Le agenzie di viaggio di Faenza descrivono un’estate caratterizzata da prenotazioni sempre più last minute, influenzate dall’incertezza internazionale. I viaggiatori privilegiano Italia, Grecia e mete europee, con soggiorni più brevi e maggiore attenzione alla sicurezza. Il settore tiene, ma la programmazione resta difficile e il lungo raggio procede a rilento
L’estate dei faentini si conferma all’insegna della voglia di partire, ma con un approccio molto diverso rispetto agli anni passati. L’incertezza internazionale continua a pesare sulle scelte dei viaggiatori, che sempre più spesso aspettano l’ultimo momento prima di prenotare, privilegiando mete vicine, soggiorni più brevi e destinazioni percepite come sicure. Se rispetto alle previsioni più pessimistiche della primavera il settore ha evitato il tracollo, il bilancio delle agenzie di viaggio della città resta fatto di luci e ombre: c’è chi parla di una stagione in ripresa, chi di un mercato stabile rispetto allo scorso anno e chi, invece, continua a fare i conti con una programmazione stravolta dalle decisioni last minute.
Viaggi Erbacci
Dal gruppo Viaggi Erbacci emerge una fotografia che rispecchia bene l’incertezza del momento. «L’accordo tra Stati Uniti e Iran dopo due mesi di blocco aveva portato un po’ di positività tra la gente e un aumento delle prenotazioni – spiegano dallo staff –. Poi le ulteriori tensioni hanno nuovamente raffreddato il nostro settore, che è il primo a subire il peso delle crisi politiche in Medio Oriente». La conseguenza è un mercato che fatica a programmare. «Quest’anno non ci sono prenotazioni con largo anticipo come nel 2025. Le persone decidono viaggi e destinazioni quasi all’ultimo momento».
Le preferenze si sono così spostate verso mete europee e facilmente raggiungibili. «C’è molta richiesta per le crociere nei mari della Scandinavia e nel Mediterraneo, mentre abbiamo numerosi viaggi di gruppo in Marocco, Andalusia, Grecia e Francia, nella zona della Loira. Anche l’Italia è molto gettonata, mentre per le capitali europee bisognerà aspettare l’autunno». Sul lungo raggio si registra invece un calo degli Stati Uniti, mentre iniziano a riaffacciarsi richieste per Sharm el-Sheikh, Santo Domingo e Maldive, nella speranza che il clima internazionale torni più disteso.
Anche le vacanze in Italia continuano a raccogliere consensi. «Oltre a Sardegna, Puglia e Sicilia ci vengono richieste anche soluzioni più vicine, come le Marche o i villaggi turistici della Riviera adriatica». Un altro elemento positivo riguarda il ruolo delle agenzie. «La gente cerca maggiori tutele e fa meno fai da te, affidandosi ai professionisti. A marzo avevamo previsto un mezzo disastro, ma fortunatamente non è andata così, anche se siamo ancora lontani dai livelli del 2025».
Brasini Viaggi
Un quadro leggermente più positivo arriva da Federico Brasini di Brasini Viaggi. «Siamo in leggera ripresa con le prenotazioni, senza però raggiungere risultati eccezionali. Alla fine il 2026 sta andando sui livelli del 2025». Anche in questo caso è l’Italia a guidare le preferenze. «Vanno molto bene le grandi isole, ma anche Puglia e Calabria. Il mare continua ad attirare tantissimo e lo vediamo anche dal nostro stabilimento balneare di Lido di Pomposa, che sta registrando un’ottima stagione».
Tra le destinazioni estere spicca soprattutto la Grecia. «Sta andando meglio dell’anno scorso e c’è parecchia richiesta, mentre la Spagna è un po’ meno brillante». Sul lungo raggio, invece, si registra una ripresa dell’Asia. «Molti clienti stanno tornando a guardare all’Oriente, anche se il Giappone è in leggero calo. C’è anche un timido aumento per gli Stati Uniti, nonostante l’effetto Trump continui a pesare». Restano molto richiesti anche i viaggi organizzati. «Abbiamo appena accompagnato un gruppo nel Nord dell’Irlanda e nelle prossime settimane partiranno altri tour in Puglia, Sudafrica e Cambogia. Dopo 43 anni di attività continuiamo a puntare su sicurezza e affidabilità, valori che i clienti riconoscono».
Astorre Viaggi
Più prudente la lettura di Silvia Silvestrini di Astorre Viaggi, che sottolinea come il mercato non sia ancora riuscito a ritrovare la serenità. «Terminata la tregua sullo Stretto di Hormuz siamo tornati ai livelli della primavera, purtroppo con tanta incertezza. Nella maggior parte dei casi la gente aspetta e decide soltanto all’ultimo momento dove andare».
Anche qui prevalgono mete vicine e budget contenuti. «Abbiamo tanti gruppi diretti verso destinazioni italiane, perché oggi si preferisce spendere il meno possibile senza rinunciare a viaggiare». Tra le proposte più richieste figurano la Costiera Amalfitana e l’Abruzzo, favorito anche dall’interesse suscitato dalla nomina dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura. «Si cercano viaggi brevi e dai costi contenuti. Abbiamo invece congelato un viaggio a Cipro, con l’auspicio di poterlo recuperare in autunno».
Secondo Silvestrini, il lavoro non manca, ma resta difficile pianificare. «Si continua a viaggiare anche in Europa, però con soggiorni più brevi e prezzi più contenuti. Quasi tutti decidono all’ultimo momento e questo non ci permette di lavorare come vorremmo. La programmazione di inizio anno, purtroppo, non è stata rispettata».














