La responsabilità di trasmettere la fede oggi ha orientato il confronto dei vescovi italiani riuniti a Roma per la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente. Al centro dei lavori, guidati dal cardinale presidente Matteo Zuppi, l’annuncio di Cristo, la formazione del Popolo di Dio, la riforma delle strutture ecclesiali, la pace, la scuola, il fine vita e le principali scadenze del cammino della Chiesa in Italia.

Annunciare Cristo nella vita delle comunità cristiane

La responsabilità di trasmettere la fede oggi ha orientato il confronto tra i vescovi riuniti a Roma, dal 21 al 23 settembre, per la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, sotto la guida del cardinale presidente Matteo Zuppi.

Aprendo i lavori, il cardinale ha ricordato l’invito rivolto da papa Leone XIV all’Assemblea Generale di maggio a essere comunità «più libere di annunciare Cristo», perché la priorità resta il Vangelo. Un appello che ha attraversato l’intero dialogo, dalla vita missionaria delle comunità a una fede capace di intercettare le domande delle persone e di tradursi in scelte concrete, fino alla verifica pastorale rilanciata, il 18 settembre, dal Santo Padre all’assemblea diocesana di Roma.

«Annunciare Cristo» non è una semplice dichiarazione di intenti, ma l’essenza stessa della vita dei credenti. Per questo, hanno sottolineato i vescovi, occorre interrogarsi su come la fede si trasmetta nel contesto odierno, considerando che tale domanda riguarda anche chi vive assiduamente la vita ecclesiale e non può darsi per acquisita.

Alle comunità spetta accompagnare l’incontro con il Signore risorto e aiutare a comprenderne le conseguenze nel modo di pensare, nelle relazioni e nelle responsabilità quotidiane. In quest’ottica, i vescovi hanno ribadito che l’annuncio non può essere mai astratto, ma capace di vicinanza e ascolto.

Ad alimentarlo devono essere la Parola, la preghiera e la celebrazione dell’Eucaristia, in un cammino che chiede continuità e attenzione alle diverse stagioni della vita. Diventano allora fondamentali la formazione del Popolo di Dio, a partire dagli adulti, e una rinnovata cura dell’iniziazione cristiana.

Chi si accosta alla fede per la prima volta, o riprende un percorso interrotto, ricorda alle comunità il valore della testimonianza e ne interroga la capacità di accogliere e accompagnare, anche attraverso sacerdoti, consacrati e laici formati all’accompagnamento spirituale. Secondo i presuli, infatti, è nella vita quotidiana delle comunità, non altrove, che deve farsi riconoscibile l’umanità generata dal Vangelo: una testimonianza che interpella pure le consuetudini legate ai Sacramenti e il loro significato per le famiglie.

Una fede pensata e vissuta per leggere il presente

Il radicamento a Cristo e la coerenza della vita di fede si intrecciano con lo sguardo sulla realtà e con la capacità di rendere ragione della propria speranza in un tempo incline alle semplificazioni. I vescovi hanno posto l’accento sul valore del pensiero critico, in grado di confrontarsi con le trasformazioni culturali senza smarrirsi in esse.

In questo contesto è stato naturale il ricordo del cardinale Camillo Ruini, scomparso lo scorso giugno, e della sua idea di una fede pensata e vissuta, capace di generare una proposta culturale riconoscibile.

Riprendendo le parole del cardinale presidente nella sua introduzione, i vescovi si sono soffermati sul cinquantesimo anniversario del Convegno ecclesiale di Roma su Evangelizzazione e promozione umana, occasione per rileggere, anche attraverso il contributo di monsignor Enrico Bartoletti, domande che restano attuali.

Poiché l’annuncio cristiano concerne la dignità della persona e la qualità della convivenza, questo legame va approfondito sul piano teologico e reso concreto nell’impegno dei credenti nella scuola, nella sanità, nel lavoro, nella cultura e nella vita pubblica. Spetta in particolare ai laici portare il pensiero cristiano negli ambienti dove si formano le coscienze e si decide per la collettività.

Cammino sinodale e riforma delle strutture della Chiesa

Con lo stesso spirito di verifica e ripensamento richiamato a proposito di una fede pensata e vissuta, i vescovi hanno focalizzato l’attenzione anche sulle strutture della Chiesa.

Nel percorso di ricezione del cammino sinodale delle Chiese in Italia, si sono confrontati sul tema della riforma dello Statuto della Cei, presente con proposte concrete sia nel Documento di sintesi dell’Assemblea sinodale, Lievito di pace e di speranza, sia nelle Linee di orientamento pastorale della Cei, Radicati e costruiti in Cristo.

In entrambi i testi viene rilevata la necessità di riformare le strutture della Chiesa perché siano più funzionali alla sua missione. Oltre agli organismi diocesani e parrocchiali, si parla espressamente della Cei.

Il Consiglio Permanente ha dunque deciso di avviare un percorso di riflessione e approfondimento che porti a individuare criteri di una possibile riforma. L’intento è delineare un quadro entro il quale collocare quei cambiamenti dello Statuto che parranno più opportuni, senza dimenticare le specifiche competenze, in materia, della Santa Sede. Questo processo sarà articolato in diverse tappe per giungere alla formulazione di alcune proposte che saranno sottoposte all’Assemblea Generale.

In questo quadro, i vescovi hanno anche condiviso percorso, finalità e tempistiche che condurranno alle assemblee del 2027-2028, secondo quanto indicato dalla Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi. La prima tappa coinvolgerà le Chiese locali, invitate a un lavoro di verifica e discernimento sulla recezione delle pratiche sinodali, in vista dei successivi passaggi verso l’appuntamento ecclesiale nazionale del 2028.

Sacerdoti, fraternità presbiterale e incontro con il Papa

Un’attenzione particolare è stata riservata ai sacerdoti, alla loro vita e alle fatiche che accompagnano il loro ministero. I vescovi hanno evidenziato l’esigenza di supportarli affinché possano ritrovare, nell’incontro personale con Cristo, la gioia della vocazione e del servizio.

In questo cammino, la fraternità presbiterale e la corresponsabilità con i laici sono dimensioni essenziali per accompagnare le persone e costruire comunità vive. È stata inoltre messa in luce l’importanza di proseguire l’ascolto dei sacerdoti attraverso gli organismi di partecipazione e i momenti di confronto a livello diocesano e regionale.

In questa prospettiva si inserisce l’incontro del clero italiano con papa Leone XIV, in programma a Roma l’11 e il 12 dicembre, nel primo anniversario della Lettera apostolica Una fedeltà che genera futuro: un’esperienza di pellegrinaggio, preghiera e fraternità sacerdotale.

La veglia dell’11 dicembre, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, attorno ai temi «chiamati, insieme, inviati», aiuterà i sacerdoti a fare memoria della vocazione e a rinnovare l’appartenenza al presbiterio e lo slancio missionario. Il giorno successivo, il 12 dicembre, nella Basilica di San Pietro, l’udienza con il Santo Padre e il rinnovo delle promesse sacerdotali saranno preceduti dalla preghiera delle Lodi e seguiti dalla celebrazione eucaristica.

Pace disarmata e disarmante nel contesto internazionale

I vescovi hanno allargato il loro sguardo anche alla situazione internazionale. Nell’ambito della responsabilità pubblica, hanno ribadito l’urgenza di una pace disarmata e disarmante, che interpella le coscienze e chiede un impegno concreto per contrastare le ingiustizie, fermare la violenza e percorrere con determinazione le vie del dialogo.

In questa prospettiva assumono un significato particolare due ricorrenze: l’8º centenario del transito di san Francesco e il 40º anniversario dell’incontro interreligioso di Assisi del 1986, che ha mostrato la forza del dialogo e il contributo delle religioni alla costruzione della pace.

Due anniversari che, per i vescovi, rappresentano un’occasione per rilanciare le indicazioni della Nota pastorale Educare a una pace disarmata e disarmante.

Responsabilità educativa, scuola e intelligenza artificiale

Alla responsabilità verso il mondo si affianca quella verso le nuove generazioni. Facendo proprie le preoccupazioni espresse dal cardinale presidente Matteo Zuppi, il Consiglio Permanente si è soffermato sulla responsabilità educativa che coinvolge famiglie, scuola e comunità cristiane, e sulla necessità di offrire ai giovani adulti capaci di ascoltarli, accompagnarli nella ricerca della verità e sostenerli nel maturare scelte consapevoli.

In particolare, i vescovi hanno riaffermato l’importanza di custodire la capacità di pensare, assicurando tempo e spazio allo studio, al confronto e alla costruzione del senso critico.

In questo percorso, anche le opportunità offerte dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale devono essere poste al servizio della crescita della persona, senza perdere di vista il ruolo insostituibile degli insegnanti e l’esigenza di contrastare le disuguaglianze educative.

Fine vita, cure palliative e cultura della cura

Nella stessa attenzione alle fragilità, che riguarda anche i più giovani, si inserisce il confronto sul fine vita, che ha posto al centro un impegno culturale e formativo capace di affrontarne la complessità e di promuovere la cura della persona.

Nel ribadire la contrarietà all’eutanasia e al suicidio assistito, i vescovi hanno sottolineato la distinzione tra il rifiuto dell’accanimento terapeutico e l’intenzione di procurare la morte. La dignità della persona chiede accompagnamento, sollievo dalla sofferenza e sostegno alle famiglie, perché nessuno sia lasciato solo o si senta un peso.

In questa prospettiva, il Consiglio Permanente ha insistito sulla conoscenza e la diffusione delle cure palliative e della terapia del dolore anche dentro le comunità cristiane, e su un maggiore coinvolgimento degli operatori sanitari e delle associazioni professionali cattoliche.

È stata inoltre rilevata l’urgenza di approfondire, alla luce della fede, le questioni poste dalle trasformazioni che la tecnica introduce nel nascere e nel morire, nella certezza che la formazione delle coscienze e il dialogo con il mondo della sanità e con le istituzioni possono contribuire a un confronto pubblico più consapevole e alla diffusione di una cultura della cura.

Congresso Eucaristico Nazionale a Orvieto nel 2027

Il Consiglio Episcopale Permanente ha approvato il tema del 28º Congresso Eucaristico Nazionale, in programma a Orvieto dal 23 al 26 settembre 2027: «Unum corpus, multi sumus. L’Eucaristia segno di unità e fermento di pace».

L’appuntamento, pensato non come un grande evento ma come un tempo forte di preghiera, riflessione e carità, manterrà il focus sulla sinodalità, quale espressione della comunione ecclesiale che trova nell’Eucaristia la sua forma e la sorgente della missione.

Al centro anche la pace, bene prezioso e fragile da affidare alla preghiera e all’Adorazione. Il cammino di preparazione, che prenderà avvio con l’incontro dei delegati diocesani l’11 e il 12 ottobre a Orvieto, sarà accompagnato da un sussidio liturgico-pastorale.

Tribunali ecclesiastici e sostentamento del clero

Ai vescovi è stata illustrata l’attività dei tribunali ecclesiastici in materia di nullità matrimoniale in relazione alla ripartizione dei contributi. Il 2026 è l’8º anno di applicazione della revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei tribunali ecclesiastici italiani in materia di nullità matrimoniale. È stato presentato un quadro del servizio dei tribunali operanti in Italia, con alcuni dati riguardanti il costo medio delle cause e il fondo per i meno abbienti.

I vescovi hanno inoltre approvato il programma dell’Assemblea Generale straordinaria, in programma ad Assisi dal 23 al 26 novembre prossimi.

È stato dato poi il via libera ad alcune proposte di riforma da sottoporre all’Assemblea Generale in materia di sostentamento del clero, riguardanti in particolare la revisione della Delibera 58 e la riorganizzazione degli Statuti degli istituti diocesani per il sostentamento del clero.

Inoltre, il Consiglio Permanente ha innalzato a 13,65 euro il valore del punto per il calcolo del sostentamento del clero relativo al 2026. Tale incremento, pari al 2%, rimane tuttavia nettamente inferiore all’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni. Il valore attuale, di 13,28 euro, era stato stabilito nel 2024.

Commissioni episcopali Cei per il quinquennio 2026-2031

Nel corso dei lavori, il Consiglio Episcopale Permanente ha provveduto alla nomina dei membri delle commissioni episcopali, i cui presidenti erano stati eletti nel corso dell’Assemblea Generale tenuta nel maggio 2021. Di ciascuna commissione episcopale fa parte un vescovo emerito, indicato dalla Presidenza.

La Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi è presieduta da monsignor Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto. Ne fanno parte monsignor Andrea Andreozzi, vescovo di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola; monsignor Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno – Campagna – Acerno; monsignor Erio Castellucci, arcivescovo abate di Modena – Nonantola e vescovo di Carpi; monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina – Terracina – Sezze – Priverno; monsignor Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina; monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno; monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo – Cortona – Sansepolcro; monsignor Francesco Neri, Ofm Cap, arcivescovo di Otranto; monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo emerito di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno.

La Commissione Episcopale per la liturgia è presieduta da monsignor Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro – Squillace. Ne fanno parte padre abate Antonio Luca Fallica, Osb, abate ordinario di Montecassino; monsignor Giuseppe La Placa, vescovo di Ragusa; monsignor Guido Marini, vescovo di Tortona; monsignor Mario Meini, vescovo emerito di Fiesole; monsignor Mauro Maria Morfino, Sdb, vescovo di Alghero – Bosa; monsignor Gianni Sacchi, vescovo di Casale Monferrato; monsignor Ovidio Vezzoli, vescovo di Fidenza.

La Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute è presieduta da monsignor Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera – Irsina e vescovo di Tricarico. Ne fanno parte monsignor Marco Brunetti, vescovo di Alba; monsignor Livio Corazza, vescovo di Forlì – Bertinoro; monsignor Antonio De Luca, Cssr, vescovo di Teggiano – Policastro; monsignor Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria; monsignor Douglas Regattieri, vescovo emerito di Cesena – Sarsina; monsignor Paolo Ricciardi, vescovo di Jesi; monsignor Enrico Trevisi, vescovo di Trieste.

La Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata è presieduta da monsignor Francesco Beneduce, Si, vescovo ausiliare di Napoli. Ne fanno parte monsignor Carlo Bresciani, vescovo emerito di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto; monsignor Adriano Cevolotto, vescovo di Piacenza – Bobbio; monsignor Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie; monsignor Giampaolo Dianin, arcivescovo di Gorizia; monsignor Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti; monsignor Giovanni Intini, arcivescovo di Brindisi – Ostuni; monsignor Stefano Rega, vescovo di San Marco Argentano – Scalea.

La Commissione Episcopale per il laicato è presieduta da monsignor Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia. Ne fanno parte monsignor Antonio D’Angelo, arcivescovo di L’Aquila; monsignor Roberto Farinella, vescovo di Biella; monsignor Giuseppe Favale, vescovo di Conversano – Monopoli; monsignor Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale; monsignor Francesco Lambiasi, vescovo emerito di Rimini; monsignor Giovanni Luca Raimondi, vescovo ausiliare di Milano; monsignor Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta.

La Commissione Episcopale per la famiglia, i giovani e la vita è presieduta da monsignor Bernardino Giordano, vescovo di Grosseto e di Pitigliano – Sovana – Orbetello. Ne fanno parte monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta; monsignor Antonio Napolioni, vescovo di Cremona; monsignor Gennaro Pascarella, vescovo emerito di Pozzuoli e di Ischia; monsignor Vito Piccinonna, vescovo di Rieti; monsignor Daniele Salera, vescovo di Ivrea; monsignor Sandro Salvucci, arcivescovo di Pesaro e di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado; monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma.

La Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese è presieduta da monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti. Ne fanno parte monsignor Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido Mamertina – Palmi; monsignor Michele Autuoro, arcivescovo di Benevento; monsignor Giuliano Brugnotto, vescovo di Vicenza; monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia – Bovino; monsignor Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze; monsignor Filippo Santoro, arcivescovo emerito di Taranto; monsignor Giuseppe Natale Vegezzi, vescovo ausiliare di Milano.

La Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo è presieduta da monsignor Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli. Ne fanno parte monsignor Felice Accrocca, arcivescovo-vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno; monsignor Saverio Cannistrà, Ocd, arcivescovo di Pisa; monsignor Santo Marcianò, arcivescovo-vescovo di Frosinone – Veroli – Ferentino e di Anagni – Alatri; monsignor Manuel Nin Güell, Osb, esarca apostolico di Santa Maria di Grottaferrata; monsignor Luigi Ernesto Palletti, vescovo di La Spezia – Sarzana – Brugnato; monsignor Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio e di Città di Castello; monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo emerito di Frosinone – Veroli – Ferentino e di Anagni – Alatri.

La Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università è presieduta da monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema. Ne fanno parte monsignor Roberto Campiotti, vescovo di Volterra; monsignor Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi – Conza – Nusco – Bisaccia; monsignor Riccardo Lamba, arcivescovo di Udine; monsignor Renato Marangoni, vescovo di Belluno – Feltre; monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola; monsignor Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Lecce; monsignor Gianni Roncari, Ofm Cap, vescovo emerito di Grosseto e di Pitigliano – Sovana – Orbetello; monsignor Francesco Antonio Soddu, arcivescovo di Sassari; monsignor Alberto Torriani, arcivescovo di Crotone – Santa Severina.

La Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace è presieduta da monsignor Michele Tomasi, vescovo di Treviso. Ne fanno parte monsignor Arturo Aiello, vescovo di Avellino; cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli; monsignor Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento; monsignor Raffaele De Angelis, vescovo di Piana degli Albanesi; monsignor Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino; monsignor Gianrico Ruzza, vescovo di Civitavecchia – Tarquinia e di Porto – Santa Rufina; monsignor Marco Tasca, Ofm Conv., arcivescovo di Genova; monsignor Lauro Tisi, arcivescovo di Trento; monsignor Mario Toso, Sdb, vescovo emerito di Faenza – Modigliana.

La Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali è presieduta da monsignor Domenico Beneventi, vescovo di San Marino – Montefeltro. Ne fanno parte monsignor Gianni Ambrosio, vescovo emerito di Piacenza – Bobbio; monsignor Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa; monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta; monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve; monsignor Michele Morandi, vescovo di Faenza – Modigliana; monsignor Giovanni Paccosi, vescovo di San Miniato; monsignor Giuseppe Russo, vescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti; monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia; monsignor Angelo Spina, arcivescovo di Ancona – Osimo.

La Commissione Episcopale per le migrazioni è presieduta da monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo. Ne fanno parte monsignor Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza – Bisignano; monsignor Guerino Di Tora, vescovo già ausiliare di Roma; monsignor Ciro Fanelli, vescovo di Melfi – Rapolla – Venosa; monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna – Cervia; monsignor Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì; monsignor Marco Salvi, vescovo di Civita Castellana; monsignor Stefano Sparapani, vescovo ausiliare di Roma.

Le altre nomine del Consiglio Episcopale Permanente

Il Consiglio Episcopale Permanente ha proceduto inoltre ad altre nomine.

Per il Consiglio per gli Affari Giuridici sono stati nominati monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo – Cortona – Sansepolcro, presidente; monsignor Cesare Di Pietro, vescovo di Locri – Gerace; monsignor Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti; monsignor Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì; monsignor Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria – Rovigo, membri.

Sono stati nominati vescovi membri della Presidenza della Caritas Italiana monsignor Paolo Ricciardi, vescovo di Jesi, e monsignor Enrico Trevisi, vescovo di Trieste.

Per il Collegio dei revisori dei conti della Conferenza Episcopale Italiana sono stati nominati monsignor Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto, presidente; monsignor Mario Vaccari, Ofm, vescovo di Massa Carrara – Pontremoli; la dottoressa Vanna Ceretta.

Monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta, è stato nominato presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto.

don Francesco Pierpaoli, della diocesi di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola, è stato nominato assistente ecclesiastico centrale del settore adulti dell’Azione Cattolica Italiana. Padre Luigi Arena, Msscc, è stato nominato animatore spirituale nazionale dell’associazione Cursillos di Cristianità in Italia. Padre Antonio Teodoro Lucente, Csi, è stato nominato assistente ecclesiastico nazionale della Gioventù Operaia Cristiana. Il dottor Augusto Sardellone è stato nominato presidente della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia.

Beni culturali ecclesiastici ed edilizia di culto

La Presidenza della Cei, nella riunione del 21 settembre 2026, ha nominato membri del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto.

don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, è membro di diritto.

Per la sezione beni culturali sono stati nominati monsignor Gianluca Gaiardi, della diocesi di Cremona, rappresentante dell’area Italia settentrionale; l’architetto Alessandro Polidori, rappresentante dell’area Italia centrale; don Francesco Simone, della diocesi di Taranto, rappresentante dell’area Italia meridionale; la dottoressa Barbara Sisti e don Paolo Barbisan, della diocesi di Treviso.

Per la sezione edilizia di culto sono stati nominati don Enrico Posenato, della diocesi di Vicenza, rappresentante dell’area Italia settentrionale; don Antonio Lari, della diocesi di Firenze, rappresentante dell’area Italia centrale; l’ingegner Paolo Martino, rappresentante dell’area Italia meridionale; il professor Kevin Mc Manus; il dottor Giovanni Berera; don Alberto Giardina, direttore dell’Ufficio Liturgico Nazionale, membro di diritto.