Circa ottocento studenti del Faentino si preparano alla maturità, al via giovedì 18 giugno con lo scritto di italiano. Tra ansie per matematica e latino, pronostici sulle tracce e progetti universitari, i maturandi raccontano crescita personale, amicizie e sogni per il futuro
Sono circa ottocento gli studenti del Faentino che da giovedì 18 giugno affronteranno l’esame di maturità, al via con la prima prova scritta di italiano. Il giorno successivo toccherà invece alla seconda prova, diversa per ogni indirizzo scolastico: latino al Classico, matematica allo Scientifico, inglese al Linguistico, economia aziendale per l’Oriani, mentre al Liceo artistico la prova si svilupperà nell’arco di tre giorni tra laboratori, progettazione e realizzazione di elaborati pratici. Poi sarà la volta degli orali, che accompagneranno i maturandi fino ai primi di luglio. A livello nazionale saranno oltre 520mila gli studenti coinvolti negli esami di Stato.
Ansia sì, ma senza eccessi. Nelle parole degli studenti prevale soprattutto la consapevolezza di essere arrivati al termine di un percorso importante, vissuto come una tappa di crescita personale oltre che scolastica. C’è chi guarda alla maturità come «il coronamento» di cinque anni, chi parla di «culmine di un percorso lungo tredici anni», chi sottolinea quanto la scuola abbia insegnato metodo, autonomia e capacità di relazionarsi con gli altri. Tra le paure più citate ci sono matematica allo Scientifico, latino al Classico e le incognite del tema di italiano, con pronostici che spaziano dall’intelligenza artificiale a Pirandello, passando per Montale e l’attualità. Ma accanto all’esame c’è già anche il futuro: Medicina, Giurisprudenza, Economia, Scienze della formazione primaria e Storia dell’arte sono alcuni dei percorsi universitari già scelti dai ragazzi, pronti a chiudere una fase della loro vita e ad aprirne un’altra.
Paola, Liceo Classico

Al Liceo Classico Torricelli-Ballardini Paola Laghi guarda all’esame con serenità. «Io sono abbastanza tranquilla, perché lo vedo come il coronamento di un percorso lungo cinque anni. Ci tengo a dimostrare di aver fatto un buon lavoro in questo periodo, ma senza ansie particolari». Per lei le materie più delicate saranno matematica e latino: «Per latino spero in Seneca, meglio di no Tacito». Sul tema di italiano invece nessuna scelta predefinita: «Vedrò le tracce sul momento, anche se ci è stato consigliato di fare quello argomentativo. Ci aspettiamo l’intelligenza artificiale, Pirandello o Pinocchio».
Guardando oltre l’esame, il progetto è già chiaro: «Il mio obiettivo è fare il test per Scienze della formazione primaria, per diventare maestra di materna o elementare». E il bilancio dei cinque anni è positivo soprattutto dal punto di vista umano: «Ho imparato metodo e programmazione, riuscendo a organizzarmi meglio soprattutto quando avevo altri impegni, come lo studio per prendere la patente. Di questi anni mi porterò dietro tanti bei ricordi: di sicuro mi dispiace lasciare una zona sicura, per un’altra tutta nuova».
Filippo, Istituto tecnico Oriani

Dall’altra parte della città, all’Istituto tecnico Oriani, Filippo Giardini si presenta alla maturità «con il massimo dei crediti» e con una tabella di marcia già definita per affrontare gli esami. «Sono molto soddisfatto del mio percorso. Soprattutto nei primi anni ero molto introverso, pensavo solo allo studio, poi nel corso del tempo ho cominciato a relazionarmi di più con i miei compagni di scuola. Penso di affrontare la maturità da persona matura, fiero di me sia a livello scolastico, sia umano».
Per il tema d’italiano punta sull’attualità: «Mi piace leggere le notizie, sui social ma anche sui giornali. Ritengo di avere parecchie conoscenze e di essere in grado di fare i giusti collegamenti con gli autori che abbiamo studiato». Dopo il diploma proseguirà all’università: «Mi sono già iscritto a Economia e commercio a Forlì, poi per la magistrale l’idea sarebbe Economia e management». E anche nel suo caso la scuola è stata soprattutto un’esperienza di crescita: «Ho cercato di apprendere qualcosa anche dalle materie meno consone a me, arricchendomi a livello personale».
Marta, Liceo Scientifico
Allo Scientifico la grande incognita resta invece matematica. «Lo scoglio maggiore è matematica, in quanto le prove sono di solito molto difficili», racconta Marta Casanova, che però al momento si sente tranquilla: «Io sono una persona da ansia all’ultimo minuto, per adesso infatti sono tranquilla. Vedremo». Sul futuro non ha dubbi: «Proverò a entrare a Medicina. C’è il semestre filtro, la mia speranza è andare a Bologna, anche se sarà davvero difficile».
Marta rivendica con convinzione la scelta fatta cinque anni fa: «Tornassi indietro sceglierei sempre lo Scientifico, perché ti prepara per qualsiasi tipo di percorso universitario, a 360 gradi». E ora guarda avanti: «Non vedo l’ora di finire il liceo per affrontare nuove esperienze, mentre i contatti personali continuerò a coltivarli fuori dalla scuola».
Edoardo, Scienze applicate
Sempre dallo Scientifico, ma indirizzo Scienze applicate, arriva anche la riflessione di Edoardo Trerè, che descrive il liceo come un percorso di maturazione personale prima ancora che scolastica. «All’inizio vedevo la scuola come un posto dove l’unico obiettivo era giudicarmi, invece nel tempo questa cosa si è sfumata, dando spazio alla mia crescita personale».
Per lui sono state importanti anche le materie umanistiche: «Mi hanno aperto la mente e orientato a prendere spunti per vedere meglio il mondo». Sul futuro universitario è ancora indeciso tra Ingegneria e Medicina, ma una certezza c’è: «La scuola mi ha dato gli strumenti per scegliere quale sarà la strada migliore da percorrere, in completa libertà». Anche sull’esame mantiene un approccio sereno: «Per gli orali si tratta di un percorso lungo, che non credo si decida in poco più di mezz’ora. Non penso che i professori ci metteranno in difficoltà di proposito».
Tommaso, Liceo Linguistico

Al Linguistico Tommaso Moriconi parla della maturità come di «una bella prova» da affrontare «con orgoglio, senza ansia». Dopo anni trascorsi a studiare lingue straniere, la maggiore preoccupazione è per scienze all’orale: «Speriamo che non ci siano pretese come per lo Scientifico». Per il tema di italiano pensa anche lui al testo argomentativo: «Ho sentito dire che ci può essere Montale, o qualche poetessa».
Nel suo percorso scolastico Tommaso vede soprattutto una crescita caratteriale: «Ero timido, ma quest’anno ho ricoperto anche il ruolo di rappresentante di istituto. Sono orgoglioso del mio percorso». A settembre inizierà Giurisprudenza a Bologna: «Ho già deciso».
Jole, Liceo Artistico

Infine il Liceo Artistico, dove la seconda prova si svilupperà nell’arco di tre giorni tra simulazioni, progetti e laboratori. Jole Giovanazzi non nasconde un certo stupore per l’assenza di Storia dell’arte tra le materie d’esame: «Strano che non ci sia». Anche lei però affronta la maturità con tranquillità: «Non ho mai avuto problemi particolari con le interrogazioni. Anzi le preferisco».
Dopo il diploma si trasferirà a Venezia per studiare Storia dell’arte: «È una materia che mi piace molto». Ma in questi anni sono nate anche nuove passioni: «È cresciuto l’interesse per la ceramica, che credo coltiverò come hobby». E il bilancio finale è positivo soprattutto sul piano personale: «Non era facile per me trovare un metodo di studio, ma adesso ho un equilibrio. Mi ha aiutato anche essere rappresentante di classe, in un ambiente un po’ burrascoso. Sono fiera di quello che ho fatto grazie anche ai professori e ai compagni».
Le novità della Maturità 2026
La principale novità della Maturità 2026 riguarda la riforma voluta dal ministro Giuseppe Valditara, che riporta ufficialmente l’esame alla storica denominazione di “Maturità” e introduce un modello più snello e centrato sulla valutazione critica degli studenti.
La rivoluzione più importante riguarda il colloquio orale, che assume un peso decisivo. Da quest’anno chi si rifiuterà di sostenere attivamente l’orale, facendo “scena muta”, sarà automaticamente bocciato, anche in presenza di crediti alti e buoni voti agli scritti. L’orale torna così a essere il cuore dell’esame, con lo studente chiamato a dimostrare competenze e capacità di ragionamento.
Cambia anche la struttura del colloquio: sparisce la “busta” con gli spunti casuali e l’esame inizierà con una riflessione personale sul percorso scolastico. Le materie saranno ridotte a quattro: italiano, la disciplina della seconda prova e altre due materie caratterizzanti. Ridotte anche le commissioni, che passano da sette a cinque membri: due commissari interni, due esterni e il presidente.
Più spazio inoltre all’Educazione civica e ai percorsi di “Formazione Scuola Lavoro”, la nuova denominazione dei Pcto, che entreranno nella valutazione finale attraverso relazioni ed esposizioni personali.
Resta invariato il sistema in centesimi: massimo 40 punti di credito scolastico e 20 punti ciascuno per le tre prove. Cambia però il sistema dei bonus: i punti extra scendono da cinque a tre e potranno essere assegnati solo agli studenti che partiranno da almeno 90 punti. Confermata infine la possibilità del 100 e lode per chi otterrà il massimo in ogni prova.














