Prosegue l’impegno a tutela dell’ambiente e della legalità nella provincia di Ravenna, con un’attenzione particolare alla corretta gestione dei gas fluorurati (F-GAS) sottoposti ad una normativa specifica che ne regolamenta l’uso e la gestione stessa.

Irregolarità delle certificazioni

Nell’ambito della più ampia campagna di controllo 2026 in materia di gas fluorurati ad effetto serra, coordinata dal Cufaa (Comando Unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare), il Nucleo investigativo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) di Ravenna con il supporto del Nucleo Carabinieri Forestale di Bagnacavallo, ha condotto una serie di controlli in alcune aziende presenti sul territorio. Tra queste, un’azienda del faentino è risultata non in regola a seguito degli approfonditi accertamenti svolti.

Al termine delle verifiche, ai soggetti responsabili della ditta sono stati notificati verbali amministrativi inerenti le violazioni della normativa ambientale di settore: nello specifico, è stata rilevata l’irregolarità della certificazione aziendale, la mancata comunicazione all’apposita banca dati degli interventi effettuati che prevedevano l’utilizzo di F-GAS e l’acquisto di tali gas serra in assenza di una certificazione idonea.

Un‘ulteriore violazione amministrativa è stata notificata alla ditta che aveva venduto F-GAS ad un’impresa che non era in possesso del pertinente certificato o attestato. Per tale tipologia di violazioni, la quantificazione degli importi esatti della sanzione amministrativa spetterà al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ma è già stato stimato che l’azienda dovrà far fronte a un importo minimo previsto di oltre 20.000 euro.

Il valore dei controlli sugli F-GAS

Per comprendere l’importanza di questi controlli, è utile ricordare che gli F-GAS sono gas artificiali comunemente utilizzati nella vita di tutti i giorni, ad esempio all’interno di condizionatori, pompe di calore e frigoriferi. Sebbene non danneggino lo strato di ozono, se questi gas vengono dispersi accidentalmente o illegalmente nell’aria si trasformano in potentissimi gas serra ritenuti responsabili del riscaldamento globale.

Il loro impatto, infatti, può essere da centinaia a migliaia di volte superiore rispetto a quello della comune anidride carbonica (CO2). Per questo motivo, la legge impone che vengano maneggiati, venduti e smaltiti solo da personale e aziende altamente qualificate, in modo da evitare danni irreparabili.