Il Comitato Alluvionati e gli Amici del Senio di Castel Bolognese promuoveranno sabato 3 ottobre una manifestazione (flash mob) lungo la via Emilia, a Castel Bolognese, per tenere alta l’attenzione sui temi insoluti relativi al fiume, a partire dalla richiesta che la manutenzione degli argini del Senio in corso sia immediatamente estesa anche al tratto che va da Ponte del Castello a Tebano.
“Necessario intervenire prima dell’arrivo delle piogge”
“Consideriamo – dichiarano Danilo Monti del Comitato Alluvionati e Domenico Sportelli degli Amici del Senio di Castel Bolognese – l’eventuale inadempienza intollerabile e inaccettabile e chiediamo che prima dell’imminente stagione delle piogge vi sia posto rimedio con un trattamento puntuale dell’argine e della golena, al quale è necessario faccia seguito quanto prima il progetto indicato dal Pai, che prevede il suo rafforzamento e arretramento e poi l’attuazione del secondo argine, a ridosso dell’abitato, ad ulteriore protezione della città e della vallata.
Ricordiamo che quel tratto di argine, non classificato, è ritenuto dalle Autorità del fiume “un arginello eretto per proteggere la campagna” mentre, invece, si tratta di un’opera fondamentale per la tutela dell’abitato di Castel Bolognese e della vallata, come anche l’Autorità di Bacino del Po, lo definisce.
Le casse di espansione a Cuffiano
Circa la vicenda delle casse di espansione di Cuffiano il Comitato Alluvionati e gli Amici del Senio fanno presente che l’ultimo progetto debba “consentire l’invaso complessivo dei 3,3 milioni di m3 previsti dal Pai, offrire la certezza dell’efficacia del meccanismo di invaso, conservare un’importante quantità di acqua da restituire al fiume per fare fronte alla siccità e, infine, rendere l’area fruibile al pubblico per valorizzarne così gli aspetti ambientali e paesaggistici”.
“La gestione del fiume e dei rii in montagna, concludono Monti e Sportelli, è decisiva, unitamente alla cura dei boschi e delle attività agricole, che devono caratterizzarsi per resilienza. Si chiedono pertanto interventi adeguati per il ripristino delle erosioni spondali, la tutela delle aree di laminazione previo compensazione dei danni arrecati, la raccolta della grande quantità di legname flottante ancora presente e una gestione oculata della vegetazione.”














