La “Trappola di Tucidide” è un’espressione che definisce la possibile tendenza che porta alcune tensioni politiche, per la supremazia tra entità statali, a sfociare in vere guerre combattute. L’espressione richiama nel nome Tucidide, lo storico e militare ateniese dell’età classica greca, il quale ipotizzò lo scoppio della guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta, come causato dal timore spartano per la crescente egemonia territoriale ateniese.
L’espressione è stata coniata dal politologo statunitense Graham Allison in un articolo per il Financial Times del 2012, venendo poi ripresa nel suo libro “Destinati alla guerra. Possono l’America e la Cina sfuggire alla trappola di Tucidide?”, Fazi editore. Questi, analizzando i possibili sviluppi tra le tensioni che si manifestano tra Stati, individuò una possibile tendenza alla guerra: la situazione precisa si verifica quando una nuova potenza emergente tenta di sostituire una potenza già consolidatasi come egemone.
All’arrivo di Trump in Cina, quell’antico scenario è riecheggiato nelle parole del presidente cinese Xi Jinping, che durante i saluti di apertura del bilaterale con il presidente americano ha detto: “La domanda ora è se la Cina e gli Stati Uniti riusciranno a superare la cosiddetta ‘trappola di Tucidide‘ e a inaugurare un nuovo paradigma nelle relazioni tra grandi potenze. Dovremmo essere partner piuttosto che avversari, raggiungere il successo l’uno per l’altro, prosperare insieme e forgiare un modo corretto per i grandi Paesi della nuova era di andare d’accordo tra loro”.
Graham Allison, nonostante il suo libro fosse intitolato “Destinati alla guerra”, sottolineava che il conflitto non è inevitabile. Scriveva che negli ultimi cinquecento anni nel mondo quelle stesse condizioni si sono presentate per sedici volte, e non sempre è finita con bombe e massacri, anche se è un po’ demoralizzante sapere che solo in quattro casi la pace aveva prevalso. Tuttavia ci consola che nelle ultime due volte in cui la guerra è stata evitata eravamo nel secolo scorso: durante la Guerra fredda tra Usa e Urss seguita alla Seconda guerra mondiale e con l’ascesa in Europa della Germania unita, dopo la caduta del Muro di Berlino.
Oggi la Cina sembra inarrestabile, mentre la superpotenza americana è in piena crisi strutturale e in più guidata da un presidente imprevedibile, per usare il termine più edulcorato possibile, che punta a “rendere l’America di nuovo grande”. Un conflitto commerciale o un incidente in mare possono accendere la miccia più terribile che il mondo abbia mai visto, visti gli arsenali militari di cui dispongono i due paesi.
In questi giorni, in attesa della visita di Trump i giornali cinesi, controllati strettamente dalla oligarchia, sono andati a ripescare alcuni antichi proverbi cinesi che Xi ama. Uno di questi afferma: “Il cielo è sconfinato e permette agli uccelli di volare liberamente, l’oceano è vasto e permette ai pesci di nuotare a loro piacimento”. Il mondo è abbastanza grande da consentire alla Cina e agli Stati Uniti di coesistere e prosperare: è quello che speriamo tutti!
Tiziano Conti














