Sabato 12 settembre alle 18 inaugura alla chiesa di Santa Maria dell’Angelo, spazio espositivo del Museo diocesano di Faenza, la mostra “Soglie. Connessioni e legami”, un progetto con cui il Museo intende proseguire la sua riflessione sull’uomo nella sua dimensione antropologica, spirituale e relazionale. Dal 2018, infatti, il Museo diocesano attraverso le mostre presentate nello spazio espositivo di Santa Maria dell’Angelo, esposizioni che coinvolgono artisti di livello nazionale e internazionale, guarda alla contemporaneità, interroga con decisione il presente con il desiderio di offrire momenti di riflessione.
7 artisti che riflettono sull’urgenza di recuperare le relazioni umane
La mostra “Soglie. Connessioni e legami”, che vede esposte le opere di David Berkovitz, Francesca Dondoglio, Massimiliano Fabbri, Paolo Migliazza, Patrizia Novello, Michele Parisi, Luca Piovaccari, intende affrontare attraverso il linguaggio universale dell’arte il tema quanto mai delicato e complesso delle relazioni. Le relazioni umane, infatti, costituiscono un elemento fondamentale per la coesione sociale e il benessere delle comunità, fondano l’identità individuale e collettiva, strutturano il senso di appartenenza e alimentano forme di solidarietà e partecipazione. Tuttavia, nella contemporaneità esse appaiono spesso fragili o superficiali, compromesse o logorate dai ritmi accelerati che la società impone, dall’individualismo e da una conflittualità diffusa. Per questo chiedono cura, attenzione e responsabilità condivisa. In un contesto globale frammentato, segnato da instabilità e da conflitti che rendono la guerra un’esperienza attuale e costantemente all’orizzonte, recuperare la dimensione dell’altro, del “volto dell’altro”, diventa un’urgenza culturale, etica, profondamente religiosa. La mostra si propone di rimettere al centro il volto, inteso come soglia di riconoscimento e possibilità di incontro autentico e sincero con l’altro. L’arte diventa così spazio di ascolto e dialogo, capace di restituire profondità alla relazione e di contrastare l’indifferenza e la disgregazione del tessuto sociale.
I legami interpersonali si alimentano nell’incontro tra le generazioni, nel passaggio di memoria, esperienze e valori e quando sono autentici, essi non si esauriscono nel presente; radicandosi nella memoria individuale e collettiva e resistono al logorio del tempo, oltre la stessa morte.
Orari di visita
La mostra allestita nella chiesa di Santa Maria dell’Angelo, spazio che negli anni si è configurato sempre di più come un cantiere per le arti, resterà aperta dall’11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, dal giovedì alla domenica, nei seguenti orari: 10-12.30; 16-18.30.


























