Proseguono a ritmo serrato i rilievi e la modellazione digitale dei sistemi fognari dei 18 Comuni della Provincia di Ravenna, attività previste nel Protocollo d’Intesa firmato il 18 giugno 2025 presso la sede dell’Amministrazione provinciale (che ne è stata promotrice) e affidate a Hera.
Uno studio per ridurre il rischio idraulico all’interno dei 18 Comuni del ravennate
Lo studio, che si svilupperà entro il 2028, consentirà di individuare gli interventi infrastrutturali e gestionali più efficaci per la riduzione del rischio idraulico all’interno dei centri abitati creato dagli eventi meteo estremi, sempre più frequenti.
A Russi sono al momento in corso le attività di rilievo (a cura della società Idrostudi), avviate nel novembre 2025 e che si concluderanno, come previsto dal Masterplan generale, entro la prima metà del 2026. Inoltre, entro maggio sarà completata la campagna di misura delle portate in rete con 8 misuratori e 3 pluviometri installati nei mesi scorsi e già attivi nel monitoraggio. La redazione di modello e studio, come da cronoprogramma condiviso, sarà avviata a fine anno e si completerà nei primi mesi dell’anno prossimo.
Un impegno comune per città più sicure e reti più resilienti
I sistemi di drenaggio urbano (fognature bianche e/o fognature miste) non solo non sono in grado di contrastare in misura significativa gli effetti di eventi alluvionali delle acque raccolte in prevalenza nei bacini montani e collinari dei corsi d’acqua che attraversano le città, ma anzi subiscono danni, che devono poi essere ripristinati. Purtroppo, le reti fognarie attuali sono state progettate per dare risposta ad eventi meno intensi di quelli odierni e, spesso, la loro capacità di drenaggio è stata ampiamente saturata dal successivo sviluppo urbano al quale non si è accompagnato un parallelo adeguato sviluppo di queste infrastrutture.
Il primo passo, indispensabile per ridurre i rischi idraulici nei casi di eventi meteorici intensi, è verificare lo stato attuale delle reti e individuare gli interventi più efficaci per aumentare la resilienza delle città.
Per affrontare questa sfida, è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa da Provincia, 18 Comuni, ATERSIR, Hera, Ravenna Holding, CON.AMI, TE.AM., Romagna Acque, Consorzio di Bonifica della Romagna, Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, Autorità di Bacino del fiume Po, Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna e la Regione Emilia-Romagna.
Le parole di Valentina Palli, sindaca di Russi e presidente della Provincia di Ravenna
«La capacità di un territorio di affrontare una problematica è spesso dettata dal grado di conoscenza della stessa – spiega Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna e sindaca di Russi -. Il cambiamento climatico non si palesa solamente nelle dinamiche alluvionali del 2023 e 2024 ma, con maggior frequenza, nel diverso modo con cui le precipitazioni (e non i fiumi) si riversano sui nostri centri abitati e nelle conseguenti diverse portate a cui sono sottoposti i sistemi di drenaggio urbano.
Predisposto un rilievo capillare della rete fognaria in tutta la provincia
Abbiamo voluto comprendere a fondo tali dinamiche per individuarne i punti di fragilità. Non è pensabile il ridimensionamento complessivo dei sistemi fognari, ma non per questo abbiamo voluto eludere la problematica e rinviare la ricerca di soluzioni migliorative. Abbiamo pertanto predisposto un rilievo capillare della rete fognaria di tutti i centri della provincia, integrando e omogeneizzando così le diverse informazioni già in possesso degli enti (non solo i diametri delle condotte, ma le quote di scorrimento e i livelli di riempimento misurati su eventi reali), in modo tra tradurre una conoscenza parziale ed esperienziale in una vera e propria modellazione idraulica dei sistemi fognari.
La dimensione capillare e provinciale dell’obiettivo (che riguarda oltre 600 km di reti fognarie) va ben oltre il pur significativo carattere sperimentale del protocollo e in ciò ambisce ad essere premessa di un modello gestionale e programmatorio di interventi mirati e consapevoli, progettati su di una conoscenza di nuova generazione».
Il lavoro tecnico sarà inoltre accompagnato da momenti di condivisione dei risultati tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione delle acque.
«Le sfide complesse si vincono insieme – sottolinea Palli -, condividendo le conoscenze ed evolvendo il proprio saper fare. Le risultanze della modellazione idraulica sui sistemi fognari dei nostri centri abitati costituiranno in tal senso un comune patrimonio di conoscenza utile a pianificare risorse e a programmare gli interventi più urgenti in modo consapevole, mirato e condiviso».
Cosa prevede il Masterplan
Il Piano prevede di completare le attività di rilievo, misura, modellazione e simulazione dei sistemi fognari di tutti i Comuni della Provincia. Grazie alla collaborazione dei vari enti, che si impegnano a mettere a sistema tutti i dati in loro possesso, Hera, dopo aver reperito le informazioni mancanti e analizzato le informazioni rese disponibili, sarà in grado di calibrare modelli idraulici digitali affidabili che, simulando il comportamento delle reti a fronte di eventi reali o di progetto per individuare i punti critici e formulare ipotesi di intervento, consentiranno di predisporre un piano di miglioramento dei sistemi fognari.
Nello specifico, le attività, avviate nell’estate 2025 da Hera e previste in conclusione entro la primavera 2028, comprendono:
• rilievi di campo e misurazioni delle portate nelle reti fognarie
• aggiornamento delle banche dati tecniche
• analisi plano-altimetriche e strutturali delle reti
• costruzione e calibrazione di modelli idraulici per ogni bacino urbano
• individuazione delle criticità e definizione degli interventi più efficaci per ridurre il rischio di allagamenti.
Lavori concentrati sulle aree più critiche
Ad oggi, i lavori si sono concentrati soprattutto sulle aree più critiche, con rilievi e misurazioni che rappresentano la base tecnica per le successive valutazioni e per la definizione delle strategie di intervento.
I costi (è previsto un investimento iniziale di 1,6 milioni di euro) sono coperti in parte dal finanziamento del Commissario Straordinario per la ricostruzione post-alluvione e in parte dalla tariffa del Servizio Idrico Integrato.
Questo percorso rappresenta un investimento strategico per il futuro del territorio: conoscere in modo approfondito le reti e pianificare interventi mirati significa aumentare la sicurezza dei cittadini e ridurre i rischi legati ai fenomeni meteorologici estremi.














