La pizzeria Civico 25 di Castel Bolognese finisce al centro di una discussione dopo il post del fondatore Eugenio Iannella, che denuncia una possibile raccolta firme per chiedere lo spostamento o la chiusura del locale a causa dei rumori. Il ristoratore difende il progetto di inclusione che coinvolge ragazzi con disabilità

La denuncia

iannella
Eugenio Iannella

Un progetto nato per parlare di inclusione e lavoro si trova ora al centro di una discussione a Castel Bolognese. A sollevare il caso è stato Eugenio Iannella, fondatore della pizzeria Civico 25 – Il gusto dell’inclusione, che in un post pubblicato sui social ha raccontato di una possibile iniziativa per chiedere lo spostamento o la chiusura del locale.

Secondo quanto riferito dal ristoratore, alla base della protesta ci sarebbero alcune lamentele legate al rumore proveniente dalla pizzeria, in particolare durante le ore di servizio. «Evidentemente qualcuno non ci vuole – scrive Iannella –. E va bene così. Abbiamo imparato che nella vita non si può piacere a tutti». Il titolare spiega però di essere rimasto colpito dall’ipotesi di una raccolta firme: «Fa male non tanto a me, ma per quello che rappresenta Civico 25».

Un progetto speciale

La vicenda assume un significato particolare perché Civico 25 non è una pizzeria tradizionale. Il locale è nato come un progetto di inclusione sociale e formazione professionale rivolto a ragazzi con disabilità o con percorsi di fragilità, con l’obiettivo di offrire loro un’opportunità concreta nel mondo del lavoro.

All’interno della pizzeria lavorano giovani che ogni giorno imparano un mestiere, acquisiscono autonomia e partecipano alla vita del locale. Un ambiente caratterizzato anche da momenti di condivisione e socialità, dove – racconta Iannella – i ragazzi possono esprimersi liberamente, anche attraverso il canto e il racconto delle proprie esperienze durante il servizio. Proprio questa particolare atmosfera sarebbe, secondo il ristoratore, una delle caratteristiche più autentiche del progetto.

«Qui ci sono ragazzi che ogni giorno lavorano, imparano, sbagliano, migliorano e conquistano la propria autonomia – sottolinea Iannella –. Qui ci sono famiglie che hanno visto i propri figli trovare finalmente un posto dove sentirsi protagonisti».

La comunità

Inaugurato con l’obiettivo di diventare un modello di ristorazione inclusiva, Civico 25 ospita anche l’Accademia della pizza inclusiva, nata per formare giovani con disabilità o provenienti da situazioni di disagio sociale. Il progetto punta a creare una rete di realtà capaci di unire cucina, formazione e inclusione.

«Pensare di cancellare tutto questo con delle firme significa dimenticare che dietro quell’insegna ci sono persone, famiglie, sacrifici e sogni», scrive ancora Iannella, ribadendo la volontà di proseguire il percorso intrapreso. «Noi restiamo qui, a testa alta, continuando a fare ciò che sappiamo fare meglio: trasformare l’inclusione in lavoro vero».

La vicenda apre ora un confronto tra le esigenze di chi vive nei pressi del locale e quelle di una realtà che ha fatto dell’inclusione il proprio elemento distintivo. Intanto il messaggio lanciato dal fondatore è chiaro: «Civico 25 non è soltanto un locale. È un progetto. È una famiglia. È un’opportunità».