Mercoledì 17 giugno Giovanni Ortolani, per tutti «Giannetto», ha compiuto 100 anni. Personaggio molto conosciuto a Modigliana, è considerato una delle memorie storiche del paese e continua a vivere con grande autonomia e lucidità, custodendo nella memoria episodi, volti e vicende che attraversano un intero secolo di storia.
Dalla Francia a Modigliana
Giovanni Ortolani nacque nel 1926 a Maizières-lès-Metz, in Francia, dove i genitori si erano trasferiti nel 1922 in cerca di lavoro. Il padre, di fede repubblicana, aveva scelto l’emigrazione per costruire un futuro migliore per la famiglia.
«Io nacqui quattro anni dopo – racconta – e alla morte di mio padre per un incidente, mia madre e io tornammo in Italia».
La sua straordinaria memoria lo rende ancora oggi un prezioso testimone della storia di Modigliana. Date, persone, soprannomi, famiglie, poderi e vicende del paese riaffiorano con precisione ogni volta che qualcuno gli chiede di ricordare un episodio del passato.
La guerra e gli anni della ricostruzione
Nel 1944, a 18 anni, fu chiamato alle armi dal generale Graziani.
«Molti non si presentarono e cambiarono la chiamata in “Lavoro obbligatorio nell’organizzazione”, acronimo Todt», ricorda Ortolani, riferendosi al genio militare tedesco impegnato nella costruzione della Linea Gotica.
Tra i ricordi di quegli anni vi è anche quello legato al modiglianese Bruno Samorì, che riuscì a evitare la demolizione del Grand Hotel di Rimini, destinato dai tedeschi a essere sostituito con un bunker.
Diplomato ragioniere, dopo il passaggio del fronte nel 1945 si iscrisse al Partito repubblicano e venne assunto alla Camera del Lavoro dal Comitato di Liberazione Nazionale. Nel 1946 entrò all’ospedale «Poveri di Cristo» come aggregato amministrativo e, nell’ottobre 1947, iniziò la sua lunga attività presso la sede modiglianese della Cassa dei Risparmi di Forlì, diventando successivamente funzionario delle tesorerie e delle esattorie dell’istituto.
L’impegno pubblico e gli anni in Africa
Nel 1951 fu eletto consigliere comunale e, dal 1995 al 2000, ricoprì il ruolo di capogruppo consiliare di minoranza.
Il 6 giugno 1955 sposò la maestra Oretta Quercioli, dalla cui unione nacque il figlio Luigi, il 31 luglio 1956. La moglie si spense nel 1996.
Dopo il pensionamento dalla banca, avvenuto nel 1977, collaborò con la ditta Alpi di Modigliana, prima come revisore dei conti e poi come direttore amministrativo delle attività dell’azienda in Africa. Trascorse dieci anni in Camerun e altri cinque in Costa d’Avorio, rientrando in Italia nel 1992. L’anno precedente era nato Michele, il primo nipote.
Testimone della storia di Modigliana
Ancora oggi Giannetto conduce una vita molto attiva. Guida la sua Volkswagen Golf, frequenta il bar con gli amici e ogni anno trascorre un periodo di vacanza.
Tra i ricordi più dolorosi conserva quello del bombardamento alleato del 16 ottobre 1944, sul quale ha recentemente portato la propria testimonianza durante la cerimonia del 2 giugno.
«Persero la vita 39 persone e ci furono altrettanti feriti, fra loro molti bambini. Io ero in via Buozzi con un amico, dall’altra parte del paese. Modigliana sarebbe stata liberata un mese dopo, il 14 novembre», ricorda.
La festa per i 100 anni e il segreto della longevità
Il traguardo del secolo di vita è stato celebrato al ristorante «Cento Tigli» insieme al figlio Luigi, alla nuora Barbara, ai nipoti Margherita e Marco, ad altri familiari e a numerosi amici. Alla festa, che ha riunito una cinquantina di persone, era presente anche il sindaco Jader Dardi.
Nel tardo pomeriggio Giannetto è stato accolto anche dai vicini di casa, che lo hanno atteso per un brindisi e uno scambio di auguri sul terrazzo della sua abitazione.
«Io sto bene, tutti i giorni cammino un po’. Mi alimento con calma e senza esagerare. Dormo serenamente e ho molti amici», confida il neo centenario, indicando con semplicità quelli che considera i segreti della sua longevità.














