Di seguito proponiamo il testo del vescovo amministratore apostolico, monsignor Mario Toso, pronunciato in occasione della conferenza stampa di presentazione degli eventi legati alla festa della Beata Vergine delle Grazie, Patrona della Città e della Diocesi.
Le parole di monsignor Toso
È questo un anno particolare, ricco di impegni religiosi e civili che vorremmo presentare alla Beata Vergine delle Grazie, affinché ci accompagni e ci protegga con la sua materna sollecitudine. Offriamo anzitutto al suo Cuore di Madre della Chiesa la recente elezione di sua Eccellenza Mons. Michele Morandi a nuovo vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, ed anche la sua consacrazione episcopale, che avverrà il 12 luglio prossimo nella cattedrale di Faenza, per l’imposizione delle mani del sottoscritto, accompagnato sia dal vescovo emerito sua Eccellenza Mons. Claudio Stagni sia dal precedente vescovo emerito di questa stessa Diocesi sua Eccellenza Mons. Italo Castellani. È questo un preciso desiderio del Vescovo eletto Mons. Michele Morandi, per indicare più visibilmente e concretamente al popolo di Dio la realtà della successione apostolica nella vita della Chiesa. Saranno presenti all’ordinazione episcopale e all’insediamento: il Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; il suo predecessore, ossia il Cardinale Gualtiero Bassetti, nativo di questa Diocesi; l’arcivescovo di Firenze sua Eccellenza Gherardo Gambelli. Parteciperanno il Presidente della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna (=CEER) sua Eccellenza l’arcivescovo Giacomo Morandi, assieme agli arcivescovi e vescovi della stessa CEER. Sono previsti alcuni arcivescovi e vescovi di altre Regioni che hanno alcuni loro giovani nella nostra Comunità di Propedeutica, ospitata nel nostro Seminario. Tutta la Diocesi sarà invitata a partecipare, in particolare la città di Alfonsine, città natale del nuovo Vescovo eletto.
Un altro atto importante da offrire alla Beata Vergine delle Grazie, perché particolarmente decisivo, in vista della ordinazione episcopale e dell’insediamento, sarà il giuramento del vescovo eletto, come previsto dal Diritto canonico e dalla Bolla di nomina papale. Il vescovo eletto promette fedeltà al Papa, ai suoi successori e alla Chiesa, impegnandosi a servire la Diocesi. Questo momento include la professione di fede, recitata davanti ad un vescovo ordinante, durante un momento di preghiera. Sarete informati e invitati in occasione dell’evento che avverrà nella cappella del Seminario di Viale Stradone. Auguriamo al vescovo eletto di seguire le orme di sant’Apollinare che, secondo la tradizione, ha seminato e testimoniato il Verbo fattosi carne per la plantatio Ecclesiae in Romagna.
In occasione della festa della Patrona della città di Faenza e dell’intera Diocesi offriremo alla Beata Vergine, insieme al neoeletto, il suo futuro impegno pastorale in collaborazione con il Presbiterio, i diaconi, i religiosi e le religiose, gli Uffici e i settori pastorali diocesani, gli uffici amministrativi, i collegi, i consigli, le commissioni, gli organi di partecipazione delle parrocchie e delle Unità pastorali. Attende, in particolare, da parte del vescovo e dei suoi più stretti collaboratori, l’attuazione delle grandi linee pastorali del Documento di Sintesi del Cammino sinodale della Chiese che sono in Italia, approvato dalla Terza Assemblea sinodale della CEI e che richiede concretizzazioni più dettagliate.
Un altro momento significativo che segnerà la vita diocesana e che mettiamo sin da ora sotto la protezione della Patrona è l’ottavo centenario della nascita di Sant’Umiltà (1226-2026). In attesa delle necessarie autorizzazioni della Soprintendenza di Firenze, possiamo annunciare che nella seconda metà di settembre prossimo avremo la traslazione del corpo della Santa a Faenza, con momenti essenziali di intensa devozione, riflessione e di formazione, specie delle nuove generazioni che, forse, non conoscono a fondo le peculiarità della vita di santità di una grande donna faentina che, con le sue monache, si trasferì a Firenze. Auspico che il ritorno dell’urna di Santa Umiltà possa far fiorire nel nostro tempo una profonda passione per la santità, ossia il desiderio di dedicare tutta la propria vita al Signore e alla realizzazione del suo Regno.
Ma non possiamo qui dimenticare come la festa della Patrona si sia gradualmente strutturata a partire dai momenti in cui la Città di Faenza godette dell’alta ed efficace protezione di Maria in occasione di terremoti e di altre calamità. Ultimamente l’abbiamo pregata per le drammatiche alluvioni, per la pace, a motivo di guerre immani ed insensate, che hanno nefaste conseguenze anche sull’Europa, sui più poveri. Ma saremo sempre più chiamati a pregarla, finché non saranno posti seri rimedi anche ad altri mali, altrettanto distruttivi della nostra umanità e dell’ethos della nostra comunità civile e politica: la corruzione, l’illegalità, il malaffare, la droga, la tecnocrazia, l’indifferenza reciproca, la solitudine: mali tutti che umiliano la dignità delle persone e dei giovani, non poche volte dimenticati ai margini della società o strumentalizzati.
Poniamo quest’anno, sotto la protezione della Beata Vergine delle Grazie, il confronto fra le varie parti politiche in vista delle prossime elezioni amministrative, affinché prevalga l’attenzione e il servizio al bene di tutti sugli interessi particolari.
La Festa della Patrona, eletta a protettrice, oltre che della città e della Diocesi, anche del Palio dei Rioni, rappresenta, per la sua intelligente e civile organizzazione, per il suo fondamentale tessuto etico e culturale radicato nell’amicizia sociale, un segno di speranza e di gioia per la nostra città multietnica e multiculturale. Il Pallio coinvolge i più, socializza in una società di meri individui che pure sono sovente digitalmente connessi, sospinge a scegliere e a praticare una solidarietà fraterna.
La Beata Vergine delle Grazie ci aiuti a non avere paura della realtà odierna, che vede civiltà al tramonto, guerre per il dominio degli uni sugli altri. Ci aiuti a vivere la fraternità, ad osare la pace, donando con Lei il suo Figlio, fonte di una pace disarmata e disarmante, al mondo.
Mario Toso, amministratore apostolico











