E mentre il paddock mormora di un possibile futuro in Ferrari, definito da Kimi come un “brand immenso che resterà nella storia”, il pilota ha voluto ribadire la sua lealtà alla scuderia che lo ha cresciuto: “Sono molto contento in Mercedes. Mi hanno dato la possibilità da piccolo e mi hanno accompagnato fin qui: mi sento in debito con loro e voglio vincere moltissimo con questi colori”.
In attesa delle prossime sfide in pista, Brisighella si gode il suo campione, un ragazzo capace di portare “un po’ di italianità” e di energia positiva all’interno di uno dei team più blasonati della Formula 1.














