Quest’anno, il Messaggio del Papa per il primo gennaio era intitolato: Intelligenza artificiale e pace. Per fornire un’informazione di base su questo argomento, il Centro di documentazione don Tonino Bello e la parrocchia di San Francesco di Faenza hanno organizzato per lo stesso giorno un evento durante il quale è stato distribuito il Messaggio. Per approfondire i contenuti sono stati chiamati il professore Luca Nenni, docente d’informatica al liceo Torricelli-Ballardini di Faenza e l’avvocato Federico Patuelli, specializzato in diritto europeo e iscritto all’ordine degli avvocati di Bruxelles. Nenni, dopo averne illustrato la storia, ha elencato gli attuali utilizzi e le prospettive dei sistemi d’intelligenza artificiale.

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L’avvocato Federico Patuelli

L’avvocato Patuelli ha brevemente spiegato come sia alle battute finali il nuovo regolamento dell’Unione Europea in materia di intelligenza artificiale (detto AI Act). Si tratta della prima legislazione a livello globale che mira a regolare a 360° questa materia, definendo diversi livelli di rischio (minimo, alto, inaccettabile) ai quali sono attribuiti obblighi crescenti per i responsabili dei sistemi d’intelligenza artificiale.

Il negoziato tra le tre istituzioni europee

Il Regolamento è una legge europea, direttamente applicabile in tutti Stati membri (come tutti i regolamenti di diritto Ue) e che può essere invocato dinanzi a un giudice italiano, il quale è tenuto ad applicarlo mettendo da parte, se necessario, una legge italiana contraria. Attualmente tale Regolamento è ancora in fase di negoziato all’interno della Ue tra tre enti istituzionali. Il primo è il Parlamento europeo (che rappresenta gli interessi dei cittadini europei e insiste per fissare obblighi più stringenti per i sistemi di intelligenza artificiale). Il secondo è il Consiglio dell’Ue, che rappresenta gli Stati membri e mira a ottenere una certa flessibilità nell’applicazione delle nuove regole, anche per tutelare gli interessi dei campioni nazionali in materia di intelligenza artificiale, (ad es. Mistral per la Francia). Il terzo è la Commissione europea, guardiana dei trattati fondatori dell’Ue, è impegnata a salvaguardare la competitività del mercato europeo rispetto ad altri paesi (ad es. Usa, Cina) dove risiedono imprese molto sviluppate, anche grazie all’assenza di obblighi stringenti.

Il Regolamento sull’intelligenza artificiale dovrebbe essere approvato nei prossimi mesi, prima delle elezioni europee previste per il giugno 2024.

Davide Patuelli