Mercoledì 17 giugno scorso Giovanni Ortolani, per tutti Giannetto, ha compiuto 100 anni. Personaggio molto conosciuto a Modigliana, è considerato una vera memoria storica del paese e viene spesso chiamato a testimoniare in occasione di eventi e commemorazioni legate alla storia locale.
Una vita lunga 100 anni
Giovanni Ortolani, per gli amici Giannetto, è nato a Maizières-lès-Metz, in Francia, perché i suoi genitori vi emigrarono nel 1922, quando il padre repubblicano si trasferì per cercare lavoro. «Io nacqui quattro anni dopo – racconta – e alla morte di mio padre per un incidente, mia madre e io tornammo in Italia». Giannetto ha nella sua testa un vero e proprio archivio di ricordi e a chiunque gli chieda conto di un episodio, una persona, un palazzo, un podere o un’associazione, lui riesce brillantemente a ricordare giorno, mese, anno, occasioni, parentele e soprannomi.
«Nel 1944, a 18 anni, fui chiamato alle armi dal generale Rodolfo Graziani per andare in Germania a costituire l’esercito di Salò – prosegue Giannetto –. Molti non si presentarono e cambiarono la chiamata in “Lavoro obbligatorio nell’organizzazione”, acronimo Todt». Era il genio militare tedesco impegnato nella costruzione della Linea Gotica.
«Il modiglianese Bruno Samorì – ricorda Ortolani – a capo di un’impresa agli ordini del Todt di Rimini, ottenne con la sua insistenza che il Grand Hotel non fosse abbattuto dai tedeschi che volevano sostituirlo con un bunker. Diplomato ragioniere e passato il fronte nel 1945 mi iscrissi al Partito Repubblicano. Fui assunto alla Camera del Lavoro dal Comitato di Liberazione Nazionale. Poi, nel 1946, passai aggregato amministrativo all’ospedale “Poveri di Cristo” e nell’ottobre 1947 alla sede modiglianese della Cassa dei Risparmi di Forlì, dove in seguito diventai funzionario di tutte le sue tesorerie ed esattorie».
Nel 1951 Giannetto fu consigliere comunale e dal 1995 al 2000 capogruppo consiliare di minoranza. Il 6 giugno 1955 sposò la maestra Oretta Quercioli e il 31 luglio 1956 nacque il figlio Luigi. La moglie scomparve nel 1996. Quindi la pensione dalla banca nel 1977.
«Passai revisore dei conti alla ditta Alpi di Modigliana poi, nella stessa, direttore amministrativo in Africa. Dopo dieci anni per la ditta Alpi in Camerun e altri cinque in Costa d’Avorio rientrai nel 1992. L’anno prima era nato Michele, il primo dei miei nipoti».
Una vita ancora molto attiva la sua, con l’unico grande rimpianto, quello «di essere sopravvissuto 30 anni a mia moglie». Suo figlio Luigi lo definisce «una guida e un esempio». Giannetto guida una Volkswagen Golf e si rammarica per essere costretto ogni anno a esami e accertamenti per il rinnovo della patente. Lo si può trovare spesso al bar con un gruppo variabile di amici. Ogni anno va in villeggiatura.
I ricordi della guerra
Alla recente cerimonia pubblica del 2 giugno, Festa della Repubblica, ha testimoniato raccontando l’episodio più tragico della Seconda guerra mondiale per il paese: il bombardamento del 16 ottobre 1944 effettuato dagli Alleati inglesi.
«Vi persero la vita 39 persone e ci furono altrettanti feriti, fra loro molti bambini. Secondo me – precisa Ortolani – partiti dalla base aerea di Bari per colpire città austriache, al ritorno i cacciabombardieri sganciarono le bombe per non dover atterrare con un carico di esplosivo a bordo. Io ero in via Buozzi con un amico, dall’altra parte del paese. Modigliana sarebbe stata liberata un mese dopo, il 14 novembre».
I 100 anni Giannetto li ha festeggiati a pranzo al ristorante Cento Tigli con il figlio Luigi, la nuora Barbara, i nipoti Margherita e Marco, altri parenti e tanti amici. In totale una cinquantina di persone, compreso il sindaco Jader Dardi. Ortolani ha ringraziato i presenti, formulato a tutti i migliori auguri e ricevuto tanti applausi e regali. È stato festeggiato anche nel tardo pomeriggio dai numerosi vicini di casa che lo hanno atteso per strada per fare un brindisi e scambiare auguri sul suo terrazzo. Il suo segreto? «Sto bene, tutti i giorni cammino un po’. Mi alimento con calma e senza esagerare. Dormo serenamente e ho molti amici».














