Con la fine della scuola e l’inizio dell’estate, nelle parrocchie tornano i Grest: settimane attese da bambini, ragazzi e famiglie che diventano occasioni di incontro, crescita e servizio. Nelle comunità di Sant’Antonino e Santa Lucia, all’interno dell’Unità pastorale “Faenza Borgo”, l’esperienza estiva coinvolgerà decine di giovani e volontari in un percorso che va oltre il semplice centro estivo.
Un’esperienza che continua il cammino dell’anno
Non semplici centri estivi, ma esperienze di comunità, servizio e crescita. È il cuore del Grest nelle parrocchie di Sant’Antonino e Santa Lucia, realtà dell’Unità pastorale “Faenza Borgo”, che comprende anche Santa Maria Maddalena e San Biagio. Un’esperienza che mette insieme bambini, adolescenti ed educatori dentro uno stile che punta sulla gratuità e sull’accoglienza. Per don Massimo Geminiani, responsabile della pastorale giovanile e parroco di Sant’Antonino, il termine “centro estivo” non riesce fino in fondo a raccontare ciò che avviene nelle settimane del Grest. «Sono attività pensate in continuità con il percorso dell’anno – spiega – come il catechismo o i campi estivi». Il Grest è uno spazio aperto, capace di incontrare anche ragazzi e famiglie che normalmente non frequentano la vita parrocchiale. «Diventa un luogo missionario – continua don Massimo Geminiani – perché accoglie anche chi vive percorsi di fede differenti o nessun percorso di fede. Ci sono bambini musulmani, ragazzi atei, famiglie lontane dalla Chiesa. È un luogo di frontiera».
La gratuità del servizio degli adolescenti
Un servizio prezioso anche per le famiglie, soprattutto nel periodo estivo, quando molti genitori lavorano. «Nei Grest parrocchiali – osserva – c’è qualcosa di diverso rispetto ai tanti centri estivi: qui il servizio degli adolescenti è gratuito. Non si tratta di un lavoro pagato, ma di un tempo donato agli altri. E questa gratuità ha il sapore del Vangelo». A Sant’Antonino, accanto ai circa 60 bambini dalla 1ª elementare alla 1ª media, saranno coinvolti una ventina di ragazzi delle scuole superiori, dalla 1ª alla 4ª. «Un’occasione importante – racconta don Massimo Geminiani – perché si sentono protagonisti, scoprono di poter essere un punto di riferimento per i più piccoli e imparano la bellezza del mettersi a servizio». Il Grest di Sant’Antonino si svolgerà dall’8 al 26 giugno. A coordinare le attività ci saranno una responsabile, lo stesso don Massimo Geminiani, un seminarista e gli adolescenti educatori. «Sono molto contento della risposta ricevuta – spiega –. Almeno un ragazzo su quattro tra quelli che hanno concluso la Cresima è rimasto coinvolto nel servizio».
Una giornata tra catechesi, giochi e laboratori
La giornata segue uno schema preciso. Si parte con l’accoglienza e una scenetta che introduce il tema quotidiano, seguita da un momento di catechesi in chiesa, canti e lavori nei gruppi. Poi spazio ai giochi, al pranzo, ai laboratori, alle attività e alla merenda finale. Non manca la verifica condivisa. «I ragazzi imparano a rileggere la giornata – racconta il parroco –: amicizia, gioco, preghiera, relazioni. È una forma di educazione tra pari che li aiuta a crescere». Ogni settimana è prevista anche una gita, mentre l’ultimo venerdì sarà dedicato alla festa conclusiva con le famiglie. Il tema dell’estate ruoterà attorno al rispetto di sé stessi, degli altri e di ciò che ci circonda, sviluppato attraverso un cartone animato scelto come filo conduttore. «Il tema preciso, però, resta ancora top-secret».
A luglio il Grest di Santa Lucia
Anche la parrocchia di Santa Lucia delle Spianate, che insieme a Sant’Antonino fa parte dell’Unità pastorale “Faenza Borgo” proporrà il proprio Grest dal 13 al 24 luglio, in collaborazione con il circolo Anspi. Qui il clima sarà ancora più raccolto e familiare. «A Santa Lucia – spiega don Geminiani, parroco insieme a don Andrea Rigoni – ci saranno una trentina di bambini, alcune mamme che si alterneranno nel servizio e alcuni ragazzi delle superiori. Lo schema della giornata sarà simile a quello di Sant’Antonino, ma in una dimensione più piccola e familiare». Per il parroco, il valore più grande resta proprio il coinvolgimento gratuito dei giovani educatori. Ragazzi che scelgono di rinunciare a una parte delle vacanze per dedicarsi ai più piccoli. «Anche nella fatica – conclude – si può scoprire la bellezza del Vangelo». Infine, il ringraziamento alle famiglie e agli educatori: «Grazie ai genitori che si affidano alle nostre comunità mandando i loro figli al Grest. E grazie soprattutto agli aiuto educatori, che donano tempo, energie e perfino giorni di ferie per stare accanto ai bambini. È un segno bello di una comunità che continua a educare attraverso il servizio e la gratuità».
Barbara Fichera

















