Il Pontefice aggiorna l’assetto istituzionale dello Stato della Città del Vaticano: la presidenza della Pontificia Commissione potrà essere affidata anche a non cardinali e vengono ridefiniti alcuni poteri di governo.
Le principali novità della riforma
Con la promulgazione della nuova Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, firmata il 31 luglio nella memoria di Sant’Ignazio di Loyola, Papa Leone XIV ha aggiornato l’assetto istituzionale dello Stato vaticano. Il nuovo testo, il quarto dal 1929, sostituisce integralmente quello promulgato da Papa Francesco nel maggio 2023, mantenendone in larga parte struttura e contenuti, ma introducendo modifiche legate alle nuove esigenze di governo emerse negli ultimi anni.
La legge passa da 24 a 25 articoli, suddivisi nei consueti cinque titoli. Rimane confermato che al Sommo Pontefice spetta la pienezza della potestà di governo, mentre allo Stato della Città del Vaticano è affidato il compito di garantire l’indipendenza della Santa Sede.
Presidenza aperta ai non cardinali
La novità più significativa riguarda l’articolo 8, che modifica la composizione della Pontificia Commissione. La nuova formulazione consente infatti che il Presidente possa essere scelto anche tra membri che non appartengono al Collegio cardinalizio, recependo una modifica già introdotta da Leone XIV con un motu proprio del novembre 2025.
L’attuale presidente della Pontificia Commissione e del Governatorato è Suor Raffaella Petrini, prima donna a ricoprire questo incarico, nominata da Papa Francesco nel 2025.
Viene inoltre modificato l’articolo 7, che conferma alla Pontificia Commissione la funzione legislativa, ma riconosce al Pontefice la possibilità di riservare a sé alcune decisioni o di delegarle eccezionalmente ad altri organi. Tra le altre novità, il Presidente potrà invitare alle riunioni il Consigliere Generale con funzioni consultive e il regolamento interno della Commissione non sarà più obbligatorio, ma facoltativo.














