Una comunità unita, commossa e orgogliosa. Sabato 23 maggio, la chiesa del Sacro Cuore di Alfonsine ha ospitato la solenne Veglia di preghiera in vista dell’ordinazione episcopale di don Michele Morandi, parrocchiano della stessa comunità. L’appuntamento, inserito nella suggestiva liturgia della Veglia di Pentecoste, ha richiamato una folla straordinaria di cittadini e fedeli, che hanno riempito la chiesa in ogni ordine di posto per far sentire la propria vicinanza a don Michele.

La preghiera della comunità

La veglia è stata presieduta dal parroco, don Stanislao Rafalko SDB. Al fianco di don Michele erano presenti i suoi genitori, sacerdoti dell’Unità Pastorale e del Vicariato e tantissimi parrocchiani.

Ad aprire la celebrazione è stato il saluto di un rappresentante della parrocchia, che ha voluto ringraziare don Michele per aver accolto l’invito a pregare insieme, ricordando la data ufficiale dell’ordinazione, che si terrà il 12 luglio alle ore 17 nella Cattedrale di Faenza.

Nel suo discorso, il rappresentante dei parrocchiani ha citato il Vangelo di Giovanni (“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi…”), elevando una preghiera speciale: «Ringraziamo il Signore per la chiamata di don Michele come successore degli Apostoli e, insieme a Maria Madre della Chiesa e Madonna del Bosco, invochiamo i doni dello Spirito Santo su di lui e su tutti noi, affinché si rinnovi la faccia della nostra diocesi e di questa nostra terra di Alfonsine».

«Una nuova Pentecoste»

Durante l’omelia, don Stanislao ha sottolineato come la veglia di quest’anno sia il segno evidente di uno Spirito Santo che continua a compiere la sua opera: «Stasera celebriamo una rinnovata Pentecoste nel nostro “cenacolo alfonsinese”».

Il parroco ha poi voluto mostrare un simbolo straordinario: davanti all’immagine della Madonna del Bosco è stato infatti esposto il registro parrocchiale con l’atto di battesimo di don Michele, datato 5 settembre 1976 e miracolosamente salvatosi dall’incendio che colpì la chiesa nel 2000.

Rivolgendosi direttamente ai genitori del nuovo vescovo, don Stanislao ha ricordato il momento in cui, quasi cinquant’anni fa, tracciarono per la prima volta la croce sulla fronte del figlio alla porta della chiesa: «Voi genitori non avreste mai potuto immaginare quali “scherzi” avrebbe fatto lo Spirito Santo nella vostra vita e nella vita di vostro figlio! Vostro figlio vi ha sorpresi quando vi ha detto che voleva diventare sacerdote… e di certo non vi aveva chiesto il permesso per poter diventare vescovo! Quella di essere genitori di un vescovo è, a tutti gli effetti, una chiamata e una nuova missione affidata anche a voi».

E rivolgendosi al vescovo eletto il parroco ha detto: «La tua vocazione è nata qui con il battesimo e si è sviluppata all’ombra del Sacro Cuore. Oggi il Signore ti chiede di fare un ulteriore passo: Sii vescovo secondo il Sacratissimo Cuore di Gesù! Per noi sarai vescovo, padre, maestro e guida, ma come diceva Sant’Agostino, rimarrai con noi sempre uno di noi, cristiano e nostro parrocchiano». Come segno di questa unione indissolubile, le parrocchie dell’Unità Pastorale di Alfonsine doneranno a don Michele il pastorale.

La sfida alla comunità: «Diventiamo più “rossi” del fuoco dello Spirito Santo»

Don Stanislao non ha mancato di lanciare una sfida forte a tutta la cittadinanza di Alfonsine, indicando tre impegni precisi: aprirsi allo Spirito per superare divisioni e paure, sostenere il nuovo vescovo con la preghiera e trovare un nuovo slancio per l’evangelizzazione.

«Ai cittadini di Alfonsine, nota nei libri di storia per essere una “città rossa”, vorrei augurare che questo evento sia l’opportunità per diventare ancora più “rossi”, rossi del fuoco dello Spirito Santo, rossi di quella fiamma ricevuta nel battesimo, per mantenerla viva o riaccenderla là dove si è spenta».

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Il momento più emozionante: la benedizione dei genitori

Il culmine emotivo della serata si è raggiunto dopo la benedizione del Santissimo Sacramento. Don Stanislao ha invitato i genitori di don Michele a compiere un gesto antico e potente: benedire il proprio figlio per la sua nuova missione. Don Michele si è inginocchiato davanti all’altare e la madre e il padre hanno tracciato il segno della croce sulla sua fronte, proprio come fecero il giorno del suo battesimo. Un momento di straordinaria intensità che ha visibilmente commosso l’intera assemblea.

La testimonianza di don Michele: il motto, lo stemma e l’applauso infinito

Prima della conclusione, lo stesso don Michele ha preso la parola per condividere la sua testimonianza. In un clima intimo e familiare, con molta semplicità e un’evidente commozione, ha ripercorso i passaggi fondamentali della sua vita ad Alfonsine: dai ricordi d’infanzia legati alla famiglia e alla parrocchia, alla Prima Comunione e alla Cresima, agli anni della gioventù segnati dall’impegno nel mondo Scout e dal discernimento vocazionale, fino all’ordinazione sacerdotale e alla prima Messa celebrata proprio tra quelle stesse mura della chiesa del Sacro Cuore.

Con profonda emozione, don Michele ha poi svelato il retroscena della sua nomina: ha raccontato di quando, subito dopo Pasqua, martedì 7 aprile, è stato chiamato a presentarsi dal Nunzio Apostolico a Roma. È stato proprio in quell’occasione che il Nunzio gli ha comunicato la decisione del Papa di sceglierlo come successore del vescovo Mario Toso.

Il futuro vescovo ha quindi rivelato i simboli che guideranno il suo ministero. Il motto episcopale sarà tratto da San Paolo (2 Cor. 12,9): “virtus in infirmitate perficitur” la forza si manifesta nella debolezza). Ha inoltre presentato il suo stemma episcopale, che si ispirerà a quello del Comune di Alfonsine, con un leone, che sarà accovacciato sotto la Croce, in sostituzione del pino.

Al termine del suo discorso, l’intera assemblea si è alzata in piedi, tributando a don Michele una lunghissima ed emozionante standing ovation. Un applauso senza fine con cui la comunità ha voluto esprimere tutto il proprio affetto e la più profonda gratitudine.

Al termine della Veglia, il clima di preghiera e raccoglimento si è trasformato in festa. La comunità si è trasferita nel cortile parrocchiale per un rinfresco, un momento di convivialità e di gioioso augurio a don Michele per il suo imminente ministero episcopale.

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Cristina Devito