Douglas Ciriaco è un medico brasiliano, diventato virale sui social media grazie al suo lavoro con le comunità vulnerabili, come quelle di Ouro Branco, nella zona di Belo Horizonte, in Brasile Ciriaco, fin dall’inizio dei suoi studi di medicina, ha scelto di lavorare con queste comunità a basso reddito per migliorare la loro qualità di vita.

Ouro Branco conta circa quarantamila abitanti: il medico ha dedicato tutta la sua carriera al servizio pubblico, concentrandosi sulle comunità a basso reddito.
A differenza di molti, questo medico brasiliano non chiede alcun compenso ai suoi pazienti e, in segno di gratitudine, questi gli regalano galline, piccioni, frutta e verdura: doni che lui mostra con orgoglio sui social media. “Non ho mai chiesto un compenso per una visita. Per questo, quando ricevo questi regali, li considero un segno di affetto. È il riconoscimento più sincero del mio lavoro”, ha dichiarato a un’emittente locale.

Cure a domicilio

Douglas Ciriaco collabora con la Strategia di Salute Familiare e fa parte del programma federale Mais Médicos, il cui obiettivo principale è fornire assistenza medica nelle regioni in cui non sono disponibili specialisti.
Douglas non solo gestisce un ambulatorio che serve la maggior parte degli abitanti di Ouro Branco, ma effettua anche visite domiciliari settimanali ai pazienti che non sono in grado di recarsi al centro sanitario: percorre strade sterrate e chilometri attraverso le fattorie, per assistere gli anziani affetti da ipertensione e diabete che necessitano di cure mediche urgenti. “La situazione è complessa nelle zone rurali, quindi mi assicuro di garantire questo accesso”, ha affermato.

La missione di Douglas

Sebbene molti considerino rischiose le azioni di Ciriaco, questo è il modo che ha trovato per fornire assistenza a una comunità che non ha mai avuto la possibilità di vedere un medico. Le risorse di Douglas Ciriaco sono limitate: nonostante tutte le difficoltà, come la mancanza di medicinali e risorse di base, Douglas non si arrende; al contrario, ha definito la sua missione “medicina di guerra”. “Lavoriamo con quello che abbiamo e ci sforziamo di offrire la migliore assistenza possibile. Sapere di aver aiutato qualcuno, anche con risorse limitate, è ciò che mi appaga”, ha spiegato.

Sui suoi social media, documenta ogni visita dei suoi pazienti e la loro soddisfazione per le prescrizioni e i farmaci che ricevono attraverso la sua attività. “Ogni giorno mi insegna qualcosa e rafforza la certezza di essere esattamente dove dovrei essere. Aiutare chi è nel bisogno è un grande privilegio”, ha aggiunto. La sua storia l’ha raccontata El Tiempo. Il quotidiano colombiano fondato più di cento anni fa e attualmente il più diffuso in Colombia.

Il ricordo di Don Leo

don Leo Commissari

Leggere la sua storia mi ha rimandato a quella di Don Leo Commissari, sacerdote che ha lasciato un’impronta indelebile nella mia gioventù, che è stato assassinato in Brasile nel 1998, dopo aver dedicato trenta anni della sua vita a lavorare per i più poveri in quello sconfinato paese che è il Brasile, prima a Itapetinga, nello stato di Bahia, poi a São Bernardo do Campo, nella periferia di San Paolo. “Rossa sera, Belo Horizonte” – la zona dove opera ora Douglas Ciriaco – è una canzone, legata all’esperienza missionaria di alcuni giovani partiti da Milano per le favelas di quella città, che cantavamo sempre in quegli anni.
Abbiamo bisogno di eroi, di quelli che vivono la loro vita come se il destino del mondo fosse nelle loro mani.

Tiziano Conti