Imparare un mestiere, creare legami, rigenerare luoghi feriti e restituirli alla comunità. È attorno a questa idea semplice e radicale che si muove Axat, realtà faentina nata tre anni fa con l’obiettivo dichiarato di «aiutare gli altri e far star meglio le persone, noi comprese» raccontano Nicola Bassi e Carmen Piscopo, rispettivamente presidente e vice. «È un’associazione che non si limita a proporre attività, ma costruisce reti, connessioni, occasioni di incontro. Una vera incubatrice di idee, capace di mettere insieme artigianato, educazione informale, inclusione sociale e cura del territorio».
Creare comunità attraverso attività concrete, utili e accessibili
Axat nasce come spazio aperto, un luogo dove chiunque possa trovare o proporre un’attività, un laboratorio, un progetto in cui sentirsi parte di qualcosa. Dalla condivisione di competenze tecniche ai laboratori manuali, dal recupero di materiali alluvionati ai progetti educativi con bambini e adolescenti, l’associazione ha costruito negli anni una rete che a oggi ha al suo attivo realtà come il centro estivo CreA, il centro pomeridiano Campo Aperto, il centro giovani Morfeo (un progetto di formazione), Terra urbana con l’orto sociale, fino al Ravana party, lo spazio dedicato allo scambio di indumenti. «L’idea di fondo è sempre la stessa: creare comunità attraverso attività concrete, utili e accessibili. Le idee si accumulano, si intrecciano con quelle di altre associazioni e nascono nuove cose», raccontano i volontari.
Un approccio che ha portato Axat a diventare un punto di riferimento per chi cerca un luogo dove stare con qualcuno, imparare qualcosa, sentirsi parte di una rete.
La Ciclofficina Off Pop
Il passo più recente e forse più simbolico è l’avvio della Ciclofficina Off Pop, resa possibile dalla delibera comunale che assegna in comodato d’uso gratuito due locali in via Galli 10, all’interno del Parco Azzurro in Borgo. Spazi che fino a poco tempo fa erano box auto vandalizzati e abbandonati dopo l’alluvione, oggi destinati a diventare un laboratorio di artigianato e mobilità sostenibile.
Axat si farà carico dei primi interventi di manutenzione, trasformando un luogo degradato in un centro polifunzionale dedicato alla riparazione delle biciclette e alla formazione tecnica. Lo spazio offrirà: una ciclofficina settimanale, aperta a chiunque voglia imparare a riparare e mantenere la propria bici; e laboratori mensili con professionisti, dedicati alle tecniche manuali e ai mestieri artigianali.
La ciclofficina si integrerà inoltre con i servizi dei centri diurni limitrofi, contribuendo a consolidare un presidio di inclusione sociale in una delle zone più popolose e colpite dagli eventi alluvionali.
Il lavoro di Axat si intreccia sempre più spesso con altre realtà del territorio. Tra queste, il centro sociale Parco Mita, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con la scarsità di volontari e con un parco che «non sta passando un bel periodo», racconta Elmiro, storico volontario di Casa Mita. Qui il 16 maggio dalle 14.30 ci sarà infatti il Ninfee Festival, prima edizione di una festa dedicata all’inclusione e alla collaborazione tra realtà del territorio. Un festival costruito insieme a realtà come Encefali a remi e Il mondo che vorrei, che conferma la vocazione di Axat: creare comunità attraverso attività concrete, inclusive e partecipate.
Jacopo Cavina














