Via dalle strade i cassonetti dell’indifferenziata e dell’organico, tariffa puntuale e raccolta ‘porta a porta’ estesa a tutto il territorio comunale di Faenza. Sono queste le novità del nuovo sistema provinciale di raccolta rifiuti che è stato illustrato dall’assessore all’Ambiente, Luca Ortolani nel corso di un incontro promosso lunedì scorso da Federconsumatori Emilia-Romagna. Una rivoluzione graduale che accompagnerà i cittadini in vari step da qui ai prossimi anni. Dopo i ritardi dovuti alla pandemia, dall’anno prossimo il ‘porta a porta’ arriverà su tutto il territorio comunale; mentre la tariffazione puntuale è prevista solo dal 2023, per permettere ai cittadini di adattarsi al nuovo sistema.

Differenziare sì, ma produrre meno rifiuti: questo l’obiettivo

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Da sinistra: Vincenzo Fuschini (Federconsumatori Ravenna), l’assessore Ortolani e Fabrizio Ghidini.

L’obiettivo è responsabilizzare i cittadini non solo a conferire meglio, ma a produrre meno rifiuti. Aspetto su cui Faenza deve ancora migliorare: nel 2020 la raccolta differenziata è stata del 60%, in crescita rispetto al 2019 (56%), ma ancora inferiore rispetto al dato regionale (70%). La raccolta, già attiva nel Borgo e nel forese, sarà estesa a tutto il territorio comunale, con un sistema di ‘porta a porta’ misto nel centro storico. «Siamo chiamati a cambiare profondamente il nostro modo di rapportarci al tema dei rifiuti – spiega l’assessore Ortolani -. Rappresentano di fatto un problema a cui dobbiamo trovare nuove soluzioni, perché con quelle attuali non riusciamo più a gestirli, né come privati né come imprese. E i costi vanno a ricadere su tutta la collettività».

Incentivare alla raccolta differenziata non basta, serve ridurre complessivamente la quantità di rifiuti prodotti. Per questo entrerà in vigore la tariffazione puntuale, per premiare chi produce meno rifiuti indifferenziati. «L’attuale tariffa è la cosiddetta ‘presuntiva’ – spiega Fabrizio Ghidini, presidente Federconsumatori Parma e responsabile regionale del settore – e viene stimata da due fattori: la superficie della casa e il numero dei suoi componenti. Più la casa è grande e più sono le persone che ci abitano, si stima una maggior produzione di rifiuti, cercando ovviamente di alleggerire il peso nel caso di famiglie molto numerose. Per esempio, una tariffa annuale di tre componenti in un’abitazione di 80 mq può essere di 235 euro; mentre per quattro componenti in 100 mq si alzerà a 286 euro. In parallelo si è cercato comunque, tramite il ‘porta a porta’, di incentivare la raccolta differenziata attraverso benefit, andando a conferire per esempio la carta nelle isole e centri appositi».

Con la nuova tariffa puntuale viene promosso invece il principio che si paga la quantità di rifiuti che effettivamente si producono: i cittadini più virtuosi pagheranno di meno, mentre quelli che produrranno più indifferenziata verranno penalizzati. «È bene precisare – puntualizza Ghidini – che questa variabilità riguarda il 30% della tariffa. Se sono dunque un cittadino attento, potrò avere un risparmio di 30, 40, 50 euro, mentre, in caso contrario, la tariffa si alzerà. A Parma posso testimoniare che questo sistema ha portato a una diminuzione della Tari per il 90% degli utenti». Tramite dei chip, per esempio, sarà monitorato il numero di volte in cui viene svuotato il bidone dell’indifferenziata dell’utente, e su questa base sarà definita la Tari.

Con il porta a porta aumenterà il fenomeno degli abbandoni?

Nonostante il sistema ‘porta a porta’ abbia portato dove è stata introdotto molti benefici – sia nelle percentuali di differenziata, a Faenza si è passati in certe aree dal 25% a quasi il 70%, sia nella riduzione della Tari come a Parma – può essere un incentivo per gli abbandoni di rifiuti, come avvenuto in passato quando diversi cittadini forlivesi sono transitati nel nostro Comune solo per abbandonare i propri rifiuti al primo cassonetto incontrato.

«Andranno certamente aumentati i controlli – spiega Ortolani -. Per motivi strutturali e di spazio delle abitazioni, in centro storico si sta ragionando su un sistema di porta a porta misto con l’indifferenziata e l’umido a carico degli utenti, mentre rimarranno aree in strada per conferire la differenziata. Sicuramente, il fenomeno dell’abbandono può essere monitorato meglio in centro che non nelle aree periferiche. Ricordo sempre poi che ogni persona che compie un abbandono illecito di rifiuti fa un danno alla collettività: i costi di quel rifiuto infatti vengono distribuiti dal gestore su tutti gli utenti e quindi sulle bollette».

Samuele Marchi