Sabato 9 maggio nella chiesa di San Francesco a Castel Bolognese è stata aperta la causa di beatificazione di Novella Scardovi. Nata a San Potito nel 1949, dedicò la sua vita all’accoglienza e al sostegno delle persone in difficoltà. Nel 2022 il Comune di Lugo le ha intitolato un’area verde cittadina.

Le parole di monsignor Mosciatti

È stata aperta sabato 9 maggio, nella chiesa di San Francesco a Castel Bolognese, la causa di beatificazione di Novella Scardovi. Ad avviare ufficialmente il percorso è stato il vescovo di Imola monsignor Giovanni Mosciatti, che ha ricordato nell’omelia, come scrive il Nuovo Messaggero: «Trent’anni fa il suo esempio era arrivato anche nelle Marche. Ricordo che arrivai qui in pullman, ancora non la conoscevo, per visitare la sua tomba. Novella era cosciente di aver ricevuto tutto, senza sottrarsi da questa certezza. Sì è consegnata totalmente a Gesù, che è diventato il centro stabile del suo respiro umano. Ha voluto vivere alla sua presenza».

Una vita dedicata alla solidarietà

Nata a San Potito nel 1949 come Maria Novella Ravaglia, Scardovi dovette interrompere gli studi in giovane età per lavorare in segheria. Trasferitasi a Castel Bolognese nei primi anni Sessanta, si sposò e divenne madre di tre figli. Negli anni Ottanta frequentò a Roma un corso del Centro Italiano di Solidarietà, esperienza che segnò profondamente il suo impegno nel sociale. Successivamente lavorò nel centro per tossicodipendenti di San Zaccaria e contribuì alla nascita dell’associazione Famiglie per l’Accoglienza in Emilia-Romagna. Nel 1990 fondò poi l’associazione San Giuseppe e Santa Rita, dalla quale nacque la Casa d’accoglienza inaugurata il 17 marzo 1996.

La morte per un’incidente

Due mesi dopo l’inaugurazione, Novella Scardovi morì in un incidente stradale, ma il progetto da lei avviato è proseguito grazie all’impegno di Adele Tellarini e dei membri del consiglio dell’associazione, che nel 2002 hanno dato vita allaFondazione Novella Scardovi. Nel 2022 il Comune di Lugo le ha intitolato l’area verde tra via Nervesa della Battaglia e via Tigri, nella zona di Lugo Ovest, riconoscendola tra le figure femminili più significative del territorio.