Primo passo per l’introduzione degli street tutor nel territorio faentino: l’Unione della Romagna Faentina ha affidato il servizio a una società modenese per circa 39mila euro fino al 30 settembre. Si tratta di una sperimentazione al via da maggio, sostenuta anche dalla Regione. Gli operatori si occuperanno di presidio, mediazione e prevenzione nei luoghi della movida
Primo passo operativo
Prende forma concreta uno dei tasselli più attesi del progetto “Sicurezza urbana in Unione – per una migliore socialità”, il piano da 160mila euro promosso dall’Unione della Romagna Faentina insieme alla Regione Emilia-Romagna che punta a rafforzare la sicurezza integrata attraverso tecnologia, educazione e presenza sul territorio. Dopo l’annuncio dello scorso novembre – che comprendeva anche nuove telecamere nei parchi, interventi educativi e percorsi rivolti ai giovani – arriva ora il primo passo operativo per l’introduzione degli street tutor.
Nei giorni scorsi, infatti, è stata approvata una determinazione dirigenziale che affida ufficialmente il servizio: si tratta del debutto assoluto di questa figura nel territorio faentino. L’attività è stata affidata alla società modenese Your Event Solution, per un importo complessivo di circa 39mila euro, con durata dalla sottoscrizione del contratto fino al 30 settembre. Il progetto è sostenuto anche da un contributo regionale, nell’ambito dell’accordo che ha reso possibile l’avvio della sperimentazione.
Le dichiarazioni
«Si tratta di un servizio che viene utilizzato per la prima volta nel nostro territorio, e quindi anche nel comune di Faenza, che a nostro giudizio si può rivelare molto utile e positivo – spiega l’assessore alla Sicurezza Massimo Bosi –. È una possibilità che ci viene data dalla Regione e che finora era stata utilizzata solo da soggetti commerciali, soprattutto per controllare la movida nelle località della riviera. Per la prima volta viene utilizzato da un ente pubblico, grazie a un accordo con la Regione».
L’avvio operativo è previsto a partire da maggio e avrà inizialmente una fase sperimentale. «Il primo mese sarà utilizzato un po’ come prova, per capire come può essere utilizzato al meglio e come migliorarlo, per poi dare un utilizzo più articolato e strutturato nei mesi successivi. Se tutto va bene, la nostra intenzione sarà quella di continuare con questo servizio anche in futuro», aggiunge Bosi.
Cosa fanno
Ma cosa faranno, nello specifico, gli street tutor? Il loro compito principale sarà quello di presidiare le aree più frequentate, in particolare gli spazi pubblici vicini ai locali e i luoghi in cui si svolgono eventi. A questo si affianca un’attività di supporto a esercenti e residenti, con l’obiettivo di rafforzare la percezione di sicurezza e fornire indicazioni su come segnalare eventuali criticità alle forze dell’ordine.
Fondamentale sarà anche il ruolo di mediazione: gli operatori interverranno per prevenire o gestire situazioni di conflitto legate alla socialità e alla cosiddetta movida, contribuendo alla tutela degli spazi urbani e del patrimonio cittadino. In caso di necessità, segnaleranno eventuali reati o situazioni di degrado alla Polizia locale, attivandola direttamente quando le circostanze lo richiederanno.
Prossimi passi
L’introduzione degli street tutor si inserisce quindi in una visione più ampia di sicurezza urbana, che – come sottolineato dallo stesso Bosi – «non deve ridursi alla semplice presenza di telecamere», ma deve integrare controllo, prevenzione, educazione e comunità, con particolare attenzione ai più giovani e ai contesti di aggregazione.
Intanto, il prossimo passo sarà un incontro già fissato per giovedì, durante il quale verranno definite nel dettaglio le modalità operative del servizio: dal numero degli addetti coinvolti fino alle aree del territorio in cui saranno impiegati. Un passaggio chiave per trasformare la sperimentazione in uno strumento concreto di presidio e mediazione, destinato – nelle intenzioni dell’amministrazione – a diventare strutturale anche negli anni a venire.
Vincenzo Benini














