Se le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 hanno consegnato una mappa politica fortemente ringiovanita, sul fronte della parità di genere i dati definitivi registrano un preoccupante e drastico passo indietro. L’aula che si appresta a insediarsi a Palazzo Manfredi segna un netto calo della presenza femminile tra i banchi del Consiglio. I numeri parlano chiaro: nel nuovo Consiglio Comunale del 2026 (considerando la composizione pre-nomine di giunta e prima dell’elezione del presidente dell’aula) siederanno appena 6 donne su 25 componenti complessivi (inclusi i 24 consiglieri e il sindaco Massimo Isola). Ben 19 seggi sono infatti ad appannaggio degli uomini. Non si tratta certo del minimo storico assoluto dall’introduzione del suffragio universale — nelle prime elezioni libere di Faenza del 1946 venne infatti eletta una sola donna, Rosa Casadio per la Democrazia Cristiana, e per lungo tempo la presenza femminile in aula rimase appannaggio di casi isolati —, il dato del 2026 rappresenta indubbiamente un passo indietro rispetto al recente passato.
Il confronto con il 2020: persi quasi la metà dei seggi rosa
Il confronto con la passata tornata elettorale fotografa una vera e propria inversione di tendenza. Nel 2020, all’indomani dell’insediamento e della scelta del presidente dell’aula, la presenza femminile a Faenza contava ben 10 consigliere su 25 componenti. In soli sei anni la componente femminile si è quasi dimezzata, passando dal 40% del totale del Consiglio del 2020 a un magro 24% nel 2026. Un dato che deve far riflettere la comunità politica faentina, specie in una città che storicamente ha espresso figure femminili di primo piano nelle istituzioni e nella vita civile.
Lo “stato” dei partiti: il centrosinistra regge l’urto, deserto nelle opposizioni
Analizzando la ripartizione nei singoli partiti e nelle coalizioni, emerge una spaccatura netta e una forte polarizzazione sulla rappresentanza di genere:
- La maggioranza di centrosinistra: Tutte e sei le donne elette nel nuovo Consiglio appartengono alle file che sostengono il sindaco Massimo Isola con il Partito Democratico fa da baluardo istituzionale portando in aula 6 consigliere sui suoi 12 eletti totali (Marta Saragoni, Elena Cicognani, Ilaria Visani, Giulia Bassani, Mariangela Melandri, Maria Luisa Martinez). Restano invece a zero donne le liste Faenza cresce, Faenza Pop e ¡FAI!.
- Le opposizioni: Qui il dato è ancora più drastico e azzera di fatto i progressi degli ultimi decenni. Tra i banchi della minoranza si registra un totale deserto della presenza femminile. La lista civica Faenza Insieme elegge tre uomini (Andrea Liverani, Jorick Bernardi, Gianfranco Palli). Fratelli d’Italia, nonostante la leadership nazionale di Giorgia Meloni, esprime un trio interamente maschile (Mattia Bandini, Filippo Franchi, Andrea Monti), a cui si aggiunge il candidato sindaco Gabriele Padovani. Anche sul fronte guidato Lega-Forza Italia-DC, l’unico seggio va al candidato sindaco Claudio Miccoli.
Nel 2020, pur stando all’opposizione, la Lega contava su esponenti di peso e molto attive nel dibattito consiliare come Giorgia Maiardi e Roberta Conti.
In attesa della Giunta anche tra i “ripescaggi” al momento solo candidati uomini
C’è tuttavia un fattore tecnico che potrebbe parzialmente mutare gli equilibri nei prossimi giorni. Con la nomina della nuova Giunta comunale, alcuni dei consiglieri eletti potrebbero essere scelti dal sindaco Isola come assessori, dovendo così rassegnare le dimissioni dal Consiglio. Questo meccanismo farà scattare il subentro dei primi dei non eletti delle rispettive liste. Tra le file del Pd, Faenza cresce, Faenza pop e Fai, però, la situazione rimarrebbe immutata: Juri Montecchian, Matteo Rava, Pietro Penazzi e Martino Albonetti sono infatti i primi dei non eletti tra queste liste.
Foto dell’ultimo consiglio comunale del mandato 2020-26, presieduto da Maria Luisa Martinez














