Un intervento che parte dal contesto internazionale per arrivare al territorio locale: la lista Faenza Agisce Insieme – Avs prende posizione sul mancato rinnovo del memorandum militare tra Italia e Israele e propone azioni concrete per enti locali e Regione.

Il giudizio positivo sul mancato rinnovo del memorandum

La lista Faenza Agisce Insieme – Avs esprime una valutazione positiva sul mancato rinnovo del memorandum militare tra Italia e Israele, definendolo «il primo doveroso passo nella giusta direzione».

«Non si tratta di una concessione caduta dall’alto, ma del risultato diretto della mobilitazione e della pressione costante che in questi mesi ha attraversato il Paese». Nel comunicato si sottolinea anche la partecipazione registrata a Faenza, con «piazze vive, piene di giovani, famiglie e cittadini consapevoli».

«Questa partecipazione dimostra che la società civile non è disposta a voltare la testa dall’altra parte».

La richiesta: sospendere ogni collaborazione

Secondo la lista faentina, il passo compiuto non è tuttavia sufficiente. Viene infatti ritenuto «necessario e urgente» proseguire l’impegno per sospendere «tutte le forme di collaborazione economica e istituzionale con Israele e con le aziende ed enti complici del genocidio in corso».

Il ruolo del territorio locale

Un passaggio centrale per Fai-Avs riguarda il coinvolgimento diretto del nostro territorio.

«Questa battaglia ci riguarda da vicino e deve partire dal nostro territorio comunale e regionale, che non può e non deve fare eccezione. Realtà strategiche come il porto di Ravenna, il CNR e le aziende partecipate, solo per citarne alcune, sono elementi fondamentali del nostro tessuto economico. Devono essere utilizzati per produrre valore per il bene comune, in piena solidarietà economica, politica e sociale con altri territori e altri popoli, esattamente come prescrive la nostra Costituzione.»

Un modello economico orientato al bene comune

Fai-Avs ribadisce dunque una visione precisa del rapporto tra economia e società.

«Noi crediamo fermamente che l’economia debba servire l’uomo, e non il contrario». Alla «cieca e disumana ricerca del profitto e del potere» viene contrapposta «la priorità assoluta della vita umana, la solidarietà tra i popoli e la tutela del bene comune».

Le richieste a Comune e Regione

Fai-Avs individua anche alcune azioni concrete da attuare a livello locale e regionale. In primo luogo, si chiede l’introduzione di «clausole vincolanti negli appalti e nelle relazioni economiche, impedendo ogni rapporto con chi viola i diritti umani».

Viene inoltre sollecitata la sospensione dei progetti che coinvolgono aziende parte di quella che «la Relatrice Speciale Onu Francesca Albanese ha giustamente definito “economia del genocidio”».

La lista chiede anche che «i medesimi principi vengano recepiti e attuati con urgenza anche a livello della Regione Emilia-Romagna» e segnala di aver proposto «l’istituzione della delega alla Pace».

La posizione contro la guerra e la solidarietà al Papa

Fai-Avs richiama poi la necessità di interrompere ogni sostegno ai conflitti.

«È il momento di esprimersi con forza a favore dell‘interruzione dei rapporti economici, di ricerca e istituzionali con chi viola sistematicamente i diritti umani, compie stragi e fomenta una guerra i cui effetti devastanti stiamo cominciando a pagare anche noi. La guerra si ferma solo smettendo di alimentare la macchina di chi la porta avanti».

La lista esprime infine «piena solidarietà a Papa Leone per gli attacchi ricevuti a seguito delle sue parole» e ribadisce l’impegno «contro tutte le guerre e la logica della violenza che sta distruggendo le relazioni e il diritto internazionale», indicando come obiettivo concreto quello di «smettere, a partire dai nostri Comuni, di essere complici di questo sistema disumano».