L’Ausl Romagna replica alle critiche del consigliere regionale Luca Pestelli sulla presenza di alcune ambulanze senza infermiere a bordo. Il direttore del 118 Romagna, Maurizio Menarini, assicura che la riorganizzazione non riduce qualità e tempestività dei soccorsi, ricordando che oltre il 90% dei mezzi dispone di personale infermieristico e che gli standard restano pienamente garantiti

La replica dell’Ausl

L’Ausl Romagna respinge le accuse di un presunto indebolimento del servizio di emergenza territoriale e difende la riorganizzazione del 118 Romagna, finita nelle ultime settimane al centro del confronto politico dopo le interrogazioni presentate dal consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaLuca Pestelli. Al centro della polemica c’è la presenza, in alcune postazioni, di ambulanze con equipaggi composti da soccorritori senza infermiere a bordo.

A intervenire è il direttore della Centrale Operativa 118 Romagna SoccorsoMaurizio Menarini, che esclude qualsiasi riduzione degli standard assistenziali: «La presenza di quattro mezzi di soccorso tecnico sanitario con equipaggi di soccorritori non intacca né la tempestività né la qualità degli interventi. Parlare di smantellamento del sistema significa non conoscere le reali esigenze epidemiologiche e organizzative del servizio».

I numeri

Menarini ricorda che oltre il 50% delle richieste di soccorso riguarda situazioni che non richiedono interventi sanitari avanzati sul posto, ma soltanto il trasporto verso la struttura più idonea. Per questo motivo, spiega, gli equipaggi formati da soccorritori rappresentano una risposta appropriata per le chiamate a minore complessità.

Il direttore sottolinea inoltre che in Romagna è presente un mezzo di soccorso avanzato ogni 22 mila abitanti, un rapporto nettamente superiore agli standard ministeriali, fissati in un mezzo ogni 60 mila abitanti. Su 44 ambulanze operative ventiquattr’ore su ventiquattro, 40 dispongono di un infermiere a bordo, alle quali si aggiungono nove automediche e il servizio di elisoccorso. L’Ausl evidenzia anche il recente inserimento di 24 operatori tecnici autisti-soccorritori, assunti per rafforzare il sistema.

Il confronto

La presa di posizione arriva dopo le nuove critiche avanzate da Pestelli, che ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna di chiarire se la rimodulazione del servizio, introdotta durante il piano estivo e successivamente confermata dall’assessore regionale Massimo Fabi, sia destinata a diventare definitiva.

L’Ausl ribadisce però che la presenza di quattro equipaggi con soli soccorritori non è una misura temporanea legata all’estate, ma una scelta organizzativa costruita sulla base dell’analisi dei dati e delle sperimentazioni condotte negli ultimi mesi. «Le emergenze che richiedono infermieri o medici continuano a essere gestite da equipaggi con professionisti sanitari – conclude Menarini –. I risultati ottenuti dal 118 Romagna sono tra i migliori a livello regionale e nazionale. Continuare a screditare il lavoro degli operatori significa creare un allarme ingiustificato tra i cittadini e rendere ancora più difficile il lavoro di chi ogni giorno opera sul territorio».