Nel primo trimestre del 2026 Ravenna registra meno chiusure e più nuove imprese rispetto all’anno precedente. Il saldo resta negativo ma è il migliore dal 2009. Crescono soprattutto le attività guidate da under 35, le società di capitali e i servizi, mentre arretrano commercio, agricoltura e artigianato
Segnali positivi
Il 2026 si apre con segnali incoraggianti per il sistema imprenditoriale ravennate. Nei primi tre mesi dell’anno le nuove iscrizioni al Registro delle imprese sono state 698, in lieve crescita rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le cessazioni si sono fermate a 781, facendo registrare un calo dello 0,64%. Il saldo resta negativo, con 83 imprese in meno, ma il dato rappresenta comunque la flessione più contenuta dal 2009.
A fotografare l’andamento dell’economia locale è l’analisi dell’Osservatorio economico della Camera di commercio di Ferrara Ravenna. Il tasso trimestrale si attesta a -0,23%, in miglioramento rispetto sia al 2025 che al 2024, confermando una fase di maggiore stabilità del tessuto produttivo provinciale. Al 31 marzo, le imprese registrate in provincia erano complessivamente 35.603.
A trainare il sistema continuano a essere soprattutto le società di capitali, cresciute di 53 unità con un incremento dello 0,58%, mentre arretrano le imprese individuali e le società di persone. Nonostante il calo, le ditte individuali restano comunque la forma più diffusa, rappresentando oltre la metà del totale delle attività presenti sul territorio.
Giovani imprese
Tra i dati più significativi emerge il forte dinamismo delle imprese guidate da giovani. Le attività a conduzione under 35 segnano infatti un aumento del 4,9%, con un saldo positivo di 119 imprese tra aperture e chiusure volontarie. Crescono anche le imprese straniere (+1,8%), mentre arretrano quelle femminili, che perdono 34 attività nel trimestre.
«I numeri del nostro centro studi dimostrano ancora una volta la solidità del tessuto produttivo ravennate e confermano quanto sia importante investire sui giovani», sottolinea il presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Giorgio Guberti.
Secondo Guberti, sostenere le imprese significa sostenere crescita economica, occupazione e innovazione: «Le nostre imprese producono ricchezza, alimentano il welfare, generano inclusione e coesione sociale. Sono il cuore pulsante dell’economia e una leva strategica per competere sui mercati globali».
Il presidente punta l’attenzione soprattutto sul contributo delle nuove generazioni: «Lo slancio che possono portare i giovani significa innovazione, valori e uno sguardo nuovo sul mondo. Il dato sull’aumento delle imprese under 35 ci dà speranza e rafforza la convinzione di dover investire ancora sui loro talenti».
La Camera di commercio ha destinato oltre un milione e mezzo di euro in tre anni al Piano straordinario per i giovani. «L’impresa – conclude Guberti – è sempre un motore positivo di cambiamento. Serve la consapevolezza che senza imprese non c’è progresso».
Servizi in crescita
Sul fronte dei settori economici, a crescere sono soprattutto i Servizi, in particolare quelli rivolti alle imprese. Bene anche il comparto del noleggio, delle agenzie di viaggio e delle attività di supporto operativo, che guadagnano 23 unità. Segnali positivi arrivano inoltre dai servizi ICT, dalle attività finanziarie e assicurative, dalla sanità e dall’istruzione. In aumento anche il settore della fornitura di energia elettrica, gas e vapore, che registra una delle variazioni percentuali più elevate del trimestre.
Restano invece in difficoltà i comparti più tradizionali. Il Commercio perde 62 imprese, l’Agricoltura ne lascia sul campo 67, mentre continua il rallentamento della Manifattura. In calo anche alloggio e ristorazione, trasporto e magazzinaggio, oltre alle attività artistiche e di intrattenimento.
Segnali di inversione arrivano anche dall’Edilizia che, dopo anni sostenuti dalla spinta dei superbonus, torna in territorio negativo con 14 imprese in meno. Difficoltà anche per il comparto artigiano, che chiude il trimestre con un saldo negativo: 251 nuove iscrizioni contro 275 cessazioni.














