Nel messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, Papa Leone XIV denuncia il dramma della solitudine che colpisce molte persone anziane. Il Pontefice ricorda che la Chiesa è chiamata a essere madre di tutti e invita i giovani a riscoprire il valore della visita ai nonni e agli anziani soli. Un appello alla vicinanza umana in un tempo segnato dalle relazioni digitali.
Messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani
“Non abbiate paura della fragilità!”. È l’appello che Leone XIV rivolge agli anziani nel Messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebra domenica 26 luglio. Il Papa ricorda che Francesco parlava degli anziani come di un “nuovo popolo”, perché “il numero di persone avanti con l’età non è mai stato così alto nella storia umana”. Per questo invita a riflettere su “quale possa essere la nostra vocazione quando la fragilità, compagna dell’uomo fin dalla nascita, sembra prendere il sopravvento”. Questa debolezza, quando è accettata e riconosciuta, “apre il cuore al sostegno vicendevole e all’invocazione di Colui che può donare ciò che nessun potere umano è in grado di garantire: la riconciliazione profonda dei cuori e con essa la pace vera”. Per Leone XIV si può vivere da cristiani il tempo della vecchiaia “fragili” ma “allo stesso tempo chiamati”: “Un uomo e una donna possono, infatti, rinascere da vecchi”.
In “questo tempo, segnato in maniera così dura dalla violenza bellica e sociale”, il Pontefice esorta gli anziani a unirsi a lui “nel pregare con insistenza perché giunga presto la pace nel mondo intero”. “Vi ringrazio – conclude – perché mi sostenete ogni giorno con le vostre preghiere, specialmente quando recitate il santo Rosario”.
“Nessuno è stato dimenticato da Dio”
“Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato” (Is 49,14). È “un angoscioso sentimento che agita il cuore” al quale risponde Leone XIV nel Messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, sul tema “Io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15). “La dolorosa sensazione di essere dimenticati – scrive il Papa – accomuna purtroppo molte persone, e tra queste non poche sono anziane”. Sopra le loro esistenze, in particolare, “sembra essere disteso un velo che sfuma i tratti dei volti e ammanta di oblio”, nelle case “dove regna la solitudine” e nei luoghi di ricovero dove “la singolarità di ogni persona rischia di essere ridotta al numero del suo letto o alla sua patologia”.
La Giornata, prosegue Leone XIV, è “un’opportunità per riscoprire che la Chiesa è chiamata a essere madre di tutti”. Ai giovani l’invito a “riprendere la bella abitudine di visitare i propri nonni, gli anziani della famiglia, e anche coloro che non ricevono alcuna visita”, portando loro “la vicinanza e l’affetto del Papa”. Citando l’enciclica Magnifica humanitas, il Pontefice ricorda: “La cultura digitale moltiplica le connessioni e offre nuove possibilità di incontro; tuttavia, il cuore umano conserva un bisogno irrinunciabile di prossimità”.














