Cultura come viaggio e incontro con l’altro. Prosegue il nostro approfondimento sui giovani faentini con Elisa Emiliani, 35 anni, che si occupa soprattutto di intercultura e cittadinanza attiva tramite progetti europei di mobilità giovanile internazionale con i programmi Erasmus e Corpo Europeo di Solidarietà. Lavora per le associazioni di promozione sociale Semi e PiGreco, ma anche per l’Informagiovani (gestito dalla cooperativa LibrAzione) e per AEuCC, che si occupa di ceramica artistica e artigianale.

Intervista a Elisa Emiliani (Associazione Semi)

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Quali progetti avete in cantiere con l’associazione Semi?

Il 2022 sarà un anno intenso per SE.M.I., che si occupa proprio di intercultura e mobilità giovanile.  Sei ragazze e ragazzi da diversi paesi europei sono già in arrivo a Faenza a Febbraio 2022, con il Corpo Europeo di Solidarietà, per svolgere un anno di servizio volontario presso SE.M.I. (progetto “International Creativity”), PiGreco Apprendimento (progetto “Learning Together”) e l’Informagiovani gestito dalla Cooperativa LibrAzione (progetto “Youth International”).

Nel periodo primaverile/estivo, l’agenzia Nazionale per i Giovani ha approvato due scambi giovanili che SE.M.I. implementerà sul territorio e che coinvolgeranno ognuno 25 giovani provenienti da 5 paesi europei, inclusa l’Italia.

Women’s March: Un progetto ispirato al Marzo delle donne e basato su attività di educazione non formale. Si concentrerà sul suffragio femminile e le disuguaglianze,  gli stereotipi e la violenza di genere, al fine di trovare metodi alternativi per creare una futura società europea più equa.

E.ART.H: Ispirato alla “Giornata della Terra” (22 Aprile), il progetto è incentrato sull’ambientalismo attraverso l’arte e la conservazione del patrimonio culturale. Attraverso attività non formali i partecipanti avranno la possibilità di creare arte utilizzando metodi sostenibili e materiale riutilizzato, discutere di un futuro più ecologico e cercare soluzioni.

Ne approfitto per ricordare che per partecipare ai progetti di SE.M.I. (gratuiti) si può scrivere a info@associazionesemifaenza.com

“Siamo stata la prima associazione giovanile a Faenza a puntare in maniera forte sulla mobilità europea”

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In questi anni, guardando indietro il tuo percorso, qual è stata la chiave vincente della vostra proposta culturale?

Credo che esistano diverse chiavi vincenti: la prima è l’assenza, prima di SE.M.I., di un’associazione giovanile dedicata primariamente alla mobilità giovanile internazionale a Faenza. Questo costituisce un pro e un contro: essere gli unici ovviamente lascia campo libero, dall’altro lato però sottopone al compito impegnativo di promuovere delle opportunità quasi sconosciute (seppure completamente gratuite).

La seconda chiave vincente è la costituzione di un team: a partire dal 2020 SE.M.I. ha iniziato a lavorare con due ex volontarie internazionali (Ina Sasnauskaite dalla Lituania e Danai Nakou dalla Grecia) che sono diventate colonne portanti dell’associazione. Con background, competenze e attitudini diverse, i membri del nostro staff coprono una serie di attività che va dalla scrittura di progetti, all’implementazione, dalla facilitazione alla logistica, dalla rendicontazione alla disseminazione, sempre con uno spirito e una mentalità aperti, ricordando i valori di pace, tolleranza e inclusione che ci hanno portato a scegliere questo tipo di lavoro.

A tuo parere, in cosa Faenza deve migliorare a livello di offerta culturale? E quali sono invece i punti di forza?

A mio parere Faenza ha una grandissima offerta dal punto di vista della ceramica artistica e della rievocazione storica (basta guardare il Mic o i Rioni). Quello che si potrebbe aggiungere è un festival di lettura e scrittura creativa; una serie di eventi che coinvolgano le associazioni giovanili del territorio (dibattiti, confronti, esibizioni); un filo conduttore che dia visibilità agli artisti del territorio.

Ritieni che il mondo culturale faentino riesca a valorizzare realmente i giovani? Oppure riscontri una certa chiusura?

Per rispondere a questa domanda posso dare solo una mia impressione, ovvero che i giovani a Faenza vengano accolti in ambito associativo e culturale se sono davvero motivati a farlo. Incontrano delle resistenze che rischiano di farli desistere, pensiamo solo alla difficoltà di aprire un’associazione, ora molto più elevata rispetto a qualche anno fa, o al fatto che gli enti del terzo settore consolidati sul territorio abbiano degli organi di governance con due generazioni di differenza rispetto ai giovani under 30. Un ottimo esempio di integrazione intergenerazionale di cui sono a conoscenza è il Rione Verde, che ha recentemente modificato il consiglio direttivo includendo alcuni giovani membri dell’associazione.

“I classici non sono mai pesanti, è il modo con cui vengono proposti che li rende tali”

Cosa interessa, in particolare, ai giovani a livello culturale? Ci sono stereotipi o pregiudizi da superare?

Un pregiudizio è che la cultura sia noiosa. Come i classici della letteratura, additati come “pesanti”, sono invece i testi che sono sopravvissuti per cent’anni perché terribilmente avvincenti, così anche la cultura è appassionante, da fruire e da produrre. È ovvio che per attrarre i giovani l’offerta culturale debba essere allineata ai loro interessi e tradurre in modo efficace elementi tradizionali in senso innovativo. A tal proposito, SE.M.I. e lo Studio Ahab stanno portando avanti un “esperimento” di scrittura creativa al fine di tradurre in senso innovativo elementi del folklore o della storia locale. PiGreco invece, grazie a un progetto scritto da Danai Nakou e in collaborazione con Aula21, sta facendo partire un progetto di integrazione tramite lo strumento della fotografia. Il denominatore comune, mi sembra, è uno sguardo nuovo e fresco su un patrimonio culturale sterminato come quello italiano.

Qual è stata la soddisfazione più grande in questi anni in ambito culturale?

Aver portato a Faenza il volontariato europeo, e tutto ciò che ne deriva. Era l’obiettivo che mi ero preposta quando sono tornata in Italia nel 2016 e ora l’associazione SE.M.I. ha ottenuto il ruolo di organizzazione Lead nell’ambito del Corpo Europeo di Solidarietà (accreditamento condiviso solo con un’altra organizzazione in tutta la regione Emilia Romagna). Questo significa che sarà possibile portare avanti progetti di volontariato internazionale sino al 2027, con progetti per ospitare fino a 12 volontari contemporaneamente sul territorio della Romagna Faentina. Questo significa coinvolgere le associazioni che ospiteranno i volontari, coinvolgere i giovani del territorio che entreranno in contatto con una dimensione, anche linguistica, europea e interculturale. Sono davvero felice che SE.M.I. possa contribuire con il suo granello di sabbia all’internazionalizzazione della nostra città.