L’Italia si conferma ancora una volta come una delle più strenue sostenitrici dell’economia sociale. Il nostro Paese è tra i promotori, insieme ad altri 14 Stati, di una risoluzione approvata il 18 aprile scorso dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite dal titolo: “Promuovere l’economia sociale e solidale per uno sviluppo sostenibile”. Una tappa storica nel confronto che vede contrapporsi due modi di intendere il ruolo che l’economia deve avere nelle nostre società.

Nella prima accezione, quella ribadita dall’ONU, il fenomeno economico è messo a disposizione di un fine che è quello della crescita e dello sviluppo della persona, delle comunità e dei territori.

Nel secondo modo di intendere l’economia invece si invertono i ruoli: il fine diventa quello della crescita a ogni costo, a favore di chi riesce a massimizzare il profitto e in cui persone, comunità e territori sono considerati alla stregua di meri fattori produttivi. Un modello, quello dello sviluppo a tutti i costi, che sta mostrando in questi ultimi anni tutta la sua inadeguatezza.

L’economia solidale, invece, è uno degli elementi costitutivi di uno sviluppo armonico che tenga conto delle esigenze di tutte le comunità e di tutti i gruppi sociali.

A partire dal 2015 le Nazioni Unite hanno assunto un ruolo via via più attivo nel sostenere politiche di sviluppo socialmente ed economicamente sostenibili.

È proprio di quell’anno la risoluzione che contiene l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nel 2016 è stata la volta della risoluzione sulla New Urban Agenda, che contiene l’impegno a sostenere le micro, piccole e medie imprese e le cooperative in ogni parte del mondo e lungo tutta la catena del valore, in particolare le imprese e le aziende dell’economia sociale e solidale.

Nel 2021, con la risoluzione 76/135 intitolata “Le cooperative nello sviluppo sociale”, l’Onu ha dichiarato la necessità di sostenere le cooperative e le loro attività, riconoscendo alle imprese mutualistiche, nelle varie forme che assumono, la capacità di promuovere la massima partecipazione possibile allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali.

Con la recente risoluzione, le Nazioni Unite incoraggiano gli Stati membri a promuovere e attuare strategie, politiche e programmi per il sostegno e il potenziamento dell’economia sociale e solidale sia sul piano normativo che culturale.

Dal canto suo, l’Onu, in tutte le sue articolazioni, assumerà l’impegno di valorizzare le forme di economia sociale, promuoverle nelle istituzioni finanziarie multilaterali, internazionali e regionali e presso le banche di sviluppo.

La richiesta di un rapporto sulla sua implementazione e la proposta di includere l’argomento all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2024, dimostrano un impegno costante per la promozione dell’economia sociale e solidale per un futuro sostenibile, giusto e resiliente.

C’è tanta strada da fare, gli uomini di buona volontà possono continuare a rimboccarsi le maniche.

Tiziano Conti