Due dipendenti della Cassa di Ravenna hanno sventato una truffa da 98 mila euro insospettendosi per una fattura falsa e per l’atteggiamento di un cliente. Virginia Gasperini e Vera Vincenzi hanno bloccato il bonifico e avvisato i Carabinieri, che hanno raggiunto la coppia proprio mentre i truffatori stavano telefonando. Per la loro prontezza e preparazione, le due dipendenti sono state premiate dalla Cassa di Ravenna e dall’Arma dei Carabinieri.
Una truffa ben congegnata
Una truffa da 98 mila euro è stata sventata grazie alla prontezza e alla preparazione di due dipendenti della Cassa di Ravenna. Virginia Gasperini e Vera Vincenzi, rispettivamente dipendente e direttrice dell’Agenzia 12 di via Galileo Galilei, hanno riconosciuto i segnali che qualcosa non andava e hanno impedito che il denaro venisse trasferito ai truffatori.
Per questo sono state premiate nella sede della Cassa di piazza Garibaldi dal presidente Antonio Patuelli, dal direttore generale Nicola Sbrizzi e dal comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Andrea Lachi. Il riconoscimento consegnato alle due dipendenti è uno Scudo Romano del 1839, anno in cui la Cassa di Risparmio di Ravenna mosse i suoi primi passi.
La fattura sospetta e il bonifico istantaneo
La vicenda è iniziata quando un cliente si è presentato allo sportello chiedendo di effettuare un bonifico istantaneo da 98 mila euro, spiegando che il pagamento serviva per una ristrutturazione dell’abitazione. A insospettire Virginia Gasperini è stata innanzitutto la fattura presentata dal cliente, redatta al computer e apparentemente falsa.
Anche le risposte alle domande della dipendente sono risultate poco convincenti. A quel punto Gasperini ha coinvolto la direttrice Vera Vincenzi e le due hanno deciso di non autorizzare il pagamento, chiedendo al cliente di presentare una documentazione valida.
Per avere un’ulteriore conferma, è stata contattata anche la moglie del cliente, con la quale esisteva un rapporto di conoscenza personale. La donna, molto agitata, ha però risposto di non poter parlare e di non poter fornire spiegazioni. Un elemento che ha rafforzato definitivamente i sospetti.
La direttrice ha quindi chiamato i Carabinieri. Un equipaggio del Nucleo Radiomobile ha raggiunto l’abitazione della coppia proprio mentre era in corso il tentativo di truffa. La telefonata dei malviventi è infatti arrivata sul cellulare dei clienti mentre i militari erano presenti in casa, permettendo così di confermare quanto stava accadendo e di evitare che i 98 mila euro venissero trasferiti.
L’importanza del fattore umano
Il caso, secondo la Cassa, dimostra quanto sia importante il fattore umano anche nell’epoca dei pagamenti digitali. «La sensibilità umana è fondamentale per il nostro personale – ha sottolineato il direttore generale Nicola Sbrizzi – che, oltre a una importante preparazione e formazione specifica sulle truffe, ha la conoscenza del cliente e sa riconoscere dai suoi atteggiamenti, dallo stato di agitazione e dal modo di parlare, se sta succedendo qualcosa di strano».
Anche il presidente Patuelli ha sottolineato il ruolo della capacità di osservazione e dello spirito critico. «I mezzi digitali oggi ci semplificano la vita – ha detto – ma la capacità, la sensibilità umana e lo spirito critico hanno consentito alle nostre dipendenti di riconoscere dagli atteggiamenti dei loro clienti la truffa in atto».
Patuelli ha inoltre ricordato che il bonifico istantaneo non è annullabile, a differenza di quello ordinario, ed è quindi uno degli strumenti frequentemente utilizzati dai truffatori.
La Cassa di Ravenna ha spiegato di investire nella formazione del personale proprio per riconoscere questo tipo di raggiri e di promuovere anche incontri pubblici gratuiti dedicati alla prevenzione delle truffe, in collaborazione con esperti e forze dell’ordine.
Alla cerimonia erano presenti anche il tenente colonnello Giuseppe De Gori, il tenente colonnello Alessio Gallucci, il vice direttore generale vicario della Cassa Alessandro Spadoni, il responsabile dell’Area commerciale Matteo Ramilli e il responsabile della Zona Ravenna Marco Carboni.














