Fino a metà giugno la canonica ospita padre Denìs Malov, sacerdote cattolico di origine russa appartenente ai Missionari Clarettiani. Giunto in Italia per completare il proprio percorso accademico in Teologia Morale, racconta la sua storia, la vocazione missionaria e il legame con monsignor Paolo Pezzi.
Intervista a padre Denìs Malov

Benvenuto padre Malov. Si presenti.
Mi chiamo padre Denìs Malov. Sono sacerdote cattolico, membro della Congregazione dei Missionari Clarettiani, chiamata così in onore del nostro fondatore, sant’Antonio Maria Claret. Sono originario di Murmansk, a circa 1.500 chilometri a nord di San Pietroburgo e 200 chilometri a est della Norvegia. Fondata nel 1916, Murmansk fu ricostruita dopo la devastazione subita nella II guerra mondiale.
Chi sono i Clarettiani?
Il nome completo è Missionari Figli dell’Immacolato Cuore di Maria.
La congregazione fu fondata il 16 luglio, memoria della Beata Vergine del Carmelo, del 1849 con lo scopo di evangelizzare la Spagna, che soffriva in quel tempo della scarsità di predicatori, soprattutto nelle zone rurali.
Il fondatore, sant’Antonio Maria Claret, comprese fin dall’inizio che la missione oltrepassava i confini della Spagna, come lui stesso dimostrò andando prima a Cuba, dove fu nominato vescovo, e approfittando dei viaggi della corte reale, essendo confessore della regina Isabella II, per predicare la Parola di Dio fino a Parigi.
La Congregazione ha seguito le sue tracce, fondando comunità religiose di predicatori in tutto il mondo, soprattutto nei luoghi meno accessibili. Tra questi anche Murmansk, dove sono arrivati nel 2000 in risposta alla richiesta dell’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, ordinario di quella zona in quel tempo.
Ed è così che ho conosciuto i Clarettiani: grazie alla loro disponibilità per il servizio ai bisognosi, al loro zelo nel predicare la Parola e al loro coraggio nel fare missione là dove nessuno osa. Quando ho sentito la chiamata a seguire Dio ero un adolescente e i Clarettiani mi hanno accolto e inserito nel servizio evangelico.
Dove si è formato?
Prima in Spagna, con gli studi accademici e l’arte di servire e crescere nella carità. Poi sono andato a Parigi per la licenza in Teologia Morale, in un periodo difficile durante il Covid.
Passati alcuni anni di servizio sacerdotale in Russia, sono venuto a Roma per svolgere la ricerca dottorale che realizzo attualmente presso l’Istituto Alfonsiano, dipendente dalla Pontificia Università Lateranense, senza trascurare l’attenzione pastorale dovuta alla gente della nostra parrocchia a Roma.
Come ha conosciuto monsignor Paolo Pezzi?
Prima ancora di entrare nella Congregazione, durante una sua visita pastorale alla parrocchia di Murmansk. Mi ha affascinato la semplicità e la vicinanza con cui trattava la gente e anche me, un giovane che non aveva mai conosciuto prima.
Lui si è sempre mostrato molto amico della nostra comunità di San Pietroburgo-Murmansk.
Nel corso di una conversazione fraterna e fiduciosa, monsignor Paolo Pezzi ha condiviso con me la necessità che aveva la Chiesa cattolica in Russia di specialisti in Teologia Morale. La sua parola mi commosse e, in un certo senso, è stata per me decisiva.
Ora è certamente un grande regalo poter vivere un’esperienza pastorale e apostolica qui, nel paese dove è nato monsignor Paolo Pezzi, e gli sono molto riconoscente per avermi dato la possibilità di conoscere la sua famiglia e i suoi amici.
Qual è la sua prospettiva pastorale?
Non è possibile prevedere dove mi condurrà la Provvidenza di Dio, ma per il momento, tanto io quanto i miei superiori e confratelli, siamo sicuri che il mio cammino missionario sarà sempre legato alla Russia.
Giulio Donati













