Di seguito riportiamo questa lettera giunta alla Redazione, a seguito delle elezioni amministrative di maggio 2026
Gentile Direttore, a proposito delle recenti elezioni amministrative, ho letto diverse dichiarazioni di delusione ma c’è una parola che negli ultimi anni sembra sparita dal dibattito pubblico: etica.
Non parlo solo della politica, ma del modo in cui siamo cambiati come società. Una volta si potevano avere idee diverse, anche opposte, ma esisteva ancora il rispetto per la competenza, per il sacrificio, per il senso delle istituzioni. I politici del passato avevano certamente difetti e contraddizioni, ma spesso possedevano cultura e una visione collettiva del futuro.
Oggi invece tutto sembra essere stato “discountizzato”: i valori morali, il linguaggio, la professionalità, perfino il confronto democratico. Conta più la battuta aggressiva di dieci secondi che un ragionamento serio. Si premia chi urla di più, non chi studia o costruisce. La politica rincorre sempre di più la pancia delle persone e i social network hanno amplificato la parte peggiore: rabbia, insulto, superficialità, tifoseria.
Nel frattempo parole fondamentali come solidarietà, empatia e integrazione vengono considerate ingenuità da deridere. Eppure mai come oggi avremmo bisogno di sentirci comunità. Perché, piaccia o no, siamo cittadini del mondo: viviamo connessi, dipendiamo gli uni dagli altri, affrontiamo problemi globali che nessun egoismo locale può risolvere.
Non servono nostalgie inutili, ma un recupero di serietà sì. Dovremmo pretendere di più da chi governa, ma anche da noi stessi. Perché una società che smette di dare valore all’etica e alla competenza rischia lentamente di perdere anche la propria umanità.
Cordialmente
Mauro D














