Scontro tra Cgil e Ausl Romagna su turnover e piano estivo. Il sindacato denuncia carenze di personale e riduzioni di servizi e posti letto. L’Ausl respinge le accuse, parla di nessun blocco del turnover e difende il piano come semplice rimodulazione organizzativa stagionale

Sanità in tensione

È scontro aperto tra CGIL Romagna e l’Azienda sanitaria della Romagna sul tema della programmazione estiva e delle politiche del personale. La Funzione Pubblica CGIL denuncia infatti un quadro critico in AUSL Romagna, parlando di blocco del turnover e di un “Piano Estate” che comporterebbe una riduzione di servizi e posti letto su tutto il territorio. Di segno opposto la posizione della Direzione generale, che respinge con fermezza le accuse e parla di una semplice rimodulazione organizzativa già prevista ogni anno per far fronte alla stagione turistica. Al centro del confronto restano la tenuta dei servizi e la gestione delle risorse umane in un sistema sotto pressione.

Denuncia Cgil

Secondo la FP CGIL Romagna, il sistema sanitario regionale sarebbe già in forte difficoltà a causa delle politiche assunzionali dell’Azienda. «Esplode in AUSL Romagna l’emergenza personale: da un lato blocco del turnover (fissato al 75% per il personale sanitario e al 50% per il personale amministrativo e tecnico), dall’altro lato pesanti riduzioni dei servizi e dei posti letto per il periodo estivo», afferma il sindacato, che punta il dito contro una gestione definita non più sostenibile.

Nel dettaglio, il cosiddetto “Piano Estate” prevederebbe tagli alle attività chirurgiche e una riduzione dei posti letto in diverse strutture, compresa Ravenna dove «la Lungodegenza chiuderà dal 15 giugno al 15 settembre con trasferimento di 14 posti letto su 16». Per la CGIL si tratta di una scelta obbligata che deriva da una carenza strutturale di personale. «L’unico modo che l’Azienda ha per garantire la continuità assistenziale è tagliare servizi e posti letto» sostiene il sindacato, che denuncia inoltre il ricorso a lavoro precario e assunzioni temporanee come risposta insufficiente alla crisi degli organici.

La CGIL insiste anche sulla necessità di stabilizzazioni: «Il blocco del turnover è una realtà che non può essere nascosta: ogni 10 infermieri che lasceranno l’azienda, ne verranno assunti solamente 7». E ancora: «Servono assunzioni stabili, valorizzazione professionale e condizioni di lavoro dignitose».

Replica Ausl

Di segno completamente diverso la posizione della Direzione generale di AUSL Romagna, che respinge le accuse e parla di ricostruzioni «parziali e fuorvianti». «Non esiste alcun “blocco del turnover” nei termini descritti» afferma l’Azienda, sottolineando come il Piano triennale del fabbisogno del personale sia invece uno strumento di programmazione e sostenibilità.

Nel merito del piano assunzioni, la Direzione evidenzia numeri significativi: «137 incarichi a tempo determinato per infermieri, 207 assunzioni a tempo indeterminato, 76 tra OSS a tempo determinato e indeterminato e oltre 100 ulteriori risorse tra profili sanitari, tecnici e di supporto». Secondo l’Ausl, dunque, non si tratterebbe di riduzione del personale ma di un rafforzamento complessivo.

Anche sul “Piano Estate” l’Azienda respinge l’idea di tagli strutturali: «Non rappresenta una riduzione dei servizi, ma una rimodulazione programmata e temporanea delle attività». L’obiettivo dichiarato è garantire continuità assistenziale, diritto alle ferie del personale e risposta ai flussi turistici. La Direzione richiama infine alla responsabilità del confronto istituzionale: dichiarazioni allarmistiche, sostiene, rischiano di minare la fiducia dei cittadini e il lavoro dei professionisti del sistema sanitario.