Si è respirato un clima di profonda comunione e rinnovato entusiasmo sabato scorso a Roma, in occasione del Terzo Meeting Nazionale degli Insegnanti di Religione, dal titolo “Il cuore parla al cuore”. Tra le migliaia di docenti giunti da ogni angolo d’Italia, non è mancata la partecipazione anche della nostra Diocesi: una delegazione di undici insegnanti di Faenza-Modigliana ha infatti partecipato all’incontro, culminato nell’emozionante udienza con papa Leone XIV.
Aiutare i ragazzi a riconoscere la voce di Dio
Non si è trattato solo di un momento di aggiornamento professionale, ma di un vero e proprio “rifornimento spirituale” per chi, ogni giorno, abita la frontiera della scuola e incontra tante realtà diverse, non solo fra gli alunni, ma anche fra i colleghi. Il Papa ha definito gli insegnanti di religione “coreografi di speranza”, un’immagine potente ed efficace che restituisce la dignità e la particolarità di questo lavoro. Non si tratta, infatti, di trasmettere nozioni storiche o dottrinali, ma di sapersi rapportare (a partire dall’ascolto) con le profonde domande di senso dei ragazzi, accogliendo i loro dubbi e le loro domande e di testimoniare, con verità e partecipazione, la bellezza del Vangelo e dell’amore di Dio verso ognuno di noi. Papa Leone ci ha ricordato che la missione del docente di religione, oggi, oltre a essere ponte tra la fede e la cultura, è di aiutare i ragazzi a riconoscere la voce di Dio che in realtà già risuona in loro, a non seppellirla, né a confonderla con i rumori che li circondano: è questo uno dei doni più grandi che si possano fare alle nuove generazioni. I giovani, solo apparentemente apatici o insensibili, in realtà spesso nascondono l’inquietudine e la sofferenza di chi “sente troppo” e in modo troppo intenso, senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta.
“Siamo tutti parte di un cammino sinodale”

A tal riguardo, oltre alla parole del pontefice, uno dei momenti più toccanti della giornata è stata la proiezione in anteprima nazionale di un cortometraggio prodotto dalla Rai, “L’ora libera” che vede come protagonista proprio un insegnante di religione: la pellicola ha saputo tradurre in immagini ed emozioni la quotidianità spesso silenziosa e faticosa di questa professione.
Dopo l’incontro ritorniamo al nostro lavoro con il cuore colmo di gratitudine: sentire l’abbraccio del Papa ci ricorda che non siamo soli in questa sfida educativa, ma parte di un cammino sinodale, di Chiesa, che mette al centro il bene dei ragazzi e punta sempre a coltivare quel seme di futuro che la fede rende luminoso.
Mattia Brienza














