Tra il 2019 e il 2025 i bar in provincia di Ravenna sono passati da 1.159 a 966, con una diminuzione del 16,7 per cento. Nel comune di Ravenna il calo raggiunge il 18,9 per cento, con 94 esercizi in meno. Secondo Confesercenti, la contrazione del comparto ha comportato una perdita stimata di 57,9 milioni di euro di ricchezza per il territorio.

In sei anni persi 193 esercizi sul territorio

In provincia di Ravenna sono 193 i bar persi tra il 2019 e il 2025, passati da 1.159 a 966, con una diminuzione del 16,7 per cento. Nel comune di Ravenna il calo è ancora più marcato: le attività sono scese da 497 a 403, con 94 bar in meno (-18,9 per cento).

Persi quasi 58 milioni di euro di ricchezza

Secondo l’analisi di Confesercenti, la contrazione del comparto ha prodotto anche un impatto economico, stimato in 57,9 milioni di euro di ricchezza persa per il territorio ravennate. Tra le cause vengono indicati l’aumento dei costi di gestione, gli effetti della pandemia, il cambiamento delle abitudini di consumo, la riduzione del potere d’acquisto, la concorrenza di formule alternative, il ricambio generazionale e la difficoltà nel reperire personale.

«Il dato sui bar ci dice con chiarezza che la desertificazione commerciale non riguarda soltanto le vetrine dei negozi, ma l’intera rete delle attività di prossimità – sottolinea Monica Ciarapica, presidente Confesercenti d’area Ravenna-Cesena –. Un bar che chiude non rappresenta soltanto la perdita di un’impresa e di posti di lavoro: significa anche perdere un luogo di incontro, un presidio quotidiano e un servizio che contribuisce alla vitalità di un quartiere, di un paese o di una frazione».

Confesercenti richiama quindi la propria proposta di legge di iniziativa popolare contro la desertificazione commerciale, chiedendo politiche a sostegno delle attività esistenti e delle nuove aperture.