Domenica prossima 27 settembre, la nostra comunità celebra la Festa di San Michele Arcangelo, titolare della chiesa succursale di Abeto, inagibile dal 18 settembre 2023, a causa del sisma che in quella data devastò il territorio. La radiosa giornata domenica 13 settembre, intensa di comunione ecclesiale e partecipazione civile, è stata testimone della riapertura della chiesa parrocchiale di Lutirano e della inaugurazione dei lavori di restauro e consolidamento, con una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Michele e concelebrata dal vescovo Mario, la processione con la venerata immagine della Madonna delle Grazie e una gioiosa festa sul sagrato. Domenica prossima invece ci ritroveremo presso la sala dell’ex agriturismo Il Querceto, così come i due anni scorsi, per celebrare la messa in onore di San Michele, titolare della chiesa di Abeto. Detta chiesa sarà presto oggetto anch’essa di un intervento di restauro che riguarderà soprattutto la messa in sicurezza della facciata, prospiciente la strada provinciale. Di questi prossimi lavori, così come di quelli già eseguiti a Lutirano, la comunità della Valle Acerreta è riconoscente alla diocesi, che per espressa volontà del vescovo Mons Toso si è fatta interamente carico delle spese.

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La Chiesa come popolo, la chiesa come edificio

Ci sono luoghi in cui l’edificio non è semplicemente un fabbricato: è memoria, cultura, storia, amalgama, incontro. È qualcosa che appartiene al territorio e alle persone che in quel luogo hanno vissuto, lavorato, declinato la fede, la speranza e la carità. Non per niente i cristiani chiamano Chiesa – chiesa, allo stesso modo, solo cambiando la lettera iniziale da maiuscola a minuscola, l’edificio immateriale e quello materiale; ponendo cioè in connessione le dimensioni della realtà, spirituale e materiale. L’edificio, il luogo materiale, in una piccola comunità, va oltre la dimensione cultuale e religiosa in senso stretto, o asfittico, e più da vicino la invera in ciò che è autenticamente umano, così come hanno sottolineato il vicesindaco di Marradi Andrea Badiali e il presidente della Associazione Volontari Valle Acerreta Fabio Gurioli, a Lutirano. Diventa quindi un elemento capace di generare relazione, inclusione sociale, paesologia intesa come arte inesatta, ma anche coscienza collettiva. Per questo le possibilità di dipanare il futuro delle nostre piccole comunità non sono disgiunte dalla riqualificazione e destinazione d’uso degli edifici ecclesiastici esistenti sul territorio, che ancora ci parlano di capillarità e rappresentano la memoria viva ed attuale dell’evangelizzazione stessa, dell’annuncio cristiano che è risuonato anche da qui, da queste chiesette anguste e disadorne, dai loro piccoli campanili a vela; ovunque c’era un prete, pur scartabellato che fosse. Oggi, in epoca di globalizzazione, mentre ai sacerdoti è richiesto sempre più un ministero di sintesi, questa presenza capillare in una dinamica comunionale adeguata ai tempi nuovi, è affidata anche ai laici e alla ministerialità: in altre parole alla corresponsabilità quale passaggio fondamentale del vivere qui, quale scelta, e volontà di ripopolare questi monti, in alternativa alla fluidità dei rapporti e all’anonimato delle metropoli.

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Con un senso di appartenenza che coniughi plasticamente la cura ed escluda autosufficienza e autoreferenzialità. In quest’ottica, già con il restauro della Casa canonica di Lutirano, una quindicina di anni fa, si è optato per la strutturazione di una appartamento per una famiglia o per un diacono permanente residente, così come tutt’ora è cosa in atto; nonché per ambienti a disposizione della comunità civile, in convenzione con il comune di Marradi: di questo siamo riconoscenti alla guida lungimirante dell’amministratore parrocchiale di allora, Mons. Bruno Maglioni, e al sindaco Paolo Bassetti, entrambi di cara memoria. In questi anni gli ambienti a piano terra hanno ospitato l’ambulatorio medico, le riunioni di frazione e il Seggio elettorale, all’occorrenza, nonché i presidi delle Forze dell’ordine e della Protezione civile e della Confraternita di Misericordia, in occasione degli eventi calamitosi di terremoto ed alluvione. Qui ha pure sede legale l’Associazione Volontari Valle Acerreta che è lo spazio sociale di quanti hanno a cuore il territorio, sotto il profilo ambientale e culturale, secondo il Principio di Sussidiarietà. Insieme si è lavorato e si continua a farlo anche a favore del decoro del sagrato di Lutirano e della chiesa stessa di Badia della Valle, il cui restauro attende finanziamenti pubblici e privati, ma che ci ha già visti in questi anni raccogliere più di 11mila euro, a partire dall’indomani della scossa di terremoto. Una cifra piccola se paragonata alle esigenze puramente materiali, ma ricca di relazioni umane, vicinanza, prossimità, che costituiscono un patrimonio immateriale.

“Riaprire una chiesa è una nuova rinascita”

Il vescovo Michele, alla riapertura della chiesa di Lutirano ci ha detto che: “Riaprire una chiesa è una nuova nascita! Non importa quanto grande sia la chiesa, quanto bella, quanto numerosa sia la popolazione che abita questa zona. Una nascita è sempre una nascita, ed ha il potere di rompere la scorza della tristezza e dello scorrere del tempo per raccontare una promessa ed un impegno.” Sono parole pensate per noi dal nuovo vescovo, nella freschezza dell’esordio del suo ministero episcopale, che lo ha portato per la prima volta in visita ad una delle più piccole comunità della sua diocesi; ma, parlando a noi, sono parole rivolte a tutti, alla diocesi intera: parole paradigmatiche anche per ogni comunità laica che senta l’urgenza della coscienza civile. Perché Chiesa è sinonimo di casa: essere Chiesa e fare casa sono a tratti la stessa cosa e le due realtà si illuminano a vicenda, in quanto se non è possibile una appartenenza ecclesiale solo istituzionale, che non sia cioè pure familiare e domestica, non è parimenti possibile non riconoscere che ogni ritorno a casa è nella sua dimensione più profonda, ricerca di Dio, unico vero padre. Il tema del ritorno si configura come trasformazione interiore, ricerca di identità e riscoperta di sé. E allora, a ben vedere ogni approdo nella comunità cristiana attraverso l’edificio chiesa, nella liturgia dei sacramenti che vi si celebrano, e nella parola che vi si annuncia, può rappresentare anche per la prima volta o dopo tanti anni, la dimensione permanente del ritorno, della ricongiunzione degli affetti o della scoperta delle radici. “Nella promessa di una nascita c’è vita! L’impegno è che una società, una famiglia, un gruppo, si prenderà cura di questa vita perché continui e fiorisca secondo la propria vocazione. Una nascita apre la speranza e la speranza può guidare, condurre, dettare la strada”. Sotto questo tetto dove si trova rifugio e, una porta, l’entrare e uscire, che sono le esperienze fondamentali del vivere, garantiscono il compiersi di una promessa che in sé è vita, perché orienta e accompagna. “Le aree interne non sono soltanto luoghi da assistere o da preservare; sono territori da abitare e da accompagnare, riconoscendo il patrimonio umano e relazionale che custodiscono […]. La sfida consiste nell’abitare questi luoghi con speranza, promuovendo accoglienza, prossimità e cura reciproca.” Così ha pure sottolineato papa Leone XIV nella sua recente visita a San Marino – Montefeltro, sottolineando che di fronte allo spopolamento e alla riduzione dei servizi, occorre mantenere vivo il senso di comunità di un popolo radunato dalla fede, custodendo quella “magnifica umanità,” fatta di solidarietà, vicinanza e appartenenza che caratterizza i piccoli centri. La sfida, di fronte alla possibilità dell’avvilimento, consiste nell’abitare questi luoghi con speranza, promuovendo accoglienza, prossimità e cura reciproca.

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La festa

Domenica prossima, dunque, alle ore 16:00 è in programma la santa messa presso la sala dell’ex agriturismo Il Querceto, celebrata in suffragio dell’ultimo parroco don Guerrino Fabbri, di tutti i parrocchiani defunti, e animata dal Coro Città di Modigliana. Seguirà intrattenimento musicale con orchestra romagnola e rinfresco sul piazzale per tutti i partecipanti, preparato dalla pluripremiata sfoglina della tradizione romagnola Emanuela Lucatini, residente nella piccola frazione. Le offerte raccolte saranno destinate a favore dei lavori di restauro della chiesa di Abeto.

Gianluca Massari

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