Sabato 16 maggio il Mic di Faenza ospiterà “Le Faentine”, iniziativa dedicata alle filiere agroalimentari e agli areali enogastronomici della Romagna. L’evento coinvolgerà produttori, cantine, artigiani e ristoratori con incontri, degustazioni e menù dedicati alle eccellenze del territorio

Sapori romagnoli
Un progetto che unisce agricoltura, enogastronomia, cultura, artigianato e turismo lento per raccontare la Romagna attraverso le sue eccellenze. È questo lo spirito di “Le Faentine”, iniziativa dedicata alle filiere agroalimentari diffuse e agli areali enogastronomici della Romagna, in programma sabato 16 maggio al Mic – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.
L’evento, presentato come una sorta di “edizione zero”, nasce con l’obiettivo di mettere in rete produttori, ristoratori, artigiani, associazioni e istituzioni, valorizzando le relazioni fra collina e pianura e costruendo un sistema territoriale capace di puntare su sostenibilità, qualità e identità locale.
A spiegare il senso del progetto è il coordinatore Ettore Pezzi, rappresentante della Comunità Slow Food “Il Lavoro dei Contadini”. «Definire l’areale “Le Faentine” significa avere una visione di lungo periodo per innalzare la qualità delle relazioni tra imprese, associazioni e istituzioni, creando un progetto capace di legare terre alte e pianura e valorizzare le diverse filiere».
Pezzi sottolinea inoltre come l’obiettivo sia costruire «una nuova filiera verticale fra produttori, trasformatori, distributori, ristoratori e gastronomi basata su rispetto, collaborazione e trasparenza», affiancata da «una filiera orizzontale attenta alla qualità, alla cultura del cibo, all’ambiente e al turismo lento e sostenibile».
Il progetto vede coinvolte diverse realtà associative del territorio. Oltre a Pezzi, nel comitato promotore figurano Lea Gardi della Comunità Slow Food “Il Lavoro dei Contadini”, Vincenzo Tronconi di Slow Food Romagna Valle del Lamone e Carlo Catani di Tempi di Recupero e CheftoChef Emilia-Romagna Cuochi.
Fare rete
L’iniziativa punta a costruire un vero e proprio ecosistema territoriale, nel quale il cibo diventa strumento di promozione culturale, turistica ed economica. Non a caso la sede scelta è il Mic di Faenza, luogo simbolo della cultura cittadina e delle relazioni tra arte e territorio. «Questa è una sorta di anteprima dell’edizione zero – spiega il vicesindaco di Faenza Andrea Fabbri – che rappresenta la prima parte di un percorso in cui crediamo molto per il futuro, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti del nostro territorio e il turismo, mettendo insieme le nostre eccellenze. Non ci mancano qualità e strumenti, serve lavorare tutti insieme».
Una visione condivisa anche dalla direttrice del Mic Claudia Casali, che evidenzia il ruolo del museo come spazio aperto alle collaborazioni territoriali: «La politica del nostro museo è quella di abbracciare l’eccellenza turistica del territorio. Noi ci siamo quando si parla di rete tra le realtà locali, in particolare se si tratta di iniziative legate alla cultura».
Il programma
La giornata di sabato 16 maggio prenderà il via alle 15.30 con l’incontro dedicato ai produttori e agli artigiani de “Le Faentine”, che presenteranno il progetto attraverso prodotti e opere. Alle 16.30 spazio alla visita guidata alla mostra “Alchimia Ginori 1737-1896, Arte e tecnica in manifattura”, su prenotazione (info 335.7240536). Alle 17 si terrà invece il confronto pubblico dal titolo “Perché un areale enogastronomico, territorio e storytelling: le eccellenze e le loro criticità”, con interventi di Omar Casali, Ettore Bartoletti, Valtiero Mazzotti, Giovanni Gardini ed Ettore Pezzi, moderati da Carlo Catani.
Alle 18.30 è previsto un aperitivo con vini e prodotti dell’areale, mentre dalle 20.30 alcuni ristoranti e pizzerie del territorio proporranno nei propri menu piatti realizzati con le eccellenze locali. A partecipare saranno Ca’ Murani, La Baita, ‘O Fiore Mio e Timo BeFood di Faenza, oltre a La Berta, Osteria del Guercinoro, Osteria del Sale e Framboise di Brisighella.
Fra le realtà coinvolte figurano anche gli artigiani artisti Egidio Miserocchi (tele stampate), Stefano Rubboli (falegname) e Ceramiche Lega, le cantine Stella Dell’Appennino (Modigliana), Torre Oriolo (Faenza), Tre Colli (Brisighella) e Tenuta Nasano (Riolo Terme), i produttori Antonella Minardi (Casola Valsenio), Leonardo Bandini (Brisighella), Alvaro Bartolini (Brisighella), Davide Montanari (Imola), Silvano Neri (Brisighella), Marisa Linguerri (Modigliana), Fattoria Palazzo di Zattaglia (Zattaglia) e Azienda Agricola De Lorenzi (San Pietro in Campiano)














