Quando sta accadendo in Ucraina (ma anche a Gaza, in Libano, in Cisgiordania, in Iran) ci pone una domanda: ma dove sta andando il mondo? Nessuno più si domanda se ogni essere umano ha diritto ad una vita dignitosa?
Il racconto di una donna ucraina, rifugiata in Italia dallo scoppio della guerra e diventata amica di mia figlia, che ha trascorso di recente qualche giorno a Kiev, mi ha letteralmente sconvolto, per la distruzione e l’orrore che ci ha raccontato. Una indagine, effettuata da autorità con una buona dose di indipendenza dalle parti in competizione, ci racconta l’abisso in cui sta sprofondando l’Ucraina.
Qualche giorno fa Volker Turk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ad una riunione a Ginevra, ha dichiarato che nei primi otto mesi del 2026 in Ucraina si sono registrati in media oltre 400 civili uccisi o feriti ogni settimana, con un aumento del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’ufficio di Turk ha documentato 15.280 civili uccisi o feriti nei primi otto mesi dell’anno, a seguito dell’intensificarsi degli attacchi russi contro le infrastrutture civili. Sul fronte, l’ufficio ha rilevato che quasi 2.500 civili sono stati uccisi o feriti dai bombardamenti aerei russi nello stesso periodo, il 62% in più rispetto all’anno precedente.
Gli attacchi russi contro scuole, centri medici, condomini, ferrovie e negozi stanno provocando un numero crescente di vittime civili, mentre la popolazione ucraina vive in un “costante stato di paura”, ha sottolineato l’ufficio delle Nazioni Unite in una sintesi delle sue dichiarazioni. Nel suo intervento a Ginevra, Turk ha esortato gli “Stati che esercitano influenza” sulla Russia a promuovere la pace ora, prima che “la tragedia peggiori ulteriormente”. Ha inoltre criticato la leadership russa, che avrebbe creato un’economia militarizzata “che antepone la morte e la distruzione alla sanità e all’istruzione”.
L’ufficio delle Nazioni Unite ha inoltre riscontrato livelli “scioccanti” di violenza sessuale contro civili e prigionieri di guerra. Turk ha accusato la Federazione Russa di utilizzare tali “atti abominevoli per torturare, intimidire e costringere individui e comunità”. Secondo il Report, degli oltre mille casi accertati di violenza sessuale legata al conflitto, rilevati tra febbraio 2022 e luglio 2026 contro civili e prigionieri di guerra, l’89% è stato attribuito alle forze russe. L’11% del totale dei casi accertati è stato attribuito alle forze ucraine, con minacce di violenza sessuale che rappresentano quasi la metà di queste violazioni.
Come spesso accade, insieme all’orrore arrivano anche notizie che ci incoraggiano a pensare che tutti gli esseri umani hanno una coscienza, se volessero ascoltarla.
A Zaporizhzhia ha aperto il primo asilo sotterraneo: lo ha annunciato il primo ministro ucraino Serhii Koretskyi, secondo quanto riportato da Ukrinform, agenzia di stampa nazionale dell’Ucraina e riportato dall’ANSA. “Vicino alla linea del fronte, ha aperto il primo asilo sotterraneo. Ora, 115 bambini potranno imparare, giocare e mangiare durante la giornata in un ambiente sicuro”, ha dichiarato Koretskyi. Secondo il primo ministro, la struttura sotterranea – dotata di protezione dalle radiazioni e con una superficie di oltre novecento metri quadrati – è progettata per ospitare 140 persone ed è accessibile ai bambini con bisogni educativi speciali. Quello di Zaporizhzhia è il secondo asilo sotterraneo aperto in Ucraina, il primo, denominato “Mobil” e progettato per accogliere 260 bambini, è entrato in funzione nella comunità di Pisochna, nella regione di Kharkiv, all’inizio dell’attuale anno scolastico.
I bambini, le donne, gli uomini, in ogni parte del mondo non avrebbero diritto a vivere una vita piena di dignità?
Tiziano Conti
Truppe russe, Foto Wikipedia di Anton Holoborodko














