A tre anni dall’alluvione del 2023, è stata inaugurata a Castel Bolognese la scuola dell’infanzia Camerini-Tassinari, completamente riqualificata con un investimento di quasi 1,8 milioni di euro. Gli interventi hanno migliorato sicurezza ed efficienza energetica grazie a fotovoltaico, nuova climatizzazione e futura installazione di barriere antiallagamento. La struttura aveva già riaperto agli alunni all’inizio dell’anno scolastico 2025-2026.

Una scuola restituita alla comunità
Dopo oltre due anni di chiusura causati dai gravi danni provocati dall’alluvione del maggio 2023, la scuola dell’infanzia Camerini-Tassinari di Castel Bolognese è stata ufficialmente inaugurata. La struttura, composta da nove sezioni e situata in via Gramsci, rappresenta uno dei principali punti di riferimento educativi del territorio. Alla cerimonia hanno partecipato la sottosegretaria regionale Manuela Rontini, l’assessora alla Scuola Isabella Conti, il commissario straordinario alla ricostruzione Fabrizio Curcio, il prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi e il sindaco Luca Della Godenza.
Intervento da quasi 1,8 milioni di euro
La riqualificazione è stata resa possibile grazie ai fondi della Struttura commissariale per la ricostruzione e al contributo di Enel Cuore, l’ente filantropico del Gruppo Enel.
L’investimento complessivo ha raggiunto quasi 1,8 milioni di euro, superando le stime iniziali, per consentire non solo il ripristino dei danni causati dall’acqua e dal fango, ma anche un importante ammodernamento dell’edificio.
Efficienza energetica e sicurezza
I lavori hanno interessato impianti, rete idrica, sistema di riscaldamento, coperture, servizi igienici e spazi esterni. Particolare attenzione è stata dedicata all’efficientamento energetico, con l’installazione di pannelli fotovoltaici, nuovi impianti di climatizzazione, sistemi di telecontrollo e una nuova cucina a basso consumo energetico. Tra gli interventi previsti figura inoltre l’installazione di barriere antiallagamento, pensate per aumentare la sicurezza della struttura in caso di future emergenze.
“La ricostruzione è fatta di luoghi che tornano a vivere”
«Restituire una scuola alla propria comunità significa molto più che riconsegnare un edificio», hanno dichiarato Rontini e Conti, sottolineando come la ricostruzione riguardi non solo infrastrutture e opere pubbliche, ma anche quei luoghi che rappresentano punti di riferimento per la vita quotidiana delle famiglie. Sulla stessa linea il commissario Curcio, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e soggetti privati, mentre il sindaco Della Godenza ha parlato di «un momento di grande emozione per tutta la comunità», simbolo della capacità del territorio di ripartire dopo l’emergenza.














