Pace e comunicazione nonviolenta, notizie da… prima pagina. Lo ha dimostrato Daniela Avesani insegna Religione da quest’anno alla scuola media Europa di Faenza, dopo oltre vent’anni trascorsi nella scuola primaria. Un cambiamento importante, vissuto però fin dai primi mesi con un obiettivo preciso: parlare ai ragazzi di pace, partendo dalle loro relazioni quotidiane. Da qui è nato un articolato percorso sulla comunicazione nonviolenta che ha coinvolto circa 300 alunni delle classi prime e seconde e che, il 25 aprile scorso, è arrivato fino a papa Leone XIV, grazie a un giornalino realizzato dagli stessi alunni e consegnato personalmente al Pontefice dalla prof durante l’udienza nazionale degli insegnanti di religione.

Dal linguaggio giraffa al commento degli episodi biblici

giornalino pace 5

«Ho percepito subito nei ragazzi un grande bisogno di pace – racconta Avesani –. Spesso, davanti ai conflitti, emergevano reazioni impulsive, parole dure, incapacità di esprimere davvero ciò che provavano. Così ho pensato di lavorare sulla comunicazione nonviolenta come strumento concreto per insegnare relazioni più pacifiche». Il percorso è partito all’inizio dell’anno scolastico e ha intrecciato educazione civica, Vangelo ed esperienza personale. Gli studenti hanno approfondito i quattro passaggi fondamentali della Comunicazione nonviolenta: osservazione senza giudizio, espressione dei sentimenti, riconoscimento dei bisogni profondi e formulazione di una richiesta autentica. «Abbiamo cercato di capire che esiste un linguaggio universale dei bisogni umani – spiega l’insegnante – capace di aiutarci a comprenderci anche quando siamo molto diversi». Il linguaggio giraffa, o Comunicazione Nonviolenta (CNV), è un modello di comunicazione che usa la metafora della giraffa (animale con il cuore più grande e capace di “guardare oltre”) per promuovere l’empatia, l’ascolto attivo e l’espressione autentica senza giudizi.

Il progetto ha preso forma anche attraverso la Bibbia. Le classi prime hanno lavorato sull’episodio di Giacobbe ed Esaù, le seconde sull’incontro tra Gesù e la Samaritana. «I ragazzi hanno provato a riconoscere nei testi biblici i passaggi della comunicazione nonviolenta. È stato bello vedere come riuscissero ad attualizzare quelle esperienze nelle situazioni che vivono ogni giorno: in famiglia, tra amici, perfino nei casi di bullismo».

L’idea del Settimanale della Pace

giornalino pace 6 2

Da queste riflessioni – e anche dopo un confronto con il nostro settimanale il Piccolo – è nato Il Settimanale della Pace, un giornalino costruito interamente dagli studenti, con pagine dedicate ai loro pensieri, alle riletture dei brani evangelici e a lettere indirizzate al Papa. «Quando ho saputo che sarei andata a Roma all’udienza del 25 aprile, i ragazzi mi hanno subito detto: “Prof, vogliamo venire anche noi”. Ho risposto che non potevo portarli fisicamente, ma potevo portare qualcosa di loro. Così è nata l’idea delle lettere».

giornalino pace 2
Il vescovo Mario mentre sfoglia il “Settimanale della pace” al Piccolo

Nelle 300 lettere – apposte in modalità pop-up all’interno del giornalino – gli studenti hanno raccontato episodi concreti della loro vita, provando ad applicare il metodo della comunicazione nonviolenta. «Molti hanno scritto anche situazioni che non erano riusciti a gestire bene – racconta Avesani –. Alcuni hanno detto: “Se avessi usato queste parole forse il litigio non sarebbe finito così”. Per me era importante proprio questo: aiutarli a rileggere la realtà».

L’incontro con papa Leone: “Un momento emozionante”

WhatsApp Image 2026 04 27 at 13.36.59
L’incontro del 25 aprile assieme alla delegazione diocesana dei prof di Religione

Il 25 aprile, durante l’incontro romano, Daniela Avesani è riuscita a consegnare personalmente il giornalino a Papa Leone. «Avevo il cuore a mille – confida –. Mi sentivo investita di una missione affidata dai ragazzi». Il Pontefice, passando tra gli insegnanti, ha preso in mano le lettere degli alunni faentini. «Gli ho detto: “Queste sono le lettere dei miei ragazzi per lei”. Lui le ha accolte e mi ha ascoltata con attenzione. È stato un momento molto semplice, ma molto intenso». Molto significative anche le parole espresse dal Papa durante l’udienza a tutti i docenti di Religione. A margine dell’evento, Avesani è riuscita a far firmare la copia del giornalino rimasta all’attrice Giusy Buscemi. Una copia identica del libro è già stata mostrata ai rappresentanti dei genitori e il 30 maggio sarà in visione alla Festa dell’Istituto, al plesso Don Milani.

L’iniziativa esce dalle aule: a inizio giugno gli alunni consegneranno i loro biglietti sulla nonviolenza ai faentini

giornalino pace 4

Il progetto però non si conclude qui. Nei prossimi giorni gli studenti diventeranno “ambasciatori di pace” per le strade di Faenza. Con la collaborazione dei docenti di Arte hanno preparato biglietti illustrati con messaggi di pace e i quattro passaggi della comunicazione nonviolenta, che distribuiranno ai passanti nei quartieri della città nella prima settimana di giugno. Indosseranno anche magliette decorate da loro stessi con simboli di pace e relazione.

«Vogliamo che questo messaggio esca dalle aule – spiega l’insegnante –. I ragazzi hanno capito che la pace non è solo una parola astratta, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno nelle relazioni». Un aspetto che ha colpito particolarmente Avesani è il coinvolgimento spontaneo degli studenti: «Ci hanno creduto davvero. Hanno lavorato con cura, si sono messi in gioco, hanno raccontato tutto anche ai compagni delle altre classi. Persino chi non ha partecipato direttamente ormai gira per i corridoi parlando di “CNV”, la comunicazione nonviolenta».

E forse è proprio questo il risultato più bello del progetto: «Ho visto ragazzi lasciarsi coinvolgere con tutto il cuore. E quando succede, capisci che qualcosa dentro di loro è davvero entrato».