Fabrizio “Bicio” Bagnara, titolare del Corona Pizza Birra e Libertà, difende il ruolo dei locali come presidi di sicurezza e socialità nel centro di Faenza. Sottolinea la collaborazione tra esercenti, l’arrivo di clienti da fuori città e il valore di una piazza frequentata. Sulla musica assicura: «La programmazione è sempre fatta con i permessi»

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La piazza vissuta

La piazza vissuta come presidio, prima ancora che come luogo di consumo. È il punto di vista di Fabrizio “Bicio” Bagnara, titolare di Corona Pizza Birra e Libertà, attività di piazza della Libertà che unisce pizzeria e birreria e che negli ultimi anni ha ospitato anche appuntamenti culturali e musicali. Il locale è stato, tra gli altri, sede di iniziative di FaenzaScrive e di Faenza Rock, confermando quel legame con la vita della piazza che Bagnara rivendica anche nel confronto sul rumore e sulla presenza serale delle attività.

La sua replica alle recenti critiche di alcuni residenti parte proprio dalla sicurezza. «Partiamo dal presupposto che il tema principale sia quello dell’ordine pubblico e che ogni locale aperto è obbligato a monitorare al meglio i propri spazi», spiega Bagnara. «In pratica, le nostre attività sono dei presidi di sicurezza per la città e se la piazza viene lasciata incustodita, si corre il rischio che ritorni il degrado, con persone poco raccomandabili libere di fare quello che vogliono. A quel punto il livello di sicurezza svanisce».

Una rete di locali

Un ragionamento che il titolare lega anche alla trasformazione vissuta dal centro negli ultimi decenni. «Con il nostro arrivo, con la nascita di tanti locali in piazza, sono stati risolti tanti problemi», sostiene Bagnara, ricordando un passato nel quale, a suo dire, «c’erano grandi problemi da affrontare, come criminalità, spaccio e pedofilia».

Oggi, invece, secondo il titolare del Corona, la presenza contemporanea di diverse attività contribuisce a mantenere viva la piazza e crea una rete tra gli stessi esercenti. «Secondo me è bello che la gente vada anche in più locali nel corso della stessa serata», dice. E aggiunge: «C’è poi grande collaborazione tra tutte le attività, ci si aiuta in maniera reciproca, facendo una sorta di rete».

Un movimento che, sempre secondo Bagnara, non riguarda soltanto i faentini. «C’è sempre più gente che viene da noi da fuori Faenza, riempiendo i nostri locali anche se non ci sono eventi particolari in programma». Il Corona, del resto, si trova in piazza della Libertà 5/A e dispone anche di tavoli all’aperto; tra le sue proposte figura la pizza, insieme a birre e aperitivi.

Musica e regole

Ma è soprattutto sulla questione del rumore che Bagnara respinge l’idea di una contrapposizione con i residenti. «Per quanto riguarda il troppo rumore, la nostra programmazione è sempre fatta con i permessi, seguendo le regole», sottolinea. «Noi siamo sempre in contatto con l’amministrazione comunale e ci comportiamo sempre in modo corretto, rispettando tutti».

Il punto, dunque, per il titolare è trovare una modalità di convivenza che consenta alle attività di continuare a svolgere il proprio ruolo senza perdere di vista le esigenze di chi abita nel centro. Una posizione che si inserisce nel confronto più ampio riaperto nelle ultime settimane: da una parte la richiesta dei residenti di maggiore attenzione a rumore e occupazione degli spazi, dall’altra la convinzione degli esercenti che una piazza frequentata e animata rappresenti anche un elemento di sicurezza e vitalità per tutta la città.