Le ondate di caldo rendono ancora più importante il ruolo dei centri sociali per anziani di Faenza. Le sette strutture presenti sul territorio offrono ambienti climatizzati, attività e occasioni di incontro, contrastando isolamento e solitudine. L’esperienza del Centro Laderchi racconta il valore della socialità quotidiana

Caldo e fragilità

Un clima sempre più tropicale. In questi giorni le temperature registrate nel Ravennate, così come nel resto d’Europa, stanno superando anche le previsioni più pessimistiche. Non si tratta più di emergenze occasionali, ma di ondate di calore che si ripetono con sempre maggiore frequenza, accompagnate da notti tropicali e da un’umidità che rende ancora più difficile sopportare le alte temperature.

In questo contesto, tra le categorie più esposte agli effetti del caldo ci sono gli anziani. Non soltanto per le conseguenze sanitarie delle temperature elevate, ma anche perché il caldo può favorire un altro nemico silenzioso: l’isolamento. Restare chiusi in casa per giorni, soprattutto se si vive soli, significa infatti rinunciare alle relazioni sociali, con ripercussioni sul benessere psicologico oltre che fisico.

È proprio qui che entrano in gioco i centri sociali di Faenza. Più che semplici luoghi ricreativi, rappresentano autentici presìdi di comunità, dove gli anziani possono trascorrere alcune ore al fresco, incontrare altre persone e partecipare ad attività che favoriscono un invecchiamento attivo. Sul territorio faentino operano sette Centri Sociali APS – Borgo, Casa Mita, Corbari, Laderchi, Pertini, Granarolo e Reda – distribuiti tra città e frazioni e da anni punto di riferimento per centinaia di cittadini.

Attività e comunità

laderchi

Le attività proposte spaziano dai tradizionali tornei di carte e tombola ai corsi di ginnastica dolce, dalle serate danzanti agli incontri culturali, passando per laboratori creativi, gite, pranzi sociali e iniziative di volontariato. Un’offerta che negli anni si è ampliata, trasformando questi spazi in veri luoghi di aggregazione, dove il valore più importante resta quello delle relazioni umane.

Tra le realtà più attive c’è il Centro Sociale Laderchi, la cui presidente Carmen Graziani racconta come l’estate abbia modificato anche le abitudini dei frequentatori. «Noi siamo aperti tutti i pomeriggi – spiega –. Abbiamo l’aria condizionata e quasi cento posti a sedere. Normalmente sono occupati tre o quattro tavoli, utilizzati soprattutto per giocare a carte, ma c’è anche una sala biliardo. Con questo caldo, però, i soci iniziano ad arrivare già verso le 13.30 e rimangono qui per buona parte del pomeriggio».

L’aria climatizzata è certamente un aiuto, ma secondo Graziani il vero valore del centro sociale è un altro. «Ci fa piacere la loro presenza perché così non si isolano in casa. L’aspetto sociale della nostra attività è fondamentale. Ho visto persone migliorare molto da quando frequentano il centro, perché stare in compagnia fa davvero bene». Un concetto che va oltre il semplice intrattenimento: la socialità diventa infatti uno strumento di prevenzione contro la solitudine, favorisce il mantenimento delle relazioni e contribuisce a preservare il benessere psicofisico delle persone più anziane.

L’attività del Laderchi non si ferma nemmeno durante l’estate. Tutti i martedì di luglio e agosto viene organizzato un appuntamento al Parco Mita, al quale partecipano mediamente tra le 25 e le 30 persone. Per Ferragosto è in programma un pranzo conviviale a prezzo contenuto, mentre a settembre torneranno la tradizionale gita a Marotta, nelle Marche, con pranzo di pesce, e i tornei di burraco. Il 5 settembre, inoltre, in occasione di Argillà, il centro organizzerà una cena dedicata ai partecipanti del Mondial Tornianti, appuntamento che nelle passate edizioni ha richiamato fino a 160 persone.

Il Laderchi conta oggi circa 270 soci, un numero in crescita negli ultimi mesi. «I nostri servizi sono riservati ai tesserati – precisa Graziani – ma chiunque può venire una volta a conoscere la struttura e vedere come lavoriamo. Se poi si trova bene, può iscriversi».

Un presidio prezioso

Una testimonianza che racconta bene la funzione svolta dai centri sociali faentini. Grazie all’impegno dei volontari e dei consigli direttivi, queste realtà collaborano durante tutto l’anno con il Comune, le associazioni e il Terzo settore, organizzando iniziative rivolte non solo agli anziani, ma all’intera comunità. Nei quartieri e nelle frazioni rappresentano un presidio di vicinanza, capace di mantenere vive le relazioni e offrire occasioni di partecipazione.

In un’estate caratterizzata da temperature eccezionali, il loro ruolo assume un valore ancora maggiore. Per molti anziani entrare in un centro sociale significa trovare un ambiente climatizzato, ma soprattutto una porta aperta sulla comunità: un tavolo dove fare una partita a carte, una chiacchierata con gli amici, un pranzo in compagnia o semplicemente qualche ora trascorsa insieme agli altri. Perché, quando il caldo costringe a restare al chiuso, la migliore difesa non è soltanto l’aria condizionata, ma anche la possibilità di non sentirsi soli.