Il sistema formativo della scuola Sarti-Minardi inaugura l’anno 2026-2027 con nuovi corsi, oltre 500 allievi e un’offerta sempre più articolata. Alla Sarti arrivano Corno, Organo, Canto rinascimentale e Jazz Lab; alla Minardi nuove proposte artistiche. Debutta inoltre “Maestri”, rassegna che unisce musica, arti visive e territorio
Un sistema formativo sempre più ampio, capace di tenere insieme didattica, produzione artistica e territorio, rinnovandosi senza perdere il forte radicamento nella comunità. È questo il volto del nuovo anno didattico 2026-2027 della Scuola Comunale di Musica “Giuseppe Sarti” e della Scuola di Disegno “Tommaso Minardi”. Un progetto che, come sottolinea il direttore generale della Sarti Jacopo Rivani, punta a fare delle due scuole «un polo culturale integrato, capace di offrire formazione di qualità, intercettare nuovi bisogni e creare occasioni sempre più numerose di incontro tra linguaggi artistici e generazioni».
«Non sono tante le città in Italia dove ci sono scuole di disegno e di musica di carattere civico e questo contribuisce nella creazione di un unicum culturale a Faenza, a dimostrazione della sua vitalità creativa e culturale», ha sottolineato il sindaco Massimo Isola, ricordando anche come «il progetto Maestri è il simbolo di quello che crediamo, dall’intergenerazionalità fino all’impiego di insegnanti che sono sia educatori, sia produttori». Un percorso, ha aggiunto, costruito nel tempo attraverso «un aggiornamento continuo», frutto del lavoro portato avanti dalle istituzioni culturali della città.
Numeri e novità
I numeri raccontano innanzitutto la solidità del sistema. L’anno scolastico 2025-2026 si è chiuso con 427 allievi alla Sarti e 111 alla Minardi, dati che le iscrizioni per il nuovo anno stanno confermando, sostenute da un flusso costante di richieste. Sono 41 gli insegnanti impegnati nella scuola di musica e 8 i professionisti della scuola di disegno. Alla Sarti le lezioni sono già partite il 28 settembre, mentre alla Minardi l’avvio è fissato per il 12 ottobre; per entrambe le realtà sarà comunque possibile iscriversi anche nei prossimi mesi.
Il nuovo anno porta con sé un ampliamento significativo dell’offerta. Alla Scuola Sarti debuttano i corsi di Corno, Organo e Canto rinascimentale, insieme al nuovo Jazz Lab, pensato per rinnovare e ampliare la proposta del dipartimento Jazz. Alla Scuola Minardi, invece, arrivano i corsi di Disegno e benessere per over 65, oltre ai nuovi moduli di Scenografia, per bambini e adulti, Fotografia applicata ai Social Media, Decorazione Ceramica e incisione, che prenderanno il via tra gennaio e maggio 2027. Nel secondo quadrimestre saranno inoltre proposti workshop aperti anche a chi non è iscritto ai corsi, tra cui il laboratorio di arte performativa curato da Matteo Zauli.
Maestri in scena
Accanto alla formazione, il sistema Sarti-Minardi conferma una ricca attività di produzione e divulgazione culturale. Tornano gli appuntamenti dei festival Fiato al Brasile e InTempo, ma la vera novità della stagione è “MAESTRI”, rassegna nata dalla collaborazione tra le due scuole e dedicata proprio ai loro docenti.
Da ottobre a maggio sono previsti otto matinée domenicali, alle 11, negli spazi della Sarti di via San Giovanni Bosco. Ogni appuntamento proporrà una performance musicale dei docenti della scuola di musica e, parallelamente, una mostra realizzata dai docenti della Minardi, visitabile fino all’incontro successivo. A completare l’esperienza sarà una degustazione guidata di vini del territorio, curata dal Consorzio Vini di Romagna e dal Polo di Tebano.
Una formula che sintetizza bene la filosofia del progetto: mettere in dialogo musica e arti visive, formazione e produzione, scuola e territorio, facendo degli stessi insegnanti i protagonisti di un percorso culturale condiviso.
La novità dell’organo in collaborazione con la Diocesi

Tra le nuove proposte della Sarti, particolare attenzione merita il corso di organo, reso possibile anche dall’acquisto di un raro strumento a trasmissione meccanica. «Di recente è stato acquistato un organo meccanico, tra l’altro segnalato dalla Diocesi: è una cosa che rappresenta una rarità, perché in poche scuole c’è la possibilità di utilizzare uno strumento di questo tipo», spiega Rivani. Si tratta di un organo Tollari, costruito a Carpi e restaurato nel 2026, affidato alla guida del docente Riccardo Tanesini, indicato da Rivani come «il più importante del nostro territorio».
Il corso conta già quattro iscritti e nasce con l’obiettivo di avvicinare allo strumento sia chi parte da zero sia studenti che possiedono già una preparazione pianistica. Il percorso è pratico e progressivo e permette di conoscere le caratteristiche specifiche dell’organo: dall’indipendenza tra mani e pedaliera all’uso dei registri, indispensabile per costruire differenti colori sonori.
Il programma attraversa il repertorio classico, rinascimentale e barocco, affrontando inoltre coordinazione motoria, lettura a prima vista e fondamenti della registrazione. Importante anche il rapporto con la Diocesi, che ha sostenuto il progetto: per gli allievi interessati al repertorio liturgico sarà possibile approfondire le competenze necessarie all’accompagnamento della liturgia. Una proposta che aggiunge così un ulteriore tassello alla vocazione della Sarti: ampliare gli orizzonti formativi offrendo opportunità difficilmente reperibili in altri contesti.














