Un intervento complesso e urgente, reso possibile dal coordinamento tra i professionisti degli ospedali di Faenza e Ravenna, ha permesso di trattare con successo una grave forma di trombosi venosa profonda in una turista straniera arrivata al Pronto Soccorso faentino durante la settimana di Ferragosto.
La diagnosi al Pronto Soccorso di Faenza
Nella settimana di Ferragosto, una turista straniera in vacanza è arrivata al Pronto Soccorso di Faenza a causa di un improvviso gonfiore dell’arto inferiore sinistro, associato a un intenso dolore.
Rapida è stata la diagnosi di trombosi dell’intero asse venoso dell’arto, estesa fino al tratto intraddominale, con «phlegmasia cerulea dolens»: una situazione per fortuna rara, ma grave, che espone il paziente al rischio di evoluzione verso l’ischemia e l’amputazione dell’intero arto.
Di fronte alla complessità del quadro clinico, è stato attivato il coordinamento tra i professionisti dei diversi presidi ospedalieri.
Il coordinamento tra Faenza e Ravenna
Grazie al coordinamento tra i medici del Servizio di Angiologia della Medicina Interna di Faenza, responsabile il dottor Francesco Giuseppe Foschi, e la Radiologia Interventistica di Ravenna, responsabile il dottor Domenico Palmarini, la paziente è stata centralizzata presso la Medicina d’Urgenza del Santa Maria delle Croci di Ravenna, responsabile la dottoressa Gaia Saini.
La paziente è stata quindi sottoposta, nella notte e in urgenza, a un intervento di tromboaspirazione endovascolare, con l’obiettivo di ottenere la rapida disostruzione delle vene trombizzate.
La procedura è stata eseguita dai medici della Radiologia Interventistica, dottor Carlo Cecchelli e dottor Nicola Pannacci. Si tratta di una procedura interventistica effettuata attualmente da pochi centri in Italia.
La trombolisi direttamente nella vena coinvolta
Dopo l’intervento, la paziente ha proseguito il trattamento con un’infusione di trombolitico attraverso un catetere posizionato direttamente nella vena coinvolta, secondo la procedura denominata Catheter Directed Thrombolysis.
Al trattamento trombolitico è stata associata una terapia anticoagulante endovenosa in infusione continua.
La gestione del trattamento è avvenuta con la collaborazione a distanza dei medici del Servizio di Angiologia della Medicina Interna di Faenza, dottor Luca Bucherini e dottor Luca Ielasi, insieme ai medici della Medicina d’Urgenza, dottoressa Agnese Sembolini e dottoressa Giulia Straforini.
La completa ricanalizzazione delle vene
Dopo alcuni giorni di osservazione, gli esami hanno evidenziato una completa ricanalizzazione delle vene precedentemente trombizzate. Non sono state inoltre registrate complicanze post-procedurali.
La paziente è stata quindi dimessa e ha potuto fare rientro nel proprio Paese di residenza in buone condizioni di salute.
Una rete multidisciplinare attiva anche a Ferragosto
Oltre a rappresentare il primo caso di questo tipo di procedura interventistica nell’ambito di Ravenna, l’intervento costituisce un esempio del coordinamento tra i diversi presidi ospedalieri dell’AUSL Romagna e dell’efficienza di una rete multidisciplinare pronta a intervenire nelle situazioni di urgenza ed emergenza 24 ore su 24, anche durante il periodo di Ferragosto.
Il caso evidenzia quindi il valore della collaborazione tra le diverse professionalità e strutture ospedaliere, che hanno lavorato in maniera coordinata per affrontare una situazione clinica rara e potenzialmente molto grave.














